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Cuore e batticuore con i gol in extremis

Cuore e batticuore con i gol in extremis

Non solo Di Quinzio: ecco le altre partite “storiche” all’Arena  risolte proprio mentre l’arbitro stava per fischiare la fine

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PISA. Decidere una partita all’ultimo secondo come ha fatto Davide Di Quinzio sabato scorso è un po’ il sogno di tutti i calciatori e soprattutto di tutti i tifosi. Fare gol e poi sentire il triplice fischio finale un po’come nei cult movie anni ottanta di Sergio Martino dedicati al calcio (L’allenatore nel pallone con Lino Banfi e Mezzo destro, mezzo sinistro con Gigi e Andrea).

La fantasia spesso diventa realtà e prima del palpitante 3-2 con la Pro Piacenza i tifosi nerazzurri non possono dimenticare l’epilogo della finale playoff di Foggia del 12 giugno 2016: rinvio lungo di Bindi, Eusepi scambia con Ricci e supera il portiere rossonero Micale realizzando il definitivo 1-1. In quell’istante Piccinini di Forlì fischia la fine (il pari in quel momento non cambiava la sostanza dopo il 4-2 dell’andata il Pisa).

Per ritrovare una situazione simile a quella di sabato scorso anche nel punteggio finale bisogna tornare indietro di oltre 30 anni: il 3 maggio 1987 all’Arena Pisa e Lecce si giocano una gara fondamentale per la promozione in A. I giallorossi rimontano due volte il Pisa ma quando è gia scaduto il 93’ Stefano Cuoghi effettua una lunga rimessa laterale, Sclosa di testa indirizza sul secondo palo dove spunta Cecconi che segna una fantastica tripletta e impazzito di gioia corre sotto la Curva Nord. All’epoca non esisteva la segnalazione del recupero e il Lecce contesta l’arbitro Magni per il lungo recupero.

Importante anche simile il gol di Buzzegoli contro la Sangiovannese il 22 aprile 2007, in serie C, che vale il momentaneo aggancio a Grosseto e Sassulo al primo posto. Per il centrocampista scuola Empoli segna con un destro potente sotto la curva Sud e si improvvisa centometrista per andare ad esultare con i tifosi nerazzurri.

Un anno prima a pochi secondi dalla fine un colpo di testa di Edy Baggio salva il Pisa dalla retrocessione in C2 nel play-out con la Massese. La gara, già sospesa in precedenza, riprenderà giusto per far battere da centrocampo la squadra bianconera con il pubblico pisano passato in pochi istanti dal dramma alla liberazione sportiva.

Nella stagione 2010-2011 Marco Carparelli con una bella e beffarda punizione allo scoccare del 95’ realizza la rete dell’1-1 a Foligno. Una gara diventata difficile per il Pisa di Cuoghi sotto di una rete e in inferiorità numerica per il rosso diretto al portiere Lanni, fallo in area su Falcinelli, con i padroni di casa che falliscono il conseguente penalty: Cavagna calcia alle stelle.

È invece vincente il rigore al 94’ di Francesco Favasuli in Pisa-Frosinone 2-1 del 24 marzo 2013 che apre nel migliore dei modi il Pagliari bis e dà il via alla rimonta finale dei nerazzurri che mettono a segno sei vittorie di fila entrando di gran carriera nei playoff.

Visto che siamo a pochi giorni dal derby con il Livorno i tifosi non più ragazzini ricorderanno la gran botta di Di Prete al novantesimo nel 2-1 del 16 ottobre 1977, riprendendo una respinta della difesa amaranto dopo un corner di Barbana. Non fu un gol ma un rigore parato da Schiaffino a far esultare i tifosi nerazzurri all’Arena contro lo Spezia nel 1997-98. Schiaffino era subentrato al 38’ a Infanti, messo ko da Igor Zaniolo. Al 90’ sotto la Nord si presenta dal dischetto il centrocampista Giorgio Eritreo che non sbaglia e si fa tutto il campo a corsa per esultare, ma Vittoria di Napoli decide per la ripetizione del tiro dagli undici metri. Eritreo torna sul dischetto affaticato e deconcentrato, così Schiaffino riesce a respingere il suo tiro.

Tornando a questa stagione va detto che il piatto destro di Di Quinzio è il primo gol stagionale a fil di sirena, pareggiando di fatto la rete subita nel 3-3 con la Pistoiese quando Zullo approfittava dell’uscita sbagliata di Petkovic e gelava l’Arena. Altro gol beffa nel recente 1-1 contro l’Alessandria quando a 30 secondi dalla fine Marconi sorprende tutti di testa, anche se in questo caso per pochi istanti si riprese a giocare. (a.c.)



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