Sicurezza
Con la partenza di Eusepi saluta anche l’ultimo eroe della serie B
Ma rispetto ai recenti addii di Mannini, Lisuzzo e Verna Re Umberto se ne va (in prestito) senza lasciare dietro di sé grandi scie di rimpianti
PISA
Con la partenza di Umberto Eusepi saluta ufficialmente anche l’ultimo reduce della promozione in serie B ottenuta nel 2016 a Foggia, dove l’attaccante segnò il gol finale. Rispetto ai recenti addii di Mannini, Lisuzzo e Verna, Re Umberto se ne va senza lasciare dietro di sé grandi scie di rimpianti. Il 2018, trascorso a lungo tra le riserve subito dopo il gol siglato all’Olbia lo scorso dicembre, ha dato un colpo di spugna ai consensi acquisiti con lo storico acuto allo stadio Zaccheria, grazie alle 3 reti della resistenza anti-Petroni nella prima parte del 2016-17 e recentemente con il centro del successo ai danni del Livorno.
Eusepi non è il primo beniamino sceso improvvisamente dal trono. Lo stesso destino è capitato a Piero Braglia, che nel 2014-15 ha rovinato l’immagine da eroe che aveva lasciato con la promozione in B del 2007. Tra i suoi calciatori più apprezzati, Edoardo Braiati ha poi pagato a suon di critiche il fatto di essere stato il capitano della squadra retrocessa e fallita nel 2009. Francesco D’Arrigo uscì ridimensionato nel 2001, dopo un salto in C1, un secondo posto in terza serie e la conquista di una Coppa Italia di categoria. Nel 2002-03 il Pisa sfiorò la B nella finale di Bergamo, incoronando come giocatori-simbolo Beppe Anaclerio ed Alessandro Ambrosi, passati presto sul banco degli imputati nel campionato successivo.
Più indietro negli anni l’imprevista retrocessione dalla A del 1986 cambiò repentinamente la reputazione calcistica degli autori della precedente promozione e della vittoria in Mitropa Cup. Nel 1994 un’altra non preventivata debacle mutò radicalmente la percezione di alcuni protagonisti nel corso della stessa stagione, ad esempio di Roberto Muzzi. Poco piacevole l’uscita di scena di Diego Pablo Simeone nel 1992. Persino a Gianluca Signorini, sceso dalla A ai dilettanti per riportare il Pisa tra i professionisti (missione compiuta), non furono risparmiate le contestazioni nelle successive vesti di dirigente.
Almeno un giocatore nella storia del Pisa è riuscito nell’impresa di riconquistare gli elogi perduti. Parliamo di Lamberto Piovanelli. L’attaccante, portato in trionfo dopo lo splendido gol-promozione a Cremona nel 1987, ma poi pesantemente criticato per le poche firme delle successive due stagioni (quando però era impiegato quasi da terzino), riportò il pubblico dalla propria parte a suon di reti, con determinazione e grazie alla fiducia di Romeo Anconetani. —
MASSIMO BERUTTO
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