Attenzione
Pisa, rimpianti e rinascita
Con il nuovo corso il secondo posto appare un obiettivo raggiungibile
PISA. Si può dormire male, anzi malissimo, dopo avere espugnato uno dei campi più difficili del girone, recuperando tre punti sulle fuggitive e due sulle proprie inseguitrici? Certo che sì.
E per farlo basta farsi scorrere davanti agli occhi una serie di occasioni sperperate: due punti persi in Prato-Pisa, tre in Gavorrano-Pisa, tre in Pisa-Lucchese. I nerazzurri oggi potevano essere tranquillamente a +3 sul Livorno e a +5 sul Siena.
E come vedete non stiamo mettendo nel conto il pareggio subìto al 95’ con l’Alessandria (che fa il paio con la vittoria al 91’ sull’Arzachena) e il pari interno con il Piacenza (che fa il paio, volendo, con la vittoria di Pistoia): stiamo facendo un’analisi, amara ma serena, e non un’arringa.
Discorso a parte merita il pesante ko interno con la Carrarese, soprattutto per il modo in cui è venuto: sette giorni fa il Pisa è stato in balìa degli avversari, dimostrandosi letteralmente una squadra allo sbando. Il cambio in panchina era assolutamente necessario e non per colpa di Pazienza, un tecnico in definitiva giovane e preparato ma non ancora pronto per un compito così difficile anche dal punto di vista ambientale; il punto è che semplicemente il gruppo non lo seguiva più e non sentiva più né l’autorità né la forza che deve avere un tecnico nei confronti dello stesso gruppo.
Il problema è che questo cambio andava fatto almeno un mese e mezzo fa, perché l’involuzione nel gioco e il progressivo afflosciamento dell’animus pugnandi del Pisa erano sotto gli occhi di tutti. Nelle ultime dieci gare il Pisa aveva totalizzato 12 punti: il dato parziale lo escludeva addirittura dai playoff. E la situazione peggiorava settimana dopo settimana.
OBIETTIVI REALI. Il primo posto è andato, salvo miracoli: ai nerazzurri restano solo quattro gare da giocare, quindi i punti potenzialmente ottenibili sono 12; il Livorno ha cinque punti di vantaggio e ben 6 gare a disposizione, quindi gli basterebbe vincerne 3 e potrebbe permettersi il lusso di perdere il derby al Picchi fra due settimane. E il secondo e il terzo posto? Qui il discorso cambia, in modo molto gradevole. Per il terzo posto il Pisa è padrone del proprio destino poiché le inseguitrici, pur facendo il pieno nelle partite in più da giocare, resterebbero dietro (il Pisa è a 55, la Viterbese salirebbe a 54, l’Alessandria a 53 e la Carrarese a 52). E le tre sconfitte del Siena nelle ultime tre gare fuori casa suggeriscono che i bianconeri (58 punti e una gara in più da giocare rispetto al Pisa) debbano guardarsi alle spalle, oltre a tentare l’inseguimento alla capolista Livorno.
TUTTI AL LAVORO. Subito in campo i nerazzurri dopo il poker di Gorgonzola. Petrone ha radunato ieri mattina la sua squadra sul campo dell'Arena per un allenamento defaticante, differenziato in base ai diversi carichi di lavoro e a chiusura di una settimana molto intensa iniziata lunedì scorso con il lungo ritiro a Novarello.
Capitan Mannini (ai box per una o due settimane) e compagni avranno adesso a disposizione qualche giorno di stop in concomitanza con le festività pasquali: la ripresa degli allenamenti è infatti fissata per martedì prossimo, subito con un doppio allenamento. Da quel momento il Pisa non si fermerà più alla fine della stagione regolare iniziando sabato 7 aprile in casa con il Pro Piacenza.
INGROSSO GIALLO ORO. Coincidenza o scaltrezza? Ingrosso, diffidato e in panchina, ha fatto invasione di campo esultando dopo il 2-1 ed è stato ammonito. Salterà quindi Pisa-Pro Piacenza e tornerà con la fedina penale pulita contro il Livorno.
LA GARA DI IERI. Arzachena-Prato, posticipo della 33ª giornata, è terminata 1-1: reti nella ripresa di Ceccarelli per i lanieri e Peana per i sardi.
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