Il Tirreno

Pisa

CALCIO GIOVANISSIMI 

Nove gare, nove vittorie Il Ponsacco vola con Emiliano Niccolini

ALESSANDRO MARONE

L’ex capitano del Pisa, l’anno scorso mister dell’U17, ha iniziato in modo convincente la nuova avventura

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PISA

Da pochi mesi è iniziata una nuova avventura sulla panchina dei Giovanissimi del Ponsacco per Emiliano Niccolini, ex capitano e bandiera del Pisa e, nella scorsa stagione, mister dell’Under 17 nerazzurra. Travolgente l’avvio della truppa rossoblù, capolista solitaria a punteggio pieno dopo nove giornate. Nello scorso turno di campionato la prima della classe ha recitato il ruolo di corsara in casa del Migliarino (3-2).

«Sono molto soddisfatto dell’inizio di stagione, ho trovato una buona squadra per quanto riguarda il livello generale del campionato, sono ragazzi che potrebbero disputare un campionato regionale. Cerco di insistere sul piano del gioco, della circolazione di palla, dei movimenti, anche per preparare i ragazzi a disputare un altro tipo di campionato. Il gruppo mi segue, siamo sulla buona strada».

Come è nata la nuova avventura a Ponsacco?

«In estate ho sentito il Direttore Tecnico Jacopo Balestri, abbiamo un bel rapporto e mi ha fatto questa proposta. Ci sono un po’ di differenze tra campionato nazionale e provinciale, sia a livello di valori in campo, sia per quanto riguarda le metodologie di allenamento e il modo di rapportarsi con i giocatori. Ho accettato e mi sono calato in questa nuova esperienza con entusiasmo».

Che ambiente ha trovato a Ponsacco?

«Abbiamo un buon centro sportivo, il campo sul quale disputiamo le partite ha un bel manto erboso. Attualmente è in corso una fase di ristrutturazione per migliorare gli impianti e anche una riorganizzazione a livello societario, si punta a far fare un salto di qualità al progetto».

Qual è l’obiettivo?

«Non ci nascondiamo, puntiamo a vincere il campionato. La squadra è forte, ma ci sono anche altre squadre attrezzate, come Atletico Cascina, Calci, Fratres Perignano e San Giuliano. Guardo partita per partita, al termine del girone d’andata magari inizierò a fare un bilancio».

Che allenatore è Emiliano Niccolini?

«Credo di essere bravo ad inquadrare i ragazzi, capire le loro caratteristiche. Ognuno ha il suo carattere, cerco di instaurare un buon rapporto con i giocatori, “leggerli” come persone. Insisto molto sull’aspetto dell’educazione e del rispetto: sono principi ai quali tenevo anche quando ero calciatore e sono valori importanti nella vita. Questo è il settimo anno che alleno, ho ancora tanto da imparare e cerco sempre di aggiornarmi e trovare nuove metodologie, cose nuove da proporre ai ragazzi in allenamento».

Da bambino il suo sogno nel cassetto era quello di diventare calciatore?

«Avevo semplicemente la passione per il gioco del calcio, diciamo che ho iniziato a pensarci seriamente quando sono diventato un po’ più grande, ma sono sempre stato abituato a vivere il momento, giorno per giorno. Ho fatto la trafila del settore giovanile nerazzurro e sono riuscito ad approdare in prima squadra».

Cosa le ha permesso di fare il salto?

«Dedizione, costanza e sacrifici. Non tutti sono in grado di sopportare alcune rinunce a 17-18 anni, molti talenti si perdono. Il mio impegno è stato ripagato».

Cosa ha voluto dire per lei vestire la maglia della squadra della sua città e indossare la fascia di capitano?

«Sensazione davvero bella, indescrivibile, è stato il coronamento di un sogno. Non è mai facile essere profeta in patria, avvertivo anche una grande responsabilità. Nonostante abbia un carattere abbastanza introverso, cercavo di tenere unito lo spogliatoio e cementare il gruppo. Ci sono stati anche dei momenti di difficoltà, ma sono stati anni intensi e ho ricevuto parecchio affetto dai tifosi». —

ALESSANDRO MARONE

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