Il Tirreno

Pisa

Com’è difficile rimontare per i nerazzurri

La squadra si esprime bene se passa in vantaggio, al contrario fatica troppo a conquistare punti

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PISA. Esistono due Pisa che convivono nello stesso spogliatoio: quello che va in vantaggio e quello che invece è costretto ad inseguire. I nerazzurri, quando sono passati sull’uno a zero, hanno quasi sempre vinto tranne un pareggio, galvanizzandosi o almeno riuscendo a chiudersi a riccio per difendere il risultato. La squadra ideale per giocare sul velluto. I problemi sono sorti quando gli uomini di Corrado sono andati sotto, zavorrati dalla scarsa capacità di reagire alle avversità attraverso il carattere e la fluidità della manovra. Anche nei playoff il Pisa potrebbe trovarsi a dover recuperare e non può mandare a rotoli un’intera stagione al primo gol incassato.

Le cifre. Il Pisa è andato sullo 0-1 in 12 sfide, di cui solo una si è conclusa con una vittoria (la trasferta di Carrara) mentre ben 7 sono state le sconfitte (l’intero passivo stagionale). A conti fatti i nerazzurri, nelle giornate in cui hanno visto saltare in aria i programmi stilati prima del fischio d’inizio, hanno rimediato la miseria di 7 punti. L’ultima rimonta a Pontedera con il Prato, sul 2-2 alla sesta giornata di ritorno. Nessun recupero nelle ultime 12 partite, di cui 5 perse. Al contrario Mannini e soci hanno segnato per primi in 16 gare, vincendone 15. Unica eccezione Pisa-Alessandria, 1-1 in extremis.

Effetto Petrone a metà. Anche il nuovo corso tecnico non è ancora riuscito a cambiare la duplice natura del Pisa. A Gorgonzola e nei confronti interni con Pro Piacenza e Pontedera il Pisa ha piazzato la prima rete e ha festeggiato al triplice fischio. Musica completamente diversa a Livorno e ad Arezzo: è bastato il deficit di un gol per tornare indietro ad una squadra incapace di determinare il proprio destino e di mantenere una definita identità.

La scossa dell’Arena. A ricongiungere le due metà nerazzurre può essere la fiamma forgiante dello stadio di via Rosmini, tornato con Petrone ad essere un punto di forza. Due vittorie casalinghe consecutive conquistate dal nuovo allenatore, dopo due sconfitte e altrettanti pareggi tra le mura amiche alla fine della gestione Pazienza. In Pisa-Pro Piacenza lo Sporting Club aveva finalmente acceso una scintilla sotto il profilo caratteriale. Rispondere per due volte ad una rimonta avversaria è un segnale da non sottovalutare. Incassare il gol del 2-2 in pieno recupero, con il fresco ricordo dell’1-1 con l’Alessandria è quasi come precipitare verso una sconfitta. Eppure Di Quinzio e compagni, con un’azione manovrata, erano tornati definitivamente al comando della gara. Fondamentale la spinta dell’Arena, ovviamente non riproducibile a Livorno ed Arezzo. Nel proprio feudo il Pisa ha fornito l’ultima prestazione convincente al cospetto del Pontedera, ideale punto di partenza per affrontare con ottimismo la roulette dei playoff in arrivo.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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