Il dolore
La beffa è servita all’ultimo tuffo: 1-1
Un bel gol di Gucher illude il Pisa nel primo tempo, la corazzata Alessandria pareggia al 95’ con Marconi
PISA. La delusione è cocente, non potrebbe essere altrimenti visto che l’1-1 dell’Alessandria è arrivato nell’ultimo dei 5 minuti di recupero concessi dall’arbitro. Ma il Pisa almeno torna a dare segni di vita, dopo due derby in cui aveva raccolto zero punti e tanti (meritatissimi) fischi.
Certo, la squadra e il pubblico lasciano l’Arena Garibaldi con un’amarezza sconfinata, perché ieri il Pisa avrebbe potuto blindare la propria posizione allontanando l’Alessandria che sta macinando risultati su risultati, e per come si era messa la partita i tre punti sembravano ormai in cassaforte. È vero, nel finale i nerazzurri erano stanchi (De Vitis e Lisi hanno chiuso con i crampi), ma anche l’Alessandria aveva speso molto e in contropiede al 90’ il Pisa aveva avuto un’occasione galattica per chiudere i conti, quando Eusepi (entrato da una dozzina di minuti), liberato da un rimpallo davanti a Vannucchi, sparava praticamente addosso al portiere a terra.
E la beffa si è concretizzata quando l’arbitro aveva già il fischietto in bocca: lancio della disperazione dalle retrovie grige, respinta della difesa sulla trequarti sinistra d’attacco dell’Alessandria dove uno stremato De Vitis non riusciva a impedire il cross a Barlocco, in mezzo all’area Marconi staccava di prepotenza su Sabotic e la frittata era fatta.
Il gol della grande illusione per il Pisa era arrivato al 33’ del primo tempo: Filippini conquistava una punizione sulla sinistra, che Di Quinzio calciava molto bene a centro area dove Gucher riusciva a deviare di testa quel tanto che bastava per scavalcare Vannucchi.
Il risultato finale è giusto: meglio il Pisa nel primo tempo, con un’occasione per parte prima del gol - Russini di testa poco fuori bersaglio al 2’, sinistro di Ferrante dal limite deviato in tuffo da Vannucchi al 15’, meglio l’Alessandria nella ripresa: per tre volte i grigi avevano già insidiato la porta di Petkovic prima dell’1-1. Al 13’ su un retropassaggio di Sabotic si involava Fischnaller il cui rito finale era murato da Lisuzzo; al 22’ su cross di Sestu da destra Bellazzini inzuccava a botta sicura ma Petkovic si salvava alzando in angolo; e al 38’ era Mannini ad anticipare da campione Sestu servito in area, ancora in contropiede, da Gonzalez. Ma l’amaro in bocca resta comunque.
Grande spettacolo sugli spalti e bel tifo anche in curva Sud; da parte della tifoseria pisana c’è stato il sostegno alla squadra fin dal primo minuto, ma la Curva Nord ha esposto anche uno striscione eloquente dopo le polemiche dei giorni scorsi: “Chi gioca nel Pisa deve sputare sangue…. chi non lo fa è meglio che cambi città”.
E va detto che ieri, almeno sotto il piano dello spirito agonistico, la reazione c’è stata. Come c’è stato un doveroso ripensamento di Pazienza sull’assetto tattico: dopo tante, troppe partite con un 4-2-3-1 che faceva acqua da tutte le parti, ieri il Pisa è tornato a un 4-3-3 operaio che consentiva un buon filtro a centrocampo, giocando a specchio con gli avversari.
Le sorprese sono arrivate, da una parte e dall’altra, sulla scelte dei titolari: nei 22 iniziali non c’erano né i due capocannonieri del Pisa (Negro ed Eusepi) né i tre dell’Alessandria (Gonzalez, Marconi e Fischnaller entrati tutti nella ripresa).
Ora i primi posti sono lontani, viste le vittorie di Livorno e Siena, ma difendere il terzo posto con le unghie e con i denti (la Viterbese scivola a -2 anche se deve giocare una gara in più) è un impegno che il Pisa non deve fallire.
Prima della gara, come in tutti i campi, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare Davide Astori (in Curva Nord lo striscione “Vicini alla fam. Astori”), rispettato da tutto lo stadio.
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