Il Tirreno

Pisa

Un tifoso speciale 

Balestri: sono gare da dentro o fuori

«Non ho ancora digerito il ko di Livorno, il Pisa deve reagire»

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PISA. Non è stata una settimana eccezionale per i pisani doc. Anche Iacopo Balestri si lecca le ferite, ma dall’alto della sua esperienza di ex calciatore di serie A e ragionando da dirigente (è il responsabile tecnico del settore giovanile del Ponsacco), sa guardare avanti alle prossime sfide dei nerazzurri, a partire dal derby con il Pontedera guidato da Ivan Maraia, compagno di Balestri in nerazzurro nel 1994-95.

Balestri, da tifoso ha digerito la sconfitta di Livorno?

«Ancora no. Era una partita a cui tenevo particolarmente e arrivava in un momento importante della stagione. Con un pareggio, o meglio ancora con una vittoria, il Pisa sarebbe rimasto in corsa per la vetta. Il Livorno era coinvolto in una mezza contestazione. Gli amaranto sono stati bravi a giocare da derby, anche se non bene dal punto di vista tecnico, sfruttando le occasioni e difendendo il vantaggio».

Il Pisa non ha brillato per determinazione in una partita infuocata, come saranno tutte da qui alla fine...

«Secondo me se il Pisa fosse riuscito a tenere nei primi 20’, il Livorno, non andando in vantaggio, avrebbe incontrato seri problemi. Adesso il Pisa, in vista di partite da dentro o fuori, dovrà lavorare sull’intensità agonistica e sulla gestione delle gara. La testa conterà più della condizione fisica».

Ivan Maraia: cosa ricorda di lui come compagno?

«Un grande professionista e un ragazzo splendido. Ricordo un comportamento inappuntabile. Una persona ligia al dovere, precisa e attenta alle dinamiche dello spogliatoio. Un compagno di squadra che ha aiutato un ragazzo come me, che per la prima volta si affacciava al calcio dei grandi».

Lei e Maraia eravate nel gruppo che ripartì dall’Eccellenza dopo il fallimento del 1994...

«Io ero uno dei ragazzi del settore giovanile, che si ritrovarono in prima squadra e in una piazza importante. Giocare all’Arena era per noi una responsabilità, ma anche la realizzazione di un sogno. Erano anni bui, ma diedero la possibilità di risalire».

Ricordiamo una mancata stretta di mano di Maraia a Gattuso due anni fa, nel dopo gara di Pontedera-Pisa. Ivan ha un carattere alla Ringhio?

«Sicuramente è uno di carattere, ma non è alla Gattuso. Non è facile essere alla pari. E poi Ivan non era un mediano, ma un centrocampista che sapeva giocare la palla».

Cosa teme maggiormente della gara con il Pontedera?

«È una partita importante. Spero che il Pisa sappia reagire immediatamente alla sconfitta di Livorno. Il campionato mette a disposizione un’altra chance con i playoff e i nerazzurri devono provare a sfruttarla».

La serie D è altrettanto incerta. Il Ponsacco è ancora in corsa per un sogno...

«Anche nel nostro girone ci sono stati molti avvicendamenti in cima alla classifica. Adesso siamo dietro di un punto, ma abbiamo tre partite, nelle quali ci giocheremo tutte le nostre possibilità. Al di là dell’esito finale, è innegabile che il Ponsacco abbia ottenuto risultati incredibili e meriti di ricevere solo complimenti».

Massimo Berutto

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