Sicurezza
Arezzo, un dramma fra incertezze e veleni
PISA. Nessuno sa come finirà la vicenda dell’Arezzo, anche se a Livorno si inquietano un po’ perché il presidente del Pisa si permette di chiamare il presidente di Lega per avere chiarimenti alla...
PISA. Nessuno sa come finirà la vicenda dell’Arezzo, anche se a Livorno si inquietano un po’ perché il presidente del Pisa si permette di chiamare il presidente di Lega per avere chiarimenti alla vigilia della gara in calendario fra o stesso Arezzo e la capolista. Forse qualcuno non si capacita che il presidente del Pisa curi gli interessi della propria società invece di dire “prego, accomodatevi” ai rivali...
Intanto Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, ha visitato la squadra aretina e la posizione dell’Aics è netta: «Adesso basta: non è possibile per i calciatori sostenere ulteriormente tale situazione, l’ennesimo sfregio alla categoria in questa stagione sportiva. Per tali motivi, l’Aic annuncia lo stato di agitazione dei calciatori professionisti tesserati con Us Arezzo Srl e indice sin d’ora lo sciopero dei predetti calciatori per il giorno di domenica 25 febbraio, auspicando che il club, posto il preavviso di sciopero, adempia al pagamento delle somme contrattualmente dovute quantomeno per le mensilità di novembre e dicembre 2017 e comunque alle sue obbligazioni contrattuali nel termine di venerdì 23 febbraio 2018».
La Lega Pro non condivide: «Prendiamo atto, con stupore, delle dichiarazioni del presidente dell’Aic – riporta una nota citata da tuttoc. com –. Quello che viene chiesto alla Lega Pro è quanto è sempre stato, puntualmente, rispettato in ogni occasione dalla Lega stessa. La Lega Pro continuerà ad applicare e a rispettare le regole. Insieme al Comune di Arezzo, abbiamo indicato una strada concreta per provare a salvare il club che come condizione prevede il preservare la continuità sportiva. I calciatori sono liberi di decidere il loro percorso e il loro destino». Durissimo sullo stesso sito a il segretario generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che ha ricordato che stamani vi sarà una riunione col Prefetto alle ore 11, ed entro quell’ora i calciatori dovranno decidere cosa fare: «I giocatori e l’Aic sono liberi di decidere ma devono sapere che la loro scelta porterà a determinate conseguenze. Lo dico senza mezzi termini: una posizione di quel genere è un suicidio. Per risolvere i problemi dei calciatori, visto e considerato che la proprietà non assicura risorse, una delle strade certe è l’escussione della fidejussione, con la messa in moto di fattori positivi per l’ingresso di nuovi imprenditori. Ma se loro non giocano tutto ciò non sarà possibile e salterà il giocattolo» . (a. sc.)
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