Gioco
Pazienza ha una media di 1,85 punti a partita
Quella della gestione Gautieri è stata di 1,78. La differenza è fatta dai risultati delle gare con l’Olbia
PISA. Cambiare allenatore è quasi sempre una mossa discutibile, perché spesso il titolare della panchina paga per tutti e non solo le scelte sbagliate di personale competenza. Una mossa abusata dai dirigenti quest’anno sta portando concreti risultati in terza serie, come dimostra il Lecce, capolista nel girone C con il nuovo allenatore Fabio Liverani. Michele Pazienza, seppur di poco, ha aumentato il ritmo tenuto da Carmine Gautieri (1.85 punti a gara contro l’1.78 del predecessore). Ben 8 tecnici subentrati tra i 3 gironi della categoria hanno fatto ancora meglio, con un’andatura di almeno 2 lunghezze ad incontro.
Prepotenti cambi di marcia. Due squadre nel raggruppamento del Pisa hanno spiccato il volo con i loro nuovi mister. L’Alessandria viaggia a 2.57 punti ad incontro sotto la gestione di Michele Marcolini, che ha vinto gli ultimi 6 confronti. A rovinare la perfezione è la sconfitta dell’esordio sul campo del Piacenza, senza contare però i due turni superati in Coppa Italia di serie C. Successi nella doppia competizione anche per Stefano Sottili, che a Viterbo in campionato procede a 2.5 punti, frenato dal pareggio interno con il Pisa dopo 6 successi (più 2 in Coppa) ed un’altra spartizione della posta (a Pontedera). Fabio Liverani nel Lecce va avanti meno rapidamente, a 2.33 punti a partita, ma lo fa dalla quinta giornata, oltre a non perdere un colpo in Coppa. Stessa cadenza per Giuseppe Scienza a Monopoli, sebbene solo da 3 partite (7 i punti raccolti). Ottimo anche l’approccio di Alberto Cavasin a Santarcangelo di Romagna: 9 lunghezze in 4 sfide, 2.25 in media. Al sesto posto in questa speciale classifica troviamo Piero Braglia, che a Cosenza viaggia a quota 2.18, poco sopra Eziolino Capuano (2.14 a San Benedetto del Tronto). La Reggiana ha compiuto una scelta coraggiosa almeno quanto quella del Pisa, puntando sul trio tecnico Eberini-La Rosa-Tedeschi, che, pur composto da tutti più o meno esordienti, ha fatto ancora meglio di Pazienza (2 punti a partita).
L’Olbia fa la differenza. Solo le due gare con l’Olbia segnano lo scarto tra il cammino di Pazienza (che ha vinto contro i sardi) e quello di Gautieri (che invece sull’isola è incappato nella sua unica sconfitta in campionato). Se entrambi avessero pareggiato con Ragatzu e soci, Gautieri avrebbe chiuso a 1.89 mentre Pazienza ora sarebbe a 1.69. I confronti con l’Olbia determinano anche il divario tra le prime 4 giornate di ritorno e le corrispondenti 4 dell’andata, esattamente i 3 punti conquistati a dicembre ai danni degli uomini di Mereu. Nelle altre partite, con Siena, Monza e Viterbese, entrambi i tecnici hanno raccolto 2 pareggi per 0-0 e una vittoria, anche se Gautieri ha avuto il vantaggio di giocare in casa due volte su tre. Qualche somiglianza anche nelle scelte: Pazienza ha restituito fiducia ai più celebrati acquisti estivi su cui il predecessore aveva puntato fin dall’estate, come Negro, Izzillo e Di Quinzio, riorganizzati però non in un 4-3-3, ma in un 4-4-2. Mannini è stato ricollocato più avanti sulla fascia destra, non da terzino, ma neppure da attaccante esterno, trovando spesso la corsia intasata da Negro e Masucci.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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