Sicurezza
Mannini: profilo basso? Macché A Pisa si gioca per vincere e questa squadra può dire la sua
l’intervistaAnche se il figlio Daniele non veste più la maglia nerazzurra, Alessandro Mannini guarda sempre con interesse al Pisa. «Quelle sono cose che riguardano solo lui».Quattro promozioni tra i...
l’intervista
Anche se il figlio Daniele non veste più la maglia nerazzurra, Alessandro Mannini guarda sempre con interesse al Pisa. «Quelle sono cose che riguardano solo lui».
Quattro promozioni tra i pali della porta nerazzurra (una in B e tre in A) non si dimenticano facilmente. Mannini senior è attualmente il preparatore dei portieri del Viareggio e ha affrontato il Pisa in amichevole poche settimane fa.
Che squadra ha visto?
«Mi hanno fatto una buona impressione. Davanti fanno paura, non solo per l’arrivo di Moscardelli e Marconi. Masucci è un’alternativa di primo livello e Cernigoi mi sembra finalmente in rampa di lancio. A centrocampo ci sono tanti giocatori di categoria superiore. Gemmi ha lavorato bene, non era semplice fare 18 operazioni in uscita».
In porta e in difesa forse manca un po’ di esperienza?
«I portieri sono giovani, ma già pronti. Gori mi piace molto, mentre Cardelli ha già giocato in B e sono entrambi affidabili. Prevedo una bella lotta tra loro due. I difensori li conosco poco e non posso giudicare. Numericamente mi sembra che siano un po’ corti nel reparto».
D’Angelo che impressione le ha fatto?
«Mi sembra uno tosto. Sa cosa vuole e sa come fa giocar la squadra. Possiede temperamento, può essere adatto a una piazza come Pisa».
Chi sono le favorite del girone A?
«Alla fine è venuto fuori un girone molto equilibrato e ci sono molte valide pretendenti come Novara, Entella, Pro Vercelli e Siena. Ma il Pisa può dire la sua e credo punti a vincere».
La società ha fatto bene a tenere un profilo basso?
«A Pisa si gioca per vincere. Dire di partire a fari spenti per me lascia il tempo che trova. Pisa non vuole andare a sbattere contro un muro, a tutta quella gente che era alla presentazione non puoi dire che non miri al primo posto, o almeno alla promozione tramite playoff. Anche loro sanno che non è così».
Daniele come si sta trovando a Pontedera?
«Molto bene. Gli stanno dando una grande considerazione e Maraia lo fa giocare molto vicino alla porta, un ruolo che aveva abbandonato da diversi campionati».
Il Pontedera potrebbe essere l’outsider del campionato?
«Non lo so, ma come sempre sono riusciti a fare un buon mix tra giovani e gente di esperienza».
Veniamo alla situazione difficile del calcio italiano. Che idea si è fatto?
«Siamo nella repubblica delle banane. È incredibile che a metà settembre non sono ancora partiti i campionati. E ancora non è finita, con tutti questi ricorsi. La cosa al momento è legittima, ma secondo me bisogna fare in modo di dare maggior potere alla giustizia sportiva». —
ANDREA CHIAVACCI
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