Sicurezza
Perdere la terzultima gara? Uno schiaffo salutare
“Il traguardo è al Vigorelli”: quando una sconfitta cocente è stata cancellata dal trionfo a fine stagione
PISA . Dopo il ko di Livorno consoliamoci con le statistiche: una batosta alla terzultima partita non è un male assoluto, né tanto meno definitivo. Ancora si può rimediare, lavorando sui propri errori. Alcune cocenti sconfitte del passato, invece di demoralizzare, hanno dato la scossa che ha lanciato la squadra nerazzurra verso i traguardi più gloriosi.
L’ARRIVO È AL VIGORELLI. L’espressione era cara a Romeo Anconetani e alludeva allo storico traguardo del Giro d’Italia. Il Presidentissimo non si arrendeva mai fino alla fine. Il caso più emblematico è la celeberrima vittoria-promozione a Cremona nel 1987, dopo la sconfitta, alla terzultima gara, a Cagliari (2-1). Nel 1978-89 lo Sporting Club perse a Campobasso (2-0), in una stagione caratterizzata, come quella attuale, da due cambi di allenatore, ma ebbe ancora la forza di agguantare la serie B.
BRAGLIA E MENICHINI. Anche nel 2006-07 la famigerata disfatta di Busto Arsizio (4-2 con la Pro Patria) avvenne proprio alla terzultima gara, cancellata dalla gioia della finale con il Monza per Braglia e i suoi. Persino nel 2015-16 il Pisa abbandonò le speranze di primato, allora matematicamente, a 180’ dal termine, dopo aver pareggiato a Macerata, ma il meglio doveva ancora venire negli spareggi. Se consideriamo che teoricamente la gara di Livorno è avvenuta alla quartultima giornata (includendo il turno di riposo dei nerazzurri), esiste un altro precedente fortunato: nel 1987-88 il Pisa andò a vuoto ad Avellino (1-0), ma poi difese a denti stretti la serie A. Più calzante il paragone con l’annata 2013-14: i rossocrociati di Leonardo Menichini franarono alla quartultima partita: a Salerno la prima battuta d’arresto del tecnico ponsacchino, appena subentrato come Petrone. Poi il Pisa riposò, scivolando in ottava posizione, ma si rimise in piedi, recuperando due scalini e giocandosi le proprie carte nei playoff.
LE CONTROPROVE. Il Pisa di sabato scorso avrebbe potuto espugnare Livorno e sognare ancora la promozione diretta. Praticamente come nel 2000, quando, proprio alla terzultima giornata, il team di D’Arrigo sconfisse la capolista Siena. Un fuoco di paglia: le speranze svanirono nella successiva sfida, pareggiata a Lucca (1-1). (m.b.)
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