Gioco
Di Quinzio segna sempre alla Inzaghi
Anche con l’Arzachena il centrocampista è andato in gol con un gesto da rapinatore dell’area di rigore
PISA. Ci aspettavamo una mezzala rapida e tecnica, pronta ad inserirsi sulla trequarti rivale e capace di adattarsi sull’esterno, abile nel dribbling e specializzata nel tracciare prodigiose parabole, verso l’incrocio dei pali oppure a servizio dei compagni. Mai avremmo immaginato che Davide Di Quinzio indossasse i panni del rapinatore d’area. La gara di Olbia ha confermato questa imprevedibile vocazione. È stato infatti l’ex comasco, non Masucci o Negro, il primo a fiondarsi sulla palla respinta dalla traversa dopo un tiro-cross di Lisi, con il fiuto del gol ed il senso della posizione di un bomber di razza. Un po’ come accadde nel match di Carrara ad Umberto Eusepi, che però è un centravanti di professione ed era comprensibile che sapesse leggere la traiettoria dopo un legno infranto da Masucci. “Alla Inzaghi” anche le precedenti due reti di Di Quinzio: in Pisa-Monza il centrocampista milanese ha approfittato di un goffo intervento del portiere brianzolo Liverani, mentre nel match interno con la Viterbese ha saputo prevedere un errato retropassaggio dello stopper Atanasov, beffando l’estremo difensore Iannarilli.
Un’altra curiosa e forse unica caratteristica del numero 10 rossocrociato è l’abilità nel procurarsi penalty durante il recupero del primo tempo. Oltretutto non è frequente che gli arbitri concedano tempo aggiuntivo a metà partita, perché spesso i direttori di gara concentrano tutto il bonus in coda all’incontro. A Piacenza contro il Pro un’incursione dal versante sinistro al 2’ di recupero, interrotta fallosamente dalla difesa emiliana, ha sbloccato il risultato, anche grazie alla sicura trasformazione di Mannini. Situazione simile ad Olbia contro l’Arzachena, sempre da sinistra e praticamente al medesimo minuto, con le uniche differenze nell’esecutore finale (Negro in assenza del capitano) e nel punteggio (il momentaneo 1-3). In Sardegna il ritorno al successo esterno che, guarda caso, mancava proprio dall’ultimo viaggio allo stadio Garilli. (m.b.)
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