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una promozione incredibile 

Braglia festeggia la serie B con zero bomber in rosa

Braglia festeggia la serie B con zero bomber in rosa

PISA. Piero Braglia aveva le idee chiare fin dall’inizio: «Voglio chiudere la carriera con un altro campionato vinto». Così dichiarava l’ex tecnico nerazzurro, dopo una lunga scalata dai bassifondi...

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PISA. Piero Braglia aveva le idee chiare fin dall’inizio: «Voglio chiudere la carriera con un altro campionato vinto». Così dichiarava l’ex tecnico nerazzurro, dopo una lunga scalata dai bassifondi della classifica alla zona playoff, quando a Cosenza si metteva in discussione la sua conferma. Detto fatto, non lasciando scampo al Siena (3-1 nella finale playoff di Pescara).

Via la barba bianca, fatta crescere nelle delusioni del ritorno a Pisa (annata 2014-15), Braglia è ringiovanito anche professionalmente, tornando a trasmettere carattere e praticità alla sua squadra. Sette vittorie su 9 gare di playoff testimoniano la legittimità della promozione in B.

PARTENDO DALLE RETROVIE. La mentalità del tecnico maremmano non si sposa con chi sbandiera l’obiettivo del primo posto. Un concetto dimostrato dai fallimenti di Pisa ed Alessandria. Braglia (e non solo lui) ha bisogno di avere intorno a sé non presunti campioni della categoria o scesi dalla serie superiore, ma giocatori che abbiano fame e voglia di riscatto, sostenuti da società che non si lascino andare in inutili proclami e da piazze che non diano mai niente per scontato. A Catanzaro (2003-04) Braglia portò in B una squadra ripescata in C1. A Pisa ripeté l’impresa, dopo la rocambolesca salvezza nei playout con la Massese. La Juve Stabia, trascinata in B nel 2011, era neopromossa in terza serie. A Cosenza, Pierino è accorso al capezzale di una compagine lasciata al penultimo posto dalla breve gestione di Gaetano Fontana, accostato a lungo al Pisa nella scorsa estate.

SENZA BOMBER. I goleador contano nel calcio, ma non sono tutto. Il Cosenza (come il Pisa di 11 anni fa) ha conquistato la B senza un attaccante da 15-20 reti. Alla fine della stagione regolare i migliori cannonieri della formazione calabrese, Tutino e Bruccini, avevano realizzato 7 volte a testa, una in meno rispetto ad Eusepi. Tutino è andato in doppia cifra (a 11 centri) con i playoff. Vincente la variante offerta dal francese Baclet, decisivo con 5 gol “part-time” nei playoff (8 in tutto).

EX REGGIANI A CONFRONTO. Grande protagonista nel Cosenza è stato Mirko Bruccini, centrocampista con il vizio del gol (9 in totale), autore della rete che ha sbloccato la finale con il Siena. Il mediano 12 mesi era nel mirino dell’ex diesse nerazzurro Raffaele Ferrara, con cui aveva condiviso l’esperienza alla Reggiana. Il calciatore non rispose alla convocazione per il ritiro precampionato con la Lucchese, sembrava venisse a Pisa ma poi andò in Calabria. A conti fatti ha reso più Bruccini da solo che i vari Maltese, Sabotic, Giannone e Voltolini (oltre a mister Pazienza), ex reggiani effettivamente approdati a Pisa.

Massimo Berutto

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