La manifestazione
NERAZZURRI
PISA. Il tifo per il Pisa è un affare di famiglia. Marco, Francesca e Sabrina Pavolettoni portano avanti da anni l’amore per i colori nerazzurri negli stadi di tutta Italia e in tutte le categorie....
PISA. Il tifo per il Pisa è un affare di famiglia. Marco, Francesca e Sabrina Pavolettoni portano avanti da anni l’amore per i colori nerazzurri negli stadi di tutta Italia e in tutte le categorie. Una passione che nasce da lontano: «L’amore per i colori nerazzurri - dice Marco - me lo ha trasmesso mio babbo che faceva servizio all’Arena nel campionato 1967-68 e così io entravo a vedere le partite. Avevo dieci anni e portavo sempre la borsa a Piaceri (attaccante nerazzurro di quella stagione) che a fine campionato mi ha regalato un pallone placcato in oro che per molti anni ho portato alla catenina. Meglio di così non poteva iniziare visto che siamo andati in A».
Marco da quel momento non abbandona più la squadra e qualche anno dopo conosce Francesca che racconta: «Io inizialmente non ero tifosa, Marco mi portò per la prima volta allo stadio il 3 giugno del 1979 per Pisa-Catania (decisiva per la promozione in B) in Curva Sud. Lo stadio era strapieno e il clima incandescente, andai di corsa a rinchiudermi nei bagni e Marco mi ritrovò a fine primo tempo. Gli dissi: questa è la prima e ultima volta che vengo allo stadio, e invece da lì in poi è nata una grande passione anche per me».
Marco e Francesca si sposano proprio in quell’anno, poi nel 1982, anno del ritorno in A con Agroppi in panchina, nasce Sabrina che a soli otto mesi “debutta” all’Arena. A 5 anni non ancora compiuti scocca l’ora della prima trasferta per Sabrina, in una data storica: 21 giugno 1987 a Cremona. Vittoria per 2-1 e ritorno in Serie A.
Sui muri del circolo Pace e Lavoro a Porta a Mare, gestito dalla famiglia Pavolettoni, tra le tante foto spicca una molto bella di Sabrina con Henrik Larsen, uno degli ultimi stranieri portati a Pisa da Romeo Anconetani. Anche Sabrina ha conosciuto l’amore sui gradoni dell’Arena, dove ha conosciuto suo marito Andrea, anche lui sempre presente in casa e fuori.
Nel 2001 nasce il club Autonomo: «Dove gioca il Pisa noi ci siamo. Il mondo del tifo è cambiato tanto in questi anni ma lo spirito di aggregazione tra i tifosi resiste ancora. Siamo una famiglia allargata con tanti amici che ogni domenica sono con noi al fianco del Pisa».
Il derby con il Livorno è ovviamente la partita più attesa: «All’andata siamo rimasti fuori per solidarietà con i tifosi della Curva Nord e anche ai livornesi per il problema biglietti. Arriviamo carichi a questo derby dopo le ultime due vittorie, domani ovviamente saremo in treno». Una partita che finalmente vale qualcosa di importante con la speranza di riportare a casa un successo che manca da quarant’anni: «Un derby che non dimenticherò mai è quello del 1996 grazie a un gol del pisano Paolo Andreotti, proprio sotto la nostra curva – ricorda Marco. – Fu una grande emozione anche perché il derby mancava da quasi 18 anni». Infine un augurio per il futuro: «Ci auguriamo che il nuovo stadio venga costruito in breve tempo». (a.c.)
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