Sicurezza
Giovanni Riccio, l’highlander del Pisa giovanile
Il segretario del settore Under nerazzurro racconta quattro anni di passione, stravolgimenti e... successi
PISA
Non ama particolarmente i riflettori, lavora a testa bassa e preferisce parlare con i fatti. Dal 2014 le figure dirigenziali che compongono il puzzle del settore giovanile del Pisa sono cambiate quasi ogni anno, ma c’è una costante rimasta incolume ai vari stravolgimenti e avvicendamenti: il “superstite” è Giovanni Placido Riccio, segretario del settore giovanile.
Riccio, quella che sta per iniziare è la sua quinta stagione in nerazzurro…
«Ci sono stati diversi stravolgimenti negli ultimi anni, ma sono sempre rimasto, sono il “superstite”. Da tre anni sono segretario a tempo pieno. Ora sono in una società che mi aggrada e mi permette di lavorare ed esprimermi al massimo a livello professionale».
Cambio ai vertici del settore giovanile nerazzurro: daLuca Giannini a Umberto Aringhieri.
«Giannini è una persona che si distingue, i suoi rapporti con il Pisa e con tutto lo staff del settore giovanile sono ottimi. Umberto Aringhieri è più giovane e dinamico. Il ruolo di responsabile del settore giovanile è impegnativo e assorbe tantissimo tempo. Il telefono di Aringhieri squilla in continuazione, noi cerchiamo di dargli una mano e fare da filtro».
Lo scorso anno le giovanili nerazzurre hanno registrato risultati davvero interessanti. Ora inizia un nuovo progetto: qual è l’obiettivo per il 2018/19?
«L’obiettivo di una squadra del settore giovanile non è tanto quello di vincere un campionato o staccare il pass per le fasi finali. La cosa più importante è cercare di portare quanti più giocatori possibili in prima squadra. Poi è chiaro che le soddisfazioni arrivano anche dai risultati sportivi. Gli sforzi e la speranza della società sono indirizzati al percorso di crescita di ragazzi di prospettiva. Già con l’avvento della nuova proprietà e l’ingresso di Giannini gli organici del settore giovanile sono stati puntellati con innesti di qualità. Qualcosa di buono in questi anni è stato fatto, penso a Birindelli, Favale, Salvi (appena approdato alla Spal in prestito dall’Atalanta) e Balduini». Oltre ovviamente a Campani, Bechini e Giani...
L’estate 2016 e i mesi successivi sono stati tribolati: è stato il punto più basso?
«È stato abbastanza traumatico. Tutto era un’incognita, vivevamo nell’incertezza e, anche se è brutto dirlo, non c’era nulla, non c’era una società. La prima squadra era in grossa difficoltà, figuriamoci il settore giovanile. Poi, per fortuna, qualcuno ci ha salvato. I ragazzi hanno scelto di restare, hanno voluto bene ai colori del Pisa e hanno messo in campo l’orgoglio». —
ALESSANDRO MARONE
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