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Guzzo: Obbedio a Lucca è l’uomo in più

Guzzo: Obbedio a Lucca è l’uomo in più

L’ex stopper del Pisa in D è amico intimo del direttore sportivo rossonero: «Antonio starà molto male per questa partita»

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PISA. Antonio Obbedio tornerà per la prima volta da rivale all’Arena Garibaldi, davanti alla Curva Nord che 14 anni fa espose lo striscione “11 Obbedio” . Il suo vecchio amico Manuele Guzzo, altro ex nerazzurro (a Pisa nel 2009-10) lo sosterrà dagli spalti, come faceva in campo nel 1998-99, quando entrambi vestivano la maglia rossonera: «Antonio - dice - è uno dei pochi veri amici che mi sono rimasti nel calcio. Sono molto legate anche le nostre famiglie. Ci sentiamo quasi quotidianamente. Pure Giovanni Lopez è stato mio compagno di squadra, nella Cisco Lodigiani. Due persone eccezionali».

Il ritorno da direttore sportivo della Lucchese, in un derby reso ancora più acceso dalle stringenti esigenze di classifica delle due contendenti, costringerà l’ex mediano a trattenere le emozioni. Chiediamo a Guzzo di raccontarci l’Obbedio più intimo, come solo un amico sa fare: «Antonio starà molto male. Ha mantenuto forti legami in tutte le piazze dove è stato, perché fuori dal campo, come nel rettangolo di gioco, ha sempre dato tutto se stesso. Sarà dura per lui tornare a Pisa, rimanendo lucido e professionale. Io lo capisco, perché anch’io sono stato a Pisa. Lo scorso anno la sua grande soddisfazione è stata eliminare l’Albinoleffe, perché solo così si è tolto il peso della finale persa a Bergamo, nel Pisa insieme a Capuano».

Guzzo con Obbedio è tornato sugli spalti del Porta Elisa: «Io abito a Lucca dal 1992, ma confesso che mi ero allontanato dalla Lucchese. Da quando ci sono Antonio e Giovanni mi sento sempre più coinvolto. Mi capita spesso di andare agli allenamenti e di scambiare qualche idea con loro disinteressatamente».

L’ex stopper oggi è responsabile commerciale di una ditta lucchese (con una sede a Shanghai) che si occupa di carta da macero e plastica da riciclare.

Anche l’amico Obbedio si è affermato a Lucca, ancora nel calcio, nella medesima città dove aveva esordito in B da giocatore: «Antonio meritava un palcoscenico importante – sottolinea Guzzo – per dimostrare il suo valore. Nel calcio serve anche un pizzico di fortuna: lui era già approdato in grandi piazze, senza però trovare presidenti pazienti. Ancona e Teramo hanno vinto campionati subito dopo la sua partenza, sulle buone basi che lui aveva posto».

A Lucca il miracolo-playoff dello scorso anno, nonostante le cessioni invernali di Terrani e Forte. Un’impresa ancora più difficile in questa stagione: «La Lucchese è rappresentata più da Obbedio e Lopez che dalla società, mai chiara agli occhi dei tifosi. La scorsa stagione è stata una favola. Dopo la fine del percorso con Galderisi, Lopez ha ricaricato i ragazzi, che già lo conoscevano, riuscendo a sopperire alle dolorose cessioni. Purtroppo la Lucchese non aveva la struttura per reggere i playoff, ma se l’è giocati al massimo, fermandosi davanti al Parma, che poi li avrebbe vinti».

Due parole sul Pisa: «Secondo me può giocarsela fino in fondo per il primo posto. Io avevo predetto ad Antonio che il Livorno avrebbe incontrato problemi e adesso secondo me è in condizioni peggiori rispetto a Pisa e Siena, perché è inseguito da squadre strutturate, con allenatori che le fanno giocare bene».

Massimo Berutto

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