Il Tirreno

Pisa

Bagno di folla per Moscardelli già “adottato” dall’Arena

Antonio Scuglia
Bagno di folla per Moscardelli già “adottato” dall’Arena

«Non ho l’ossessione del gol ma garantisco sempre la maglia sudata e il massimo impegno ogni domenica»

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PISA

Centinaia di tifosi all’Arena per il nuovo numero 9 del Pisa, il primo acquisto della stagione 2018-19: il caldo e la “concorrenza” del mare non li hanno dissuasi dall’affollare la tribuna dell’Arena in occasione della presentazione di Davide Moscardelli. Niente striscioni o bandiere, ma cori e applausi per lui, che ha calciato due palloni sugli spalti in attesa di indirizzarli, quando conterà, in fondo alle porte avversarie come ha già fatto quasi 200 volte in carriera. Sarà il curriculum (con 7 anni in B e 4 in A), sarà il carisma, sarà il fatto che... Moscardelli fa rima con Piovanelli, ma Pisa lo ha già adottato, con grandi aspettative.

Il centravanti di lungo corso (classe 1980, nato a Mons in Belgio, 185 cm per 80 kg) proveniente dall’Arezzo, prima di salire le scalette che dagli spogliatoi portano sul prato dell’Arena, è stato presentato in sala stampa dal consigleire delegato del Pisa Giovanni Corrado e dal ds Roberto Gemmi. «Dopo un inseguimento di svariati mesi gli abbiamo finalmente potuto dare il benvenuto, - dice Corrado. - Lo avevamo cercato a gennaio, ma nella situazione in cui era l’Arezzo lui aveva dato la sua parola e ha voluto tenerle fede. Questo per noi dà ancora maggior valore all’uomo».

Gemmi, che due anni fa lo aveva portato all’Arezzo facendone il capitano degli amaranto, punta molti su di lui: «Lo conoscete benissimo - dice ai giornalisti, - la volontà di venire a Pisa deve venire prima di tutti gli altri fattori, quello economico è un aspetto che con Davide non è mai stato prioritario. Questo è un giocatore che penso sia adatto tecnicamente al Pisa». Il nuovo centravanti non viene infatti a fare l’uomo immagine: «Questo è un aspetto che non mi interessa, - dice Gemmi, - io guardo al calciatore e al fatto che possa essere utile alla causa del Pisa sul campo».

Concetto ribadito dal diretto interessato: «La gente mi vede come uomo immagine? Dopo l’esperienza di Bologna dissero che guardavo troppo all’immagine, ma in quattro anni ho segnato 59 gol e ho risposto con i fatti».

Moscardelli, t-shirt bianca con la faccia di Einstein e bermuda chiari, è a suo agio: «Non ho l’ossessione del gol ma garantisco sempre la maglia sudata e il massimo impegno, tutte le domeniche. Il primo obiettivo è quello di giocare bene e fare punti con la squadra. Pisa è una piazza importante e stimolante: non vedo l’ora di cominciare».

La scelta di Pisa non è stata difficile: «Mi porta bene il campo», scherza suscitando le risate della sala. Poi, più serio: «Di Pisa so quanto la gente sia calda e l’ambiente sia stimolante. C’era stato un interessamento della società a gennaio ma avevo dato la mia parola all’Arezzo, avevo una missione da compiere con la squadra. E ora ho apprezzato molto che il Pisa mi abbia cercato di nuovo a fine stagione».

Ancora Moscardelli: «Sono di poche parole e cerco di fare parlare i fatti. Sono consapevole che la tifoseria si aspetta molto da me, ma questo non mi è mai pesato. Mi è sempre venuto naturale dare l’esempio sul campo e in allenamento».

Posizione in campo e modulo non sono un problema: «Ho giocato da solo, a tre, largo a destra, col trequartista... Non ho preferenze».

Non tutto il Pisa è nuovo per lui: «Conosco Lisi, e soprattutto Mannini con cui ho giocato insieme nel Lecce. Il mister? D’Angelo l’ho conosciuto come giocatore, quando militavamo nel Rimini».

L’attaccante ha firmato con i nerazzurri un contratto di un anno più un’opzione per la seconda stagione. —



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