Gioco
Brignani: «Le panchine in A? Emozionanti, ma il campo è davvero tutta un’altra cosa»
L’ex capitano della Primavera del Bologna è la nuova lieta sorpresa di Coppa. Corrado è entusiasta: «So quanto vale, per lui garantisce Inzaghi»
PISA
A vent’anni è lecito sognare e a volte i sogni si avverano. Fabrizio Brignani nel giro di sei giorni passa in prestito dal Bologna al Pisa e gioca la sua prima gara da professionista a Parma con il piglio del veterano. Non solo cuore e generosità ma buona qualità nell’anticipo e nel senso della posizione, al centro di una difesa ancora da modellare e che per la prima volta in queste gare di Coppa Italia non ha subito reti.
È proprio Brignani la vera sorpresa della notte magica del Tardini, l’unico che non si stupisce è il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado: «So quanto vale Fabrizio, per lui poi ha garantito Pippo Inzaghi. Abbiamo aggiunto, seppur in prestito, un altro giovane di valore e di carattere alla nostra rosa».
Inzaghi lo ha avuto in ritiro con il Bologna ed ha deciso in accordo con il club felsineo che Pisa è la città giusta per far maturare Brignani. Il ragazzo arrossisce un po’ davanti ai tanti complimenti, ma resta comunque con i piedi per terra: «Non ho fatto una gara perfetta, qualche imprecisione c’è stata. Come esordio però non potevo desiderare qualcosa di più bello».
Brignani mette sotto i riflettori la prestazione della squadra: «Abbiamo fatto una grande partita, siamo stati compatti, vicini, aiutandoci l’uno con l’altro. Giocando così i risultati arrivano. Mi sono trovato benissimo in questi primi giorni e spero vada sempre meglio».
Il giovanotto non ha avuto timori nel marcare una vecchia volpe come Ceravolo, inoltre ha dato una mano anche a De Vitis quando si doveva chiudere su Galano. «Il divario tra la Primavera e il calcio professionistico è grande – spiega Brignani, – ma ho voglia di far bene. Sono venuto a Pisa per imparare e fare esperienza in quello che può essere un anno cruciale per me. Cercherò di seguire cosa dice l’allenatore e ritagliarmi uno spazio importante».
Anche D’Angelo ha esaltato la sua prestazione: «Brignani ha fatto molto bene con grande personalità e fisicità, poi ha sofferto anche lui un po’ negli ultimi minuti perché era tanto che non giocava». Una sofferenza quasi naturale quando iniziavano ad arrivare tanti cross nell’area nerazzurra.
Una soddisfazione anche a livello di campanile: da ex capitano della Primavera del Bologna per lui era quasi un derby, inoltre è nato ad Asola (provincia di Mantova), non troppo lontano dalla città ducale. «Ho fatto otto anni alla Cremonese – si racconta Brignani. – La svolta è arrivata tre anni fa quando sono andato a Bologna. Ora ho la possibilità di fare questa esperienza importante, nel calcio dei grandi. L’anno scorso ho fatto parecchie panchine in A: è stato emozionante, però il campo è tutta un’altra cosa». —
ANDREA CHIAVACCI
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