Il Tirreno

Pisa

La bella vittoria del Porta Elisa è maturata per le giocate ma ha anche una chiave tattica 

D’Angelo bravo a ridisegnare una squadra in emergenza

ANDREA CHIAVACCI

l’analisiA Lucca il Pisa ha vinto ritrovando quella personalità e quel carattere che servono in questa categoria. Non è stata solo la vittoria del cuore o del colpo spettacolare e diabolico di...

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l’analisi

A Lucca il Pisa ha vinto ritrovando quella personalità e quel carattere che servono in questa categoria.

Non è stata solo la vittoria del cuore o del colpo spettacolare e diabolico di Marconi. Il Pisa ha vinto principalmente perché a centrocampo ha creato quella superiorità numerica che raramente si era vista finora, recuperando tante seconde palle e gestendo per almeno 65 minuti una buona fase di possesso a livello qualitativo.

La partita a scacchi tra gli allenatori l’ha vinta Luca D’Angelo che con poche mosse ha risistemato un Pisa in emergenza e finora troppo monocorde nell’interpretazione del modulo.

Si passa così dall’amato 3-5-2 al 3-4-2-1 dopo 13 partite (tra coppe e campionato) iniziate sempre con il medesimo canovaccio. Una sola punta e due mezzali avanzate sulla trequarti, ma con compiti diversi. Se Di Quinzio deve portar palla e puntare la porta, a De Vitis veniva chiesto di allargarsi a destra e di rientrare a dare man forte alla mediana. Consegne rispettate da entrambi, con Di Quinzio uomo assist dalla bandierina in occasione del gol partita, sempre pronto a creare superiorità e smarcare i compagni, inoltre determinante nell’episodio del rosso a Martinelli.

De Vitis ha messo subito un bel cross in area per Marin, poi assieme al rumeno e Gucher è riuscito a tenere in piedi la mediana. Un ruolo nuovo per entrambi ma che sono riusciti a svolgere con profitto e qualità. Dagli esterni servivano i cross per Marconi e a parte l’occasione del gol non se ne sono visti molti, ma stavolta Lisi è apparso finalmente in grado di sfondare sulla sinistra facendo ammattire la difesa rossonera grazie anche al nuovo assetto tattico.

Contro il 4-3-3 di Favarin i nerazzurri sono stati padroni del centrocampo almeno fino alla parte finale della gara, quando in superiorità numerica. Soprattutto quando si ripartiva dalla difesa. Con Gucher finalmente in una buona giornata ma ormai a corto di benzina è stato importante l’innesto di Izzillo, molto bravo a recuperar palla, meno nel concludere a rete. Fondamentale invece Marin che ha recuperato un infinità di palloni e ha interprato un ruolo a tutto campo: lo trovavi in area avversaria a concludere e in quella pisana a difendere. Un vero e proprio box to box, come direbbero gli inglesi.

Tra le novità tattiche anche l’impiego come esterno di destra di Zammarini in un centrocampo a 4, dove doveva occuparsi soprattutto della parte difensiva. Lui che è mezzala pura è andato un po’ in difficoltà con Favale e soprattutto con Bortolussi, ma rispetto ad altre gare opache non ha demeritato. Con il rientro di Liotti e Masucci e in attesa di Moscardelli, D’Angelo potrebbe andare avanti su questa strada o quanto meno non fossilizzarsi su un solo modulo. —

ANDREA CHIAVACCI

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