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Pisa, caccia al pezzo mancante campionato in cerca di certezze

Antonio Scuglia
Pisa, caccia al pezzo mancante campionato in cerca di certezze

Settimana decisiva per i campionati: venerdì il Coni deciderà sui ripescaggi ma c’è il timore che i ricorsi costringano a un nuovo slittamento del via

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I nerazzurri tornano oggi al lavoro a San Piero a Grado, mentre la società si muove per identificare il profilo del difensore mancino/esterno mancino di centrocampo necessario per completare la rosa.

Nei piani di mister D’Angelo, a quanto appreso dal Tirreno, non sarà comunque un titolare ma un giocatore affidabile, e che sia bravo anche a fare gruppo.

A giudicare da quanto visto sinora, le gerarchie per la formazione di partenza sono già abbastanza definite in quasi tutti i ruoli, per quanto possano cambiare in corso d’opera a seconda del rendimento dei singoli giocatori.



Oggi la squadra conoscerà anche l’ultimo acquisto agostano, il difensore centrale Alberto Masi, classe 1992, che potrebbe essere presentato ufficialmente fra oggi e domani.

Mercoledì alle 18 è prevista un’amichevole all’Arena, ovvero un allenamento congiunto con un partner da definire (probabilmente di serie D o di Eccellenza) per mettere altri minuti preziosi nelle gambe dei giocatori e negli schemi della squadra. Quasi tutto il gruppo sarà a disposizione, a parte i difensori Brignani e Meroni entrambi reduci da un infortunio.



Dopo di che, pur continuando a lavorare, tutta l’attenzione sarà rivolta verso i due avvenimenti del venerdì e del sabato. Il 7 infatti arriverà la pronuncia del Collegio di Garanzia del Coni presieduto da Franco Frattini, che dirà se e quante squadre vanno ripescate in B, ma attenzione attenzione... nel secondo caso non necessariamente dirà quali.

Per cui il pomeriggio dell’8, quando il presidente di Lega Pro Gabriele Gravina conta di presentare il calendario del campionato 2018-19 (ore 18, a Roma nell’auditorium del Palazzo delle Esposizioni), non è detto che si possa fare tutto senza antipatiche X nei gironi e quindi nello stesso calendario. Con il rischio che si vada a un ulteriore rinvio, cosa che la Lega Pro vuole assolutamente evitare visto che intanto il tassametro (ovvero le spese sostenute dalla singole società per gli stipendi, gli affitti e così via) corrono.

D’altra parte la situazione del calcio italiano è ridicola. Basti pensare alla nuova vicenda delle fideiussioni contestate - ogni anno si promette di rimediare, poi passata la festa gabbato lo santo - o all’episodio ridicolo di sabato a Cosenza dove è saltata la partita col Verona, con 10mila persone fuori dai cancelli, perché il campo non era pronto.

Scrive Mondo Ultrà: «Mentre i giocatori si riscaldavano, gli operai dovevano ancora finire di tracciare le linee e montare le porte. Ma dov’è finito tutto il rispetto per i tifosi? Dove? E per i tifosi veronesi che dovevano affrontare questa trasferta? 2.400 chilometri (andata e ritorno) andati a perdersi! ». Le foto ve le risparmiamo, ma chi è interessato può trovarle su quella pagina Facebook. Il problema non è il Cosenza, che può essere vittima e non colpevole: il problema è un sistema che, se ci allontaniamo dai lustrini dell’Allianz e di San Siro, appare allo sbando. E se pensiamo che quattro anni fa il Pisa fu escluso dalla serie B (a beneficio del Vicenza) perché mancavano le certificazioni delle lampadine lo sconcerto lascia spazio a sentimenti ben peggiori. —



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