Sicurezza
Ad Ascoli e Bassano i risultati migliori
Il nuovo coach era già stato vicino già ai tempi di Petroni L’amicizia con Ferrara. Gioca con il 4-3-1-2 o il 4-2-3-1
PISA. Quello tra il Pisa e Mario Petrone è stato un lungo inseguimento andato a buon fine solo nel pomeriggio di ieri. Petrone era stato contattato anche dalla precedente proprietà nell’estate 2016 dopo le dimissioni di Rino Gattuso, ma, come spiegò lo stesso Petrone al nostro giornale, nell’ottobre scorso non vi erano stati i presupposti con l’allora presidente Fabio Petroni, agli arresti domiciliari: «Il progetto era improponibile considerando che la società di quel periodo era completamente assente. Non ne valeva la pena».
Petrone è tornato ad essere accostato al Pisa pochi mesi fa, all’indomani dell’esonero di Carmine Gautieri. Sembrava tutto fatto, ma i quattro punti conquistati in trasferta contro Alessandria e Piacenza furono sufficienti alla società per dare fiducia a Pazienza e quindi il tecnico napoletano restò ancora al palo. Stavolta però Giuseppe Corrado ha deciso di dare una scossa puntando su un tecnico che conosce bene il ds Raffaele Ferrara.
Petrone ha fatto una lunga gavetta iniziata con una promozione in D nel 2006 con la Nuorese, proseguita poi con due promozioni in Prima divisione (serie C) con il San Marino nel 2011-2012 e il Bassano nel 2013-2014 con tanto di Supercoppa di categoria. A quel punto arriva il grande salto con il passaggio all’Ascoli che punta alla B. I marchigiani arrivano secondi alle spalle del Teramo e perdono nei quarti dei playoff con la Reggiana di Ferrara. Petrone con l’Ascoli sarà ripescato in B, ma verrà esonerato dopo 11 giornate. Un anno e più senza allenare e il ritorno in pista nel febbraio scorso a Catania: tre partite, quattro punti e le dimissioni dopo lo 0-2 con il Melfi.
Il nuovo tecnico nerazzurro ha regalato bel calcio soprattutto a Bassano e in parte anche ad Ascoli dove giocava con il 4-3-1-2, ma anche con un 4-2-3-1 (spesso usato da Pazienza), due mediani davanti alla difesa e tre giocatori offensivi che lavorano alle spalle dell’unica punta centrale, dimostrandosi molto flessibile. (a.c.)
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