Sicurezza
Matteo Voltolini, il “deb” che ha blindato la porta
Dopo un intero girone trascorso in panchina (o addirittura in tribuna) il giovane reggiano si è rivelato una lietissima sorpresa all’Arena
PISA. Chi attendeva un nuovo protagonista nella prima gara del 2018 è stato accontentato, anche se nel modo più imprevedibile.
Matteo Voltolini, prima ancora di Miguel Sainz Maza, si è guadagnato la ribalta nella gara con il Monza, completando una scalata partita dal gradino più basso, dopo un ingaggio da svicolato nei primi giorni di settembre ed un’attesa lunga 20 gare. Una gradita sorpresa nel momento più opportuno, quando è venuta meno l’unica certezza stagionale: la presenza di Lazar Petkovic, sempre fra i pali in campionato da agosto a dicembre. Voltolini ha afferrato il testimone allungando di 90’ l’imbattibilità della porta rossocrociata, sicuro fra i pali e nelle uscite con mani e piedi, aspetto quest’ultimo su cui il diretto interessato ha però confessato di dover migliorare.
RIVELAZIONE ALLA DONNARUMMA. Fatte le dovute proporzioni e con qualche significativa differenza, il lancio di Voltolini ha ricordato l’improvviso impiego di Antonio Donnarumma nel Milan al posto di “Gigio” nel derby di Coppa Italia con l’Inter. Il meno noto della famiglia doveva staccarsi di dosso l’etichetta di fratello d’arte, ingaggiato nell’ambito del discusso rinnovo contrattuale dell’erede di Buffon in Nazionale. Anche Voltolini è stato acquistato in sordina, fra gli svincolati, collocato idealmente in fondo alla lunga lista di ex reggiani voluti da Raffaele Ferrara. In realtà nelle gerarchie degli estremi difensori aveva già scalzato il lettone Reinis Reinholds, più volte escluso dalle convocazioni. Voltolini come Antonio Donnarumma ha risposto sul campo, blindando la porta, senza patire minimamente l’ansia da esame.
SCUDETTO ALLA FIORENTINA. Voltolini ha appena esordito nel Pisa (dopo l’apparizione in Coppa Italia contro il Pontedera), ma non è un nome nuovo per il calcio toscano, almeno per gli appassionati dei settori giovanili. Nel 2010-11 il portiere reggiano era fra i Giovanissimi della Fiorentina, che vinsero lo Scudetto di categoria battendo in finale 3-0 i pari età del Napoli.
Insieme a lui c’era il coetaneo Diego Peralta (entrambi classe 1996), per l’ultimo titolo nazionale vinto finora dalla Viola. Voltolini si è fatto le ossa soprattutto a Reggio Emilia, nell’Unione Sportiva La Torre, nel Reggio Calcio e nella Reggiana, prima di entrare nel calcio dei senior, in serie D, nell’Inveruno (compagine milanese) e poi nella Triestina, che con lui ha ottenuto l’ammissione ai professionisti dopo aver vinto i playoff.
NEL SEGNO DI RAPACIOLI. Nel dopo gara con il Monza Voltolini ha riservato un pensiero di ringraziamento al preparatore dei portieri. Claudio Rapacioli non è uno qualunque, ma il presidente dell’Apport (Associazione Italiana Preparatori Portieri), ossia l’equivalente di Renzo Ulivieri per gli allenatori. Rapacioli ha iniziato a lavorare con Voltolini alla Reggiana e lo ha raggiunto a Pisa, dopo la promozione di Pazienza dalla panchina della Berretti.
IL PIU’BASSO DEI WATUSSI. Con 195 centimetri Voltolini è il più basso (si fa per dire) fra i portieri nerazzurri, dietro a Reinholds (199 centimetri) e Petkovic (197), in un reparto che non è da record poco ci manca. Irraggiungibili i 2 metri e 2 del senegalese Demba Thiam del Fano. Fra i numero uno italiani, Voltolini paga un centimetro a Gianluigi Donnarumma (Milan), Fabio Pegorin (Sambenedettese), Francesco Pacini (Trapani) e Thomas Saloni (Francavilla).
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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