Lutto
Cercasi maturità disperatamente
La gara con il Livorno è stata l’ennesima occasione mancata
PISA. Purtroppo, nello sport come nella scuola, non si può conseguire alcun diploma, ottenendo la promozione al livello superiore, senza superare l’esame di maturità. Un test diventato un incubo ricorrente anche per il Pisa. Una prova fallita dai nerazzurri ripetutamente durante la stagione, ogni volta che potevano spiccare il volo. L’ultima a Livorno, dopo i due successi consecutivi dall’avvento di Mario Petrone, e con la possibilità, in caso di vittoria, di issarsi momentaneamente in vetta. Adesso non resta che concentrare tutte le proprie forze sulla sessione supplementare dei playoff, magari con un buon punteggio iniziale, che possa facilitare le prove di maggio e giugno.
Ascesa e discesa di Gautieri. Dopo la falsa partenza dei primi 3 turni (2 pareggi e una sconfitta) il Pisa ha incanalato un quartetto di successi (ai danni di Viterbese, Prato ed Arzachena, oltre che a Cuneo). La squadra è arrivata con il vento in poppa al derby di Lucca, ma proprio al Porta Elisa ha iniziato a frenare: un sofferto 1-1, seguito dallo 0-0 con il Gavorrano e dall’eliminazione dalla Coppa Italia ad opera del Pontedera, fatale per Carmine Gautieri.
L’effetto Pazienza. Il mister foggiano ha esordito raccogliendo 4 punti fra Alessandria e Piacenza. Il ritorno all’Arena doveva mandare in orbita i nerazzurri, che invece sono rimasti imprigionati nei pareggi con Pistoiese e Giana Erminio, separati dal rocambolesco blitz di Carrara.
Battere il Livorno ed inchiodare. Finalmente il Pisa, dopo aver saccheggiato il covo del Pro Piacenza, ha ottenuto il primo successo interno di Pazienza in panchina, nel derby d’andata con il Livorno. La svolta del torneo? Sì, in negativo. L’entusiasmo è stato immediatamente disperso dal risicato pari di Pontedera e soprattutto dalla sconfitta interna con l’Arezzo.
Frenare invece di accelerare. All’inizio del girone di ritorno il Pisa sembrava essersi costruito qualche barlume di certezza, vincendo tre volte in casa (ai danni di Olbia, Monza e Cuneo) e sigillando lo 0-0 negli scontri diretti di Siena e Viterbo. Il calendario schiudeva interessanti prospettive, davanti a formazioni di medio-bassa classifica come Arzachena, Lucchese e soprattutto Gavorrano e Prato. Invece queste partite hanno portato solo 4 punti. Prova di appello con due match interni consecutivi, contro Alessandria e Piacenza, conseguendo però soltanto 2 miseri pareggi.
Le partite del destino. Basta una vittoria sofferta, meglio ancora se maturata in zona recupero, per far pensare che sia l’anno buono. Invece all’affermazione in rimonta a Carrara è seguito lo 0-0 con la Giana, dal 3-4 di Olbia a discapito dell’Arzachena è disceso lo scivolone con la Lucchese e dal colpo corsaro di Pistoia il passo è stato breve verso la sconfitta con la Carrarese, causa dell’esonero di Pazienza. E adesso, dopo le prime due vittorie di Petrone e l’esaltazione per il gol di Di Quinzio nel recupero di Pisa-Pro Piacenza, la regola si è puntualmente ripetuta, nella sfida con il Livorno, precipitata già al 7’.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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