Sicurezza
La scelta del mister per ripartire subito
Pisa: Gemmi nei prossimi giorni scioglierà le riserve sul tecnico, poi bisognerà sfoltire la rosa per far decollare il mercato
PISA. Si avvicina il momento delle prime scelte tecniche: il Pisa 2018-19 sta per iniziare a prendere forma. Un compito non facile, quello che attende il Ds Roberto Gemmi. La prima mossa ovviamente è la scelta dell’allenatore, quindi il rinnovo dell’accordo con Mario Petrone o la sua sostituzione. Caserta, Sottili e Colucci sono alcuni dei “papabili”, ma dal Pisa non filtra alcuna voce su chi abbia convinto maggiormente il Ds.
Il ragionamento sull’allenatore è ovviamente prioritario su tutto il resto. Chi guiderà la squadra dovrà condividere le scelte con il Ds e soprattutto dovrà essere convinto della loro bontà. L’idea che non si devono cercare alibi è centrale nel ragionamento del club: se uno non è convinto è inutile stringere un accordo, visto che è fuori discussione l’idea di spendere le stesse cifre della passata stagione, 3.6 milioni di euro (sette miliardi abbondanti delle vecchie lire, ogni tanto è bene ricordare l’antico conio) solo di monte stipendi.
La squadra d’altra parte va cambiata per ambire a qualcosa di meglio sul campo. Il Pisa oggi ha 33 giocatori in organico, contando i numerosi rientri dai prestiti (Roberto Zammarini, Giulio Favale, Diego Peralta, Kevin Lidin, Andrea Meroni, Iacopo Cernigoi, Federico Nacci, Luigi Cuppone, Matteo Salvi, Daniele Cardelli, Luca Verna).
A parte le promozioni possibili dalla Berretti, sarà necessario snellire l’organico e cambiare 4-5 titolari per essere competitivi, e per fare quest’ultima operazione è assolutamente necessario liberarsi prima di alcuni degli ingaggi più onerosi dell’ultima stagione.
Per essere precisi: contratti da 150-200 mila euro netti ai “top players” (il costo reale per la società è quasi il doppio) hanno un senso se aiutano a vincere un campionato e portare, almeno in qualche caso, a una successiva plusvalenza. Altrimenti sono totalmente fuori mercato. È ovvio che a un calciatore non può essere rinfacciato un compenso che in fin dei conti ha concordato regolarmente con la società, ma purtroppo la mancata promozione impone un ripensamento sul budget. E quindi quest’anno si riparte non con dichiarazioni roboanti ma con molta attenzione ai conti, dopo i circa 5 milioni che Ricci (55%), Corrado (20%), Calissi (20%) e Paletti (5%) hanno dovuto versare in questi ultimi tempi per il bilancio. Già pagati la settimana scorsa anche gli stipendi di maggio (circa 300mila euro) con un mese di anticipo rispetto agli altri club. BEDIN TORNA AL VICENZA. “Mister Diesel”, ovvero Renzo Rosso, padrone del Bassano, ha acquistato il Vicenza. La denuova nominazione sociale scelta è “L. R. Vicenza Virtus ” , con sede allo stadio Romeo Menti.
Il Dg, come anticipato nei giorni scorsi, sarà Paolo Bedin, già dirigente biancorosso dal 1994 al 2010 e poi direttore generale di Lega B. Ai pisani è noto per quest’ultima esperienza: proprio quando lui era dirigente della Lega B di Abodi, quest’ultima rifiutò il ripescaggio del Pisa a beneficio del Vicenza, a causa della mancata certificazione delle lampadine dell’Arena. Bedin sarà affiancato dal Ds Werner Seeber, che aveva lo stesso ruolo nel Bassano; l’allenatore è Giovanni Colella, anch’egli in organico nel club giallorosso che ora “emigra” nel capoluogo.
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