Il Tirreno

Pisa

Cambi di modulo e carte mescolate: da dove si riparte?

Cambi di modulo e carte mescolate: da dove si riparte?

Si cominciano a vedere le trame rasoterra in velocità  Il tallone d’Achille del derby è stata la finalizzazione  

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Dopo aver perso, rimescolando quasi tutte le carte a disposizione in termini di uomini e di moduli, da chi e da cosa si può ripartire per riprendere la marcia interrotta nel derby?

La nebbia (non meteorologica) dei secondi 45 minuti della sfida dell’Arena Garibaldi con la Lucchese non ha offuscato tutto ciò che di buono si era visto nel primo tempo, che però non era bastato per andare al riposo in vantaggio di un gol.

QUARTETTO DI FANTASISTI. Domenica scorsa, forse per la prima volta, abbiamo notato un vero e proprio 4-2-3-1, con quattro elementi offensivi senza posizioni prestabilite. Giannone e Di Quinzio accentrandosi da opposte corsie hanno affiancato Negro e Masucci, che spesso adottavano il movimento opposto. Trame rasoterra in velocità hanno valorizzato il lavoro di Pazienza, che senz'altro le prepara in allenamento.

Il tallone d'Achille è stata la finalizzazione. La scelta di 4 calciatori brevilinei ha sicuramente alzato il tasso di rapidità e di imprevedibilità, ma la rinuncia ad un vero centravanti limita il ventaglio delle alternative di gioco, rendendo automaticamente inefficace la variante del pallone alto e spizzato in favore degli inserimenti da dietro.

I cambi della ripresa, di modulo (dal 4-2-3-1 al 3-4-1-2) e di interpreti, nell'ansia di recuperare non hanno sortito gli effetti sperati.

CENTRAVANTI IN RITARDO. Il Pisa ha in rosa due punte centrali, che però in questo momento sono la ricerca della migliore forma.

Umberto Eusepi, che ha giocato solo 153 minuti nel 2018, sembra ripiombato nell'appannamento che lo penalizzava ai tempi di Gautieri, dopo che Pazienza lo aveva rilanciato permettendogli di realizzare 6 reti. In crescita l'argentino Alexis Ferrante, che però paga l'accantonamento subìto a Brescia (ultima gara da titolare fra le rondinelle il 27 novembre a Cesena).

In pratica è sfumato il primo mese in nerazzurro dei tre che il sudamericano aveva a disposizione, almeno nella stagione regolare, dall'arrivo negli ultimi minuti del mercato di gennaio.

IL RITORNO DEI VETERANI. Mannini e Lisuzzo hanno ritrovato una maglia delle prime undici, collocati uno accanto all'altro nel versante destro della difesa. Personalità ed esperienza a servizio della squadra.

Entrambi sono stati coinvolti nell'azione del gol di Cecchini (lo stopper non ha impedito la spizzata di Bortolussi, l'esterno non ha chiuso il tiro del match-winner), ma anche Sabotic ha le sue colpe, non avendo seguito il movimento di Fanucchi nel centrodestra dell'area di rigore (costringendo Mannini ad accentrarsi) e non avendo tamponato in extremis la conclusione di Cecchini, pur essendo stato nei pressi della traiettoria.

Appena il mancino Carillo sarà completamente recuperato, presumibilmente Lisuzzo e Sabotic si giocheranno l'altra posizione al centro della retroguardia, a meno di un passaggio alla difesa a 3. Vedremo, con il rientro di Birindelli e Lisi dalle squalifiche, quale sarà il destino di Mannini.

VARIABILE FRA LE LINEE. Pazienza ha provato un unico trequartista (Giannone) e due punte, confessando di aver pensato a questa opzione già nell'intervallo.

Vedremo se la soluzione sarà riproposta dal primo minuto, ancora in un 3-4-1-2, o davanti ad un centrocampo a tre, visto che in mezzo al campo scalpitano Maltese e De Vitis, protagonisti nella prima parte di stagione e molto meno impiegati nel girone di ritorno.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web