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Franzini: gli ultimi risultati non dicono il vero sul Pisa

Franzini: gli ultimi risultati non dicono il vero sul Pisa

Il tecnico del Piacenza mette le mani avanti: «La squadra nerazzurra ci attaccherà fin dall’inizio, dovremo essere bravi a difenderci e a ripartire»

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PISA. Una vita da allenatore passata tutta nella sua Piacenza, e da due anni è arrivata la panchina più ambita per chi come lui è nato a Vernasca, un paesino in collina con appena 2.200 abitanti.

Per il 50enne Arnaldo Franzini il “Piace” è un punto di arrivo dopo una lunga gavetta e i successi ottenuti con la Pro Piacenza che qualche anno fa guidò alla ribalta dei professionisti. Adesso però c’è da confermare quanto di buono fatto nella scorsa stagione e conquistare i playoff.

Come arrivate alla sfida di Pisa dopo il lungo stop forzato dovuto al rinvio della gara con la Viterbese e al turno di riposo?

«È stata una novità che ci ha sorpreso e ha cambiato il nostro programma. La scorsa settimana ho puntato su un lavoro duro a livello fisico, mentre questa settimana ho cercato di non appesantire la squadra. Contiamo di recuperare tutti al meglio visto che non giochiamo dal 25 febbraio».

Il Pisa ha ottenuto un punto nelle ultime tre partite...

«Questo non ci deve trarre in inganno. Il Pisa con l’Alessandria ha giocato bene e mi aspetto una squadra all’attacco fin dall’inizio. Noi dobbiamo esser bravi a difenderci e ripartire».

Gara diversa rispetto all’andata anche a livello tattico?

«Noi stiamo andando avanti con il 4-3-3 e non veniamo da due sconfitte brucianti come a ottobre, ma credo che indipendentemente dalla tattica sarà una partita complicata e stimolante al tempo stesso perché loro vorranno riscattarsi dopo la beffa di domenica. Questo è un campionato balordo e ricco di insidie come dimostra il fatto che entrambe abbiamo perso a Gavorrano di recente».

Chi teme di più della squadra di Pazienza?

«Fare un nome mi sembra riduttivo perché il Pisa ha una rosa di primo livello. Credo però che Di Quinzio sia un giocatore di qualità e di esperienza per la categoria e può fare la differenza quando punta verso l’area avversaria».

Se non arriveranno i playoff per voi sarà una stagione deludente?

«Entrare nei playoff è l’obiettivo che ci siamo prefissati con la società. Il girone d’andata è stato turbolento ma con il nuovo anno ho visto una squadra con maggiore solidità ed equilibrio soprattutto in casa. In trasferta ci manca sempre qualcosa come abbiamo visto a Gavorrano e a Olbia con l’Arzachena».

Il mercato ha cambiato volto alla squadra ma finora Pesenti non ha ancora segnato...

«Pesenti sta recuperando dopo un infortunio, ma anche Taugourdeau ha avuto dei problemi dopo che è rientrato dal Trapani. Credo che il mercato sia stato importante anche se per tanti motivi i nuovi ci hanno dato una mano solamente a sprazzi».

Una corsa che sembra sempre aperta e imprevedibile?

«Sì, la classifica è molto corta. Credo che le squadre fino a 31 punti possono ancora sentirsi in corsa. Ci sono sempre tanti scontri diretti decisivi».

Per quanto riguarda il primo posto è un discorso a due tra Siena e Livorno?

«Non si possono escludere ancora Pisa e Viterbese, ma il Siena finora è stata la più continua e si lascia preferire per la sua concretezza».

A Piacenza le ricordano ancora quel derby vinto al Garilli con la Pro Piacenza?

«Sì, me lo ricordano spesso (sorride, ndr) ma ormai fa parte del passato. Mi sono spostato di pochi chilometri ma è tutto diverso. Il Piacenza ha giocato in A e la tifoseria è molto esigente e legittimamente ambiziosa. Gli stimoli e le emozioni sono diversi, ma va detto che con la Pro Piacenza abbiamo compiuto delle grandi imprese. Non solo quel derby ma anche i campionati vinti in Eccellenza, in D e poi la salvezza in serie C». (a.c.)

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