Il Tirreno

Pisa

All’Arena Garibaldi succedono cose da pazzi

di Antonio Scuglia
All’Arena Garibaldi succedono cose da pazzi

Il Pisa si fa rimontare due volte dal Pro Piacenza in zona Cesarini ma trova il gol del 3-2 all’ultimo secondo di gioco

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PISA. Un finale di partita semplicemente pazzesco fra Pisa e Pro Piacenza, gara che sembrava andare in archivio con un (quasi) tranquillo 1-0 ed ha invece regalato quattro reti dall’84’ in poi, l’ultima – e decisiva – mentre l’arbitro stava per fischiare tre volte al 96’.

Il 3-2 finale a favore della truppa nerazzurra, che sembrava un esercito in rotta fino a una settimana fa ed è tornato sul fronte dall’arrivo di Petrone, è maturato con un’altalena di emozioni che non ha pari nella memoria recente (e forse anche non recente).

I nerazzurri (4-4-2, avversari schierati più o meno a specchio) non avevano trovato varchi nel primo tempo: la fitta rete difensiva degli emiliani, tutti aggressivi e tutti dietro la linea della palla in fase di non possesso, aveva avuto facilmente la meglio su un Pisa troppo compassato.

La mossa che ha spezzato gli equilibri l’ha fatta Petrone dopo l’intervallo: dentro il dinamico Izzillo per un Maltese che non trovava le coordinate giuste per i suoi lanci. E dopo 4 minuti la maggiore mobilità della manovra trovava uno sbocco decisivo: Lisi, servito sulla fascia destra da Negro, entrava di gran carriera in area e calciava con forza sul primo palo trovando Gori che respingeva corto, la palla arrivava tra i piedi di Eusepi a due passi dalla linea di porta. Battistini era costretto a metterlo giù: calcio di rigore. Negro si incaricava della battuta, Gori respingeva tuffandosi sulla propria destra ma Filippini era il più lesto di tutti ad avventarsi sulla palla e depositare in rete. Molte e vibranti le proteste del Pro Piacenza per la sospetta posizione di partenza del terzino sinistro, ma l’arbitro Pashuku non cambiava idea.

I nerazzurri rimanevano inizialmente in controllo anche se Pea provava a dare maggior spessore al proprio reparto offensivo con gli ingressi di Frick e Mastroianni e passando a un attacco a tre. Ma col passare dei minuti la pressione degli emiliani diventava difficile da contenere, in alcuni frangenti si vedeva il retaggio della passata gestione con un po’ di imprecisione e nervosismo, in definitiva la “paura di vincere” che quest’anno è costata diversi – e forse decisivi – punti al Pisa.

Fino a nove minuti dalla fine, in ogni caso, sembrava fatta. Ma così come Petrone, anche Pea aveva pescato bene dalla panchina: su un calcio d’angolo dalla sinistra Paramatti arrivava con robustezza e la giusta cattiveria liberandosi della marcatura di Setola (da poco subentrato a Birindelli e impattando in acrobazia. 1-1 e palla al centro.

Il Pisa non ci stava e si ributtava in avanti con rabbia: appena il tempo di gioie e il Pro Piacenza si trovava di nuovo sotto, perché Eusepi servito largo in area sulla sinistra trovava il varco giusto per mettere un pallone basso che tagliava a fette la difesa avversaria per trovare pronto Masucci (subentrato a Negro) dall’altra parte, pronto ad insaccare senza marcatura.

A questo punto sembrava fatta davvero, tanto più che il centravanti ospite Mastroianni lasciava i suoi in dieci facendosi espellere per una inutile gomitata a Sabotic. Ma in pieno recupero, nell’ultimo assalto emiliano, un bellissimo schema si punizione consentiva a Frick (anche lui un nuovo entrato) di servire Musetti che si inventava un colpo di tacco pregevolissimo sul primo palo: 2-2. Esultanza rossonera alle stelle (solo in campo: nel settore ospiti c’erano zero spettatori) e così si riprendeva a giocare al 95’, giusto in tempo per un paio di azioni. Sulla prima Maza - entrato da pochissimo anche lui, insieme a De Vitis - tirava alto dal limite, sulla seconda si girava bene da sinistra e piazzava la palla verso l’angolino lontano: Gori con la punta delle dita da deviava sul palo, trovando però Di Quinzio pronto a ribattere in rete.



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