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Ivan Del Prato: Pisa, credici sino in fondo

Ivan Del Prato: Pisa, credici sino in fondo

«Anche se da avversario ho battuto i nerazzurri in una finale non posso dimenticare le emozioni con quella maglia»

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PISA. Arrivato a Pisa per vestire i panni di regista e fulcro del gioco nerazzurro dopo la prima lunga esperienza con l’Albinoleffe, Ivan Del Prato non riuscì a ripagare tutte le aspettative che c’erano su di lui nella tribolata stagione del Pisa 2000-01 chiusa in 11ª posizione a causa dei numerosi risultati alterni e di un attacco sterile (il secondo peggiore di tutto il girone).

Adesso allena il Darfo Boario per il terzo anno e, dopo averlo condotto in serie D, va a caccia di una ulteriore promozione ritrovandosi ad un solo punto dalla capolista Pro Patria. Ma nonostante la sua avventura in nerazzurro sia stata durata poco e sia stata avara di soddisfazioni, a Del Prato si emoziona la voce ripensando a quell’anno: «I ricordi legati ai risultati non sono troppo positivi perché cominciammo con propositi di vittoria dopo che nella stagione precedente la squadra aveva perso i playoff contro il Brescello. Sotto l’aspetto professionale fu molto positiva per me perché giocare in una piazza importante con le giuste pressioni e dove si gioca il vero calcio, non è da tutti».

L’ex centrocampista però non ha rimpianti per quelle sole 14 presenze: «La squadra aveva delle lacune ed era difficile fare molto di più. Le aspettative erano alte, ma incontrammo delle difficoltà. È ovvio che in una piazza così il sogno è di fare bene anche perché i tifosi ti spingono sempre a dare il massimo».

Tifosi che più volte Del Prato ha incrociato da avversario: «All’Arena si gioca in uno stadio vero e in un ambiente caldo. Mi ricordo bene la finale che vinsi nel 2003 con l’Alinoleffe e l’invasione dei tifosi nerazzurri a Bergamo nella gara di ritorno fu incredibile. Ripeto, giocare davanti ai tifosi nerazzurri è stimolante per un calciatore e ti spinge a fare bene».

A proposito di quella gara, anche a distanza di anni, sono molti i rimpianti per come andò a finire: «Furono due partite molto intense ed equilibrate con emozioni forti grazie soprattutto alla gente di Pisa. Noi fummo bravi a vincerla, ma l’atmosfera delle due gare non la dimenticherò mai».

Una maglia e una tifoseria che hanno un peso importante: «Il Pisa è una società con grande tradizione e bisogna avere una grande forza mentale per poter vestire quei colori. C’è tanto amore attorno e chi indossa quella maglia deve capirlo».

Infine un pensiero sul Pisa attuale: «Seguo molto quel girone e il Livorno ha un gran vantaggio e non sarà facile recuperare perché è una squadra importante, ma Pisa e Siena devono pensare a fare bene per raggiungere playoff e cercare la miglior posizione. Auguro al Pisa di poter tornare in serie B».

Lorenzo Vannozzi

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