Lisi, l’uomo in più nel Pisa di Petrone
Corrado: col Pontedera la migliore partita della stagione Terzo posto già in cassaforte, sabato trasferta ad Arezzo
PISA. . Nella partita con il Pontedera Giuseppe Corrado si è alzato spesso ad applaudire la squadra e finalmente ha visto lo spirito e il gioco che lui e tutti i tifosi volevano fin dall’estate scorsa. Ma non c’è tempo per i rimpianti: «Venerdì sera abbiamo giocato la miglior partita della stagione in uno stadio che ha tifato dal primo all’ultimo minuto. Sono fiducioso che la squadra possa crescere ancora nelle sue prestazioni. sia ad Arezzo che ai playoff». Sabato prossimo (ore 16.30) l’ultima partita della stagione regolare, poi stop fino al 20 maggio perché il Pisa è già aritmeticamente terzo ed entrerà in gioco direttamente nel terzo turno degli spareggi promozione.
Nel venerdì da incorniciare del Pisa, una delle stelle della serata è stato sicuramente Francesco Lisi. L’esterno destro non solo si conferma il miglior acquisto del mercato di gennaio, anche perché gli altri si sono visti davvero poco, ma giocatore fondamentale per il nuovo corso di Mario Petrone che punta molto sul gioco e i cross dalle fasce. «Lisi è un ottimo giocatore ma può fare anche più di così, soprattutto negli ultimi metri». A fine partita il tecnico ha sottolineato anche le occasioni sprecate da Lisi, che non ha ancora segnato, ma il tecnico sa bene che l’ex Juve Stabia in questo momento è una freccia in più nell’arco nerazzurro. Solo Contini e la traversa gli hanno negato la gioia personale. La cosa più importante è che sulla corsia di destra è buona l’intesa con Birindelli che può trovare maggiori spazi per le sovrapposizioni, come in occasione del cross per Eusepi con la Giana, e godere di un maggior aiuto nella fase di non possesso.
Qualcuno sui social ha paragonato Lisi a quell’Alessio Cerci che 10 anni fa spiccò da Pisa il volo verso il calcio che conta. Ovviamente il parallelo è esagerato, anche al cospetto delle categorie, e inoltre Lisi a 28 anni non è più un ragazzino ma un giocatore maturo ed esperto in serie C. La sua carriera è iniziata a Rodengo Saiano in C2, poi ha giocato in piazze importanti come Como, Piacenza e Rimini, trovando tre anni fa la continuità che inseguiva da tempo con la maglia della Juve Stabia. A Castellammare Lisi ha giocato in posizione più avanzata, quasi sempre come esterno sinistro nel tridente ed è quindi abituato a giocare su entrambe le fasce e ha trovato anche un certo feeling con il gol realizzando 13 reti in 69 partite.
Il Pisa lo aveva opzionato per il giugno prossimo, ma poi il suo arrivo sotto la Torre è stato anticipato a gennaio. Con Pazienza un po’ di alti e bassi, anche se si intravedevano le sue qualità. Con Petrone sempre buone prove, prima di quella superlativa di venerdì scorso. Quelle corse infinite sulla fascia e l’assist vincente per il tris di Negro hanno però acceso l’entusiasmo e la fantasia dei tifosi che a pochi minuti dal termine gli hanno tributato una calorosa standing ovation al momento del cambio con Setola.
Il Pisa in questo momento non è solo Lisi. La squadra ha dato prova di maturità e personalità mettendosi alle spalle le distrazioni del derby e non ha dato respiro al Pontedera in mediana, oltre a sfruttare anche l’altra corsia. Di Quinzio, al contrario di Lisi, non è un esterno ma una mezzala, ma nel 4-4-2 delle ultime partite sta trovando una certa continuità, grazie anche agli spazi che gli apre Filippini. Per il numero 10 non arriva il gol decisivo come contro il Pro Piacenza ma finte e cross sono una costante, impreziosite dall’assist per il tacco di Masucci. La squadra gioca anche con maggior frequenza palla a terra e il gioco offensivo ci guadagna: 10 gol in quattro partite e tanti tiri verso la porta. Contro il Pontedera addirittura 30, dei quali 20 nello specchio, con un baricentro sempre più alto rispetto alle gestioni precedenti dove la fase difensiva faceva la differenza. Malgrado i 7 gol subiti in queste quattro partite, il Pisa di Petrone ha fatto nove punti e le punte sono tornate a segnare con Eusepi che è tornato ad essere un punto di riferimento. Vincere giocando all’attacco si può.
Andrea Chiavacci
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