Attenzione
«La sosta come un ritiro»
Ciullini, preparatore atletico: ok le tre settimane di stop in C
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PISA. La novità introdotta in questa stagione della lunga sosta in gennaio dopo aver giocato quasi costantemente durante le feste natalizie costringe ovviamente gli allenatori con i rispettivi staff ad alcune modifiche rispetto al passato, ma questa prolungata pausa può essere un toccasana specialmente per alcuni aspetti che abbiamo affrontato con Alessandro Ciullini, attualmente nello staff della nazionale albanese con Christian Panucci ma in passato in squadre come Ternana, Sassuolo, Livorno o Benevento: «Negli anni passati – dice Ciullini – noi addetti ai lavori abbiamo sempre richiesto a gran voce una sosta così perché la ritenevamo importante per recuperare energie. Capire però se è un vantaggio o no non è semplice. Di sicuro in queste tre settimane c’è la possibilità di conoscere meglio i giocatori che eventualmente arrivano nei primi giorni di mercato per testare e verificare la condizione fisica apportando poi eventuali correttivi. Molte cose possono esser fatte dal momento che, più o meno, ha la durata di un ritiro estivo. Un altro vantaggio è quello di poter rifare un po’ di lavoro che durante i mesi precedenti è andato perso, specialmente a livello individuale. Inoltre c’è la possibilità di recuperare bene gli infortunati per poi andare dritti fino alla conclusione dei campionati. Venendo invece ad uno degli aspetti negativi può riguardare le squadre che hanno fatto bene e che potrebbero non ritrovare subito tutti i meccanismi che avevano lasciato prima della sosta».
La sosta invernale di questo tipo, cambia il lavoro fatto in estate? «Per quanto riguarda il metodo che utilizzo io direi di no. Adesso le preparazioni non sono più considerate come prima con il lungo e duro lavoro estivo che paga cammin facendo. Adesso si punta a trovare risultati sin da subito per mantenere il posto di lavoro: per questo si fanno lavori settimanali e non più trimestrali o quadrimestrali». (l. v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La sosta invernale di questo tipo, cambia il lavoro fatto in estate? «Per quanto riguarda il metodo che utilizzo io direi di no. Adesso le preparazioni non sono più considerate come prima con il lungo e duro lavoro estivo che paga cammin facendo. Adesso si punta a trovare risultati sin da subito per mantenere il posto di lavoro: per questo si fanno lavori settimanali e non più trimestrali o quadrimestrali». (l. v.)
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