Il Tirreno

Pisa

Anche altri leader come Emiliano Niccolini e Gabriel Raimondi  avevano deciso di proseguire la carriera con la maglia del Pontedera 

Quando si ammaina una bandiera Mannini non è un caso isolato

MASSIMO BERUTTO
Quando si ammaina una bandiera Mannini non è un caso isolato

StorieDaniele Mannini non è la prima bandiera nerazzurra che, accantonato il proposito di chiudere la carriera nel Pisa, decide di proseguire nel Pontedera. Due i principali casi, almeno nelle ultime...

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Daniele Mannini non è la prima bandiera nerazzurra che, accantonato il proposito di chiudere la carriera nel Pisa, decide di proseguire nel Pontedera. Due i principali casi, almeno nelle ultime stagioni, per altrettanti grandi capitani: Emiliano Niccolini e Gabriel Raimondi. Niccolini, dopo una vita in nerazzurro, rimase senza contratto nel 2005, al passaggio tra le presidenze di Mian e Covarelli, ed a 29 anni si rimboccò le maniche sulle rive dell’Era in serie D. Raimondi, conclusa la sua seconda esperienza in nerazzurro, continuò per pochi mesi in casacca granata nel 2012, poi preferì dare il via alla sua carriera di allenatore, in Cile.

Esiste il modo perfetto ed il momento ideale per ammainare una bandiera? Cicli terminano e si riaprono a distanza di poche settimane. Alcuni calciatori rimangono a bordo o salgono indipendentemente dall’età (la dimostrazione è l’acquisto di Moscardelli), altri invece scendono alla fermata, se la loro volontà non combacia con quella della dirigenza.

Alessandro Mannini, unica vera bandiera del Pisa anni Ottanta, lasciò la porta nerazzurra nel 1987 dopo aver assistito da spettatore (per infortunio) alla vittoria-promozione di Cremona. Il numero uno continuò il saliscendi tra le prime due categorie a Bari, Pescara, Firenze e Cremona. Stefano Cuoghi, capitano dell’ultimo approdo in massima serie, a 31 anni si accasò al Parma, dove colse i successi più prestigiosi, segnando in finale di Coppa delle Coppe. Sempre al Parma alla fine degli anni Settanta un altro capitano, Antonio Baldoni, aveva trovato lo slancio per conquistare la B, calcata anche a Rimini. Paolo Andreotti disse addio al Pisa nel 2000, firmando a 33 anni un buon triennale con la Spal, perché purtroppo la gloria non basta per vivere. Niente conferma per Raffaele Quaranta (infortunato nel 2000) ed anche per Francesco Favasuli (nel 2014), ma quest’ultimo si prese un’immediata rivincita con il primo posto ottenuto a Salerno. Il saluto di Davide Lucarelli nel 1997 e quello di Eddy Baggio dieci anni dopo furono preceduti da periodi ai margini della rosa, come capitato in altre stagioni a Gerry Cavallo e Stafico. —

MASSIMO BERUTTO

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