Sicurezza
Non è un test: Petrone vuole fare bottino pieno
«Mi interessa la continuità. La squadra deve avere fame e voglia di punti» Sulla Lucchese: «Nessun contatto, penso solo a preparare i miei ragazzi»
PISA. Il pensiero di Mario Petrone resta concentrato sull’obiettivo di portare il Pisa in B, senza farsi distogliere da voci di mercato che lo vedono come prossimo allenatore della Lucchese guidata dal nuovo presidente Grassini e dal dg Fabrizio Lucchesi: «Fa piacere sapere dell’interesse di altre squadre – afferma Petrone, – ma al momento non c’è stato nessun contatto. Io penso solo a preparare la squadra al meglio per raggiungere il massimo traguardo ai playoff».
Cosa chiede alla squadra in quest’ultima giornata di regular season?
«In primis la continuità. La squadra deve avere fame e voglia di punti. Cerco delle certezze soprattutto da quei calciatori che hanno giocato meno».
Ci sarà un ampio turnover? «Non mi piace la parola turnover, ma voglio vedere tutti all’opera senza fare calcoli su chi è in diffida visto che ai playoff appena prendi un giallo sei subito a rischio per tutta la competizione. Chi sta meglio gioca».
Rientrerà Mannini?
«Daniele sta bene e si è allenato per tutta la settimana. Valuteremo con lui, credo non ci siano problemi nell’utilizzarlo durante la partita, anche se sicuramente non dall’inizio».
L’Arezzo è una squadra ideale da affrontare in prospettiva playoff?
«Senza penalizzazioni starebbe nella parte alta della classifica. Dobbiamo stare attenti soprattutto ai loro attaccanti, sappiamo che possono metterci in difficoltà ma noi dobbiamo esser bravi a ribattere colpo su colpo. Voglio una squadra positiva e propositiva».
Come sta il Pisa?
«A livello psicologico stiamo bene, mentre per quanto l’aspetto fisico nei prossimi 15 giorni si farà un lavoro personalizzato attraverso delle amichevoli, facendo rifiatare un po’ chi ha giocato sempre e ridando il ritmo gara a chi si è visto meno».
Una settimana di riposo in più può far bene?
«Lo svantaggio di non giocare all’ultima di campionato può diventare un vantaggio, proprio per ritrovare energie fisiche».
Che ne pensa di questi playoff a 28 squadre?
«I playoff - sorride - li giudico in base alle nostre prestazioni, gli avversari li studieremo di volta in volta anche perché non si possono fare ipotesi su chi affronteremo. Alla fine devi arrivare fino in fondo vincendole tutte, quindi non si possono fare calcoli. Psicologicamente potrebbero essere svantaggiate le squadre che perdono la B in volata, e non è il caso nostro».
Lisi e Masucci secondo lei sono i più in forma?
«Hanno caratteristiche fisiche che in questo periodo dell’anno possono avere dei vantaggi, morfologicamente parlando».
Pensa sempre al secondo posto?
«Matematicamente è sempre possibile ma realisticamente è difficile visto che ci fermiamo all’ultima giornata e al Siena basta un punto in due partite. Per noi non è importante il terzo o il secondo posto, visto che potrebbe essere un boomerang: riposeremo per un mese intero trovando subito una big».
Andrea Chiavacci
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