Il Tirreno

Pisa

«Voglio rivedere il mio bel Livorno»

di Flavio Lombardi
«Voglio rivedere il mio bel Livorno»

Il tecnico ottimista: «Segnali positivi, vedo volti pimpanti»

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LIVORNO. Arriva in anticipo, non vede l’ora di finire la conferenza stampa per andare di gran carriera verso gli spogliatoio ed attendere l’arrivo, uno ad uno, dei suoi giocatori. Nel frattempo fa due chiacchiere informali e ammette che prima di venire a Livorno, non immaginava questo derby fosse così sentito.

Mister ha lasciato il Livorno virtualmente primo, lo riprende secondo. Come ha trovato la squadra?

«Una situazione nuova, ma ci sono ancora quattro partite e tutte le possibilità aperte. I ragazzi li ho travati moralmente giù, ma col trascorrere dei giorni li ho di nuovo visti pimpanti, carichi, determinati. Ora sono più sereni».

Che derby sarà?

«Importante, ne sono tutti consapevoli e forse è meglio che questo match arrivi adesso. La scarica di adrenalina giusta per riprendere la marcia».

La domanda si ripete da un po’: più problemi fisici o mentali?

«Ho sempre sostenuto la solita cosa. I parametri del resto, hanno sempre parlato chiaro. Chi più, chi meno, dà risposte certificate che non ci suggeriscono lo scadimento di forma. E’ un aspetto soprattutto mentale, direi. I giocatori devono ritrovare la gioia di giocare a calcio, tirar di nuovo a lucido la voglia di essere sbarazzini, la scintilla che fa osare. Ci sono dei valori e, col Pisa, li voglio vedere in campo».

Ma come è possibile che giocatori esperti abbiano problemi mentali? Qui ci sono elementi che hanno fatto centinaia di presenze in B ed in A...

«Non è facile rispondere. Nonostante un passato e un vissuto molto importante di alcuni, alle volte può scattare ugualmente il blocco. Le spiegazioni possono essere tante e la mente è complicata. Bisogna saper gestire la pressione. Chi ci riesce meglio, chi no».

I tifosi sono venuti al campo arrabbiati.

«Hanno mille volte ragione. e anche loro hanno contribuito alla scossa che credo si possa fare. Costruire cioè una partita intelligente, senza sbiellare, andare fuori giri. Occorre lucidità, tornare al nostro calcio e fare una partita da Livorno».

Doumbia è recuperato? E Luci come sta?

«Doumbia è a posto, ha fatto una settimana completa ed al massimo. Il capitano, ha avuto un problema muscolare, si sta gestendo e credo sia utilizzabile, nonostante un segnale di allarme ci sia stato e che impone un certo lavoro da qui al 6 maggio».

Pensa di utilizzare i giocatori ancora sotto contratto, temendo che chi è sicuro di andar via giochi senza vigore, oppure no?

«Sono stato chiaro con tutti. Non aspetto nessuno, non devo fare lo psicologo e mettermi ad aspettare la buona prestazione che verrà. Qui, c’è da centrare un obiettivo diretto. Chi è sintonizzato, bene. Chi non lo è, sta a guardare. Ma devo dire che tutti mi hanno dato risposte giuste».

Che derby sarà rispetto all’andata?

«Diverso. Allora eravamo in un momento splendido e loro dietro. Giocammo un po’ contratti, ma del resto queste partite sono sempre particolari. Non credo siano più carichi di noi. Sarà diversa comunque. C’è obbligo, su entrambe le sponde di scalare posizioni».

Con che modulo affrontarli?

«Il modulo conta meno rispetto alla scelta degli uomini. C’è da prendersi responsabilità ulteriori rispetto al passato. Capire bene certe cose, sarà influente per fare ulteriori e successivi ragionamenti. Serve difendere bene, osare, vincere duelli, essere aggressivi. Giocare a calcio, costruire gioco, non sentire la palla che scotta ai piedi».

Come si mette in difficoltà il Pisa, come si limita?

«Petrone è un allenatore che ho già affrontato, col quale abbiamo fatto il corso insieme ed è molto preparato. Gioca un calcio ben preciso. Come li mette lui, hanno dei punti forti, imprevedibili e veloci davanti. Ma come tutte le squadre hanno dei punti deboli. Su cui noi dobbiamo insistere con le nostre armi. Vorrei giocarla io questa partita, immaginando la bolgia dello stadio».

Mazzoni e Vantaggiato?

«Ho parlato con entrambi, stanno bene, sono carichi, sono elementi fondamentali e ho chiesto loro di resettare tutto quanto. Soprattutto a Luca ho chiesto di stare sereno, lucido senza stare a protestare. Bisogna essere collaborativi con gli arbitri. E qui ha ragione il presidente».

Si gioca molto, ora che è tornato...

«Son venuto di nuovo perché ci credo. Non è questione economica. Ho passione per il calcio, voglio fare carriera, Livorno è una piazza importante che voglio riportare in categoria superiore. Credo nei ragazzi ed ho ancora tanto da dare».

Vedremo un Livorno stile Roma, insomma, contro il Barcellona? Con quella voglia matta in campo?

«Assolutamente, si. Un comportamento maschio che coinvolga il pubblico, che accenda i nostri tifosi».

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