Sicurezza
Un pagellone (parziale) con più ombre che luci
Le prime 20 partite stagionali parlano di un Pisa che non gira ancora secondo le potenzialità dei vari elementi protagonisti. E la classifica ne risente
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PISA. Un pagellone senza squilli di tromba e con qualche delusione. Il Pisa chiude il 2017 quarto con un rendimento sotto le aspettative. Pazienza sta cercando di trovare la quadra ma rispetto all’era Gautieri le cose non sono migliorate di molto. L’effetto derby non è stato sfruttato a dovere e finora tanti big arrivati dal mercato non stanno incidendo, a cominciare da Negro. In generale sono mancate anima e personalità a una squadra che tecnicamente non è male ma neppure una macchina perfetta.
6 Petkovic
Si ricordano i suoi errori contro Pistoiese e Arezzo, ma ha fatto anche buone cose. Contro il Siena all’Andata, a Monza e a Cuneo ha salvato il risultato. Deve migliorare nelle uscite e quando usa i piedi.
6.5 Lisuzzo
Fino a quando Pazienza non lo ha escluso è stato il migliore in assoluto. Senza di lui il Pisa ha sofferto maggiormente anche se la difesa resta la meno battuta. La sua esperienza e la conoscenza della categoria servono ancora a questo Pisa.
6 Ingrosso
Alterna grandi prestazioni come quella con l’Olbia a qualche black-out. Soffre soprattutto in fase d’impostazione quando perde troppi palloni. Ha buona rapidità nell’anticipare l’avversario, ma può fare ancora qualcosa in più.
6.5 Carillo
Con Gautieri non trovava spazio nelle prime partite, poi l’infortunio di Ingrosso gli ha aperto la strada. Va considerata come una delle sorprese positive. Bravo nel gioco aereo, deve comunque perfezionare alcuni movimenti soprattutto nelle palle inattive.
6 Birindelli
Il futuro è suo ma nel presente qualche peccato di gioventù lo commette ancora. In avvio non veniva troppo considerato da Gautieri, poi ha trovato maggiore continuità anche se raramente porta a termine una partita, come è successo finalmente a Siena, a causa dei crampi.
5.5 Sabotic
Oggetto misterioso con Gautieri fa il suo esordio in campionato subentrando in corsa ad Alessandria. Bene nella difesa a quattro a Piacenza, malissimo con la Pistoiese nella prima partita in cui il Pisa subisce tre reti. Sparisce di nuovo dai radar dopo Carrara e poi subisce un infortunio.
6 Filippini
Il talento non manca, ma il fatto che nelle ultime stagioni ha giocato poco lo sta pagando. A volte va in apnea ma quando riesce a osare si vede che è un giocatore importante per la categoria.
sv Favale Giovane promettente, troppo poche presenze - anche se ha iniziato da titolare - per giudicarlo.
6.5 Mannini
Inizia la stagione come terzino, poi passa velocemente nel tridente e la squadra inizia a carburare. Con Pazienza va a centrocampo e poi torna addirittura in difesa dove ha convinto solo con il Livorno. Ha giocato ovunque ma solo dalla cintola in su il capitano può esprimere tutto il suo potenziale.
6- Gucher 6
Per come lo conoscevamo a Frosinone è una mezza delusione. Riesce solo a tratti a prendere per mano la squadra e a velocizzare e verticalizzare il gioco. Segna un gran gol a Piacenza ma non finora non è il faro che illumina il centrocampo come tutti si attendevano.
5.5 Izzillo
Perde presto la maglia di titolare con Gautieri per ritrovarla con Pazienza nelle ultime giornate dopo il calo di De Vitis. Meglio quando entra a gara in corso, ma a Siena ha giocato bene partendo dall’inizio, salvo uscire per una botta alla caviglia.
6+ De Vitis
Fin quando è stato all’altezza della situazione era l’unico in grado di fare al meglio le due fasi. Bravo a recuperar palla e far partire l’azione, ma anche sotto porta ha già graffiato tre volte. Involuto nell’ultimo mese.
6 Maltese
Fuori di recente per infortunio è andato ad alti e bassi. Poco preciso al tiro ma quando è in giornata rimane un elemento importante per la quantità che offre.
6- Di Quinzio
Anche da lui ci si aspettava qualcosa in più. Con Gautieri era fuori ruolo, poi dopo un po’di panchina Pazienza lo ha rilanciato in queste due partite dove giocando largo nel 4-4-2 non ha sfigurato.
6.5 Masucci
Tre gol non sono molti, ma tra gli attaccanti è quello in grado di inventare gioco e assist. Tanta corsa e generosità, oltre ad una grande esplosività sui colpi di testa.
6 Giannone
Talvolta geniale, come quando decide la partita con l’Arzachena, a volte irritante quando si intestardisce nel portare troppo palla. Il talento non manca, serve continuità.
5 Negro
La grande delusione. Arrivato come il giocatore che poteva garantire quei gol per puntare al primato, finora è stato a tratti impalpabile. I gol con Arezzo e olbia sembravano averlo rilanciato, ma a Siena non ha mai tirato in porta.
6 Eusepi
Il voto pari ai gol segnati ed è un po’ una media tra la deludente parentesi con Gautieri, dove non ha mai segnato, e questo periodo con il nuovo allenatore dove si è sbloccato.
sv Cernigoi, Cuppone, Peralta
Si sono visti pochissimo e sono destinati ad andare sul mercato. Soprattutto Peralta si aspettava un impiego più continuo, visto che nelle ultime due stagioni era stato buon protagonista.
SV Langella
Pochi minuti per il primo “millennial” nerazzurro. In bocca al lupo.
6 Pazienza
Arrivato dalla Berretti a ottobre ha perso solo con l’Arezzo, ma dopo il derby vinto con il Livorno non è riuscito a far imprimere la svolta ai suoi. Predica l’occupazione degli spazi ma troppo spesso ha cambiato sistema di gioco. Meglio con il 4-4-2 dove subisce meno ed è concreto come nell’esordio ad Alessandria o con l’Olbia. Nel girone d’andata ha fatto gli stessi punti del predecessore a parità d’incontri.
Andrea Chiavacci
6 Petkovic
Si ricordano i suoi errori contro Pistoiese e Arezzo, ma ha fatto anche buone cose. Contro il Siena all’Andata, a Monza e a Cuneo ha salvato il risultato. Deve migliorare nelle uscite e quando usa i piedi.
6.5 Lisuzzo
Fino a quando Pazienza non lo ha escluso è stato il migliore in assoluto. Senza di lui il Pisa ha sofferto maggiormente anche se la difesa resta la meno battuta. La sua esperienza e la conoscenza della categoria servono ancora a questo Pisa.
6 Ingrosso
Alterna grandi prestazioni come quella con l’Olbia a qualche black-out. Soffre soprattutto in fase d’impostazione quando perde troppi palloni. Ha buona rapidità nell’anticipare l’avversario, ma può fare ancora qualcosa in più.
6.5 Carillo
Con Gautieri non trovava spazio nelle prime partite, poi l’infortunio di Ingrosso gli ha aperto la strada. Va considerata come una delle sorprese positive. Bravo nel gioco aereo, deve comunque perfezionare alcuni movimenti soprattutto nelle palle inattive.
6 Birindelli
Il futuro è suo ma nel presente qualche peccato di gioventù lo commette ancora. In avvio non veniva troppo considerato da Gautieri, poi ha trovato maggiore continuità anche se raramente porta a termine una partita, come è successo finalmente a Siena, a causa dei crampi.
5.5 Sabotic
Oggetto misterioso con Gautieri fa il suo esordio in campionato subentrando in corsa ad Alessandria. Bene nella difesa a quattro a Piacenza, malissimo con la Pistoiese nella prima partita in cui il Pisa subisce tre reti. Sparisce di nuovo dai radar dopo Carrara e poi subisce un infortunio.
6 Filippini
Il talento non manca, ma il fatto che nelle ultime stagioni ha giocato poco lo sta pagando. A volte va in apnea ma quando riesce a osare si vede che è un giocatore importante per la categoria.
sv Favale Giovane promettente, troppo poche presenze - anche se ha iniziato da titolare - per giudicarlo.
6.5 Mannini
Inizia la stagione come terzino, poi passa velocemente nel tridente e la squadra inizia a carburare. Con Pazienza va a centrocampo e poi torna addirittura in difesa dove ha convinto solo con il Livorno. Ha giocato ovunque ma solo dalla cintola in su il capitano può esprimere tutto il suo potenziale.
6- Gucher 6
Per come lo conoscevamo a Frosinone è una mezza delusione. Riesce solo a tratti a prendere per mano la squadra e a velocizzare e verticalizzare il gioco. Segna un gran gol a Piacenza ma non finora non è il faro che illumina il centrocampo come tutti si attendevano.
5.5 Izzillo
Perde presto la maglia di titolare con Gautieri per ritrovarla con Pazienza nelle ultime giornate dopo il calo di De Vitis. Meglio quando entra a gara in corso, ma a Siena ha giocato bene partendo dall’inizio, salvo uscire per una botta alla caviglia.
6+ De Vitis
Fin quando è stato all’altezza della situazione era l’unico in grado di fare al meglio le due fasi. Bravo a recuperar palla e far partire l’azione, ma anche sotto porta ha già graffiato tre volte. Involuto nell’ultimo mese.
6 Maltese
Fuori di recente per infortunio è andato ad alti e bassi. Poco preciso al tiro ma quando è in giornata rimane un elemento importante per la quantità che offre.
6- Di Quinzio
Anche da lui ci si aspettava qualcosa in più. Con Gautieri era fuori ruolo, poi dopo un po’di panchina Pazienza lo ha rilanciato in queste due partite dove giocando largo nel 4-4-2 non ha sfigurato.
6.5 Masucci
Tre gol non sono molti, ma tra gli attaccanti è quello in grado di inventare gioco e assist. Tanta corsa e generosità, oltre ad una grande esplosività sui colpi di testa.
6 Giannone
Talvolta geniale, come quando decide la partita con l’Arzachena, a volte irritante quando si intestardisce nel portare troppo palla. Il talento non manca, serve continuità.
5 Negro
La grande delusione. Arrivato come il giocatore che poteva garantire quei gol per puntare al primato, finora è stato a tratti impalpabile. I gol con Arezzo e olbia sembravano averlo rilanciato, ma a Siena non ha mai tirato in porta.
6 Eusepi
Il voto pari ai gol segnati ed è un po’ una media tra la deludente parentesi con Gautieri, dove non ha mai segnato, e questo periodo con il nuovo allenatore dove si è sbloccato.
sv Cernigoi, Cuppone, Peralta
Si sono visti pochissimo e sono destinati ad andare sul mercato. Soprattutto Peralta si aspettava un impiego più continuo, visto che nelle ultime due stagioni era stato buon protagonista.
SV Langella
Pochi minuti per il primo “millennial” nerazzurro. In bocca al lupo.
6 Pazienza
Arrivato dalla Berretti a ottobre ha perso solo con l’Arezzo, ma dopo il derby vinto con il Livorno non è riuscito a far imprimere la svolta ai suoi. Predica l’occupazione degli spazi ma troppo spesso ha cambiato sistema di gioco. Meglio con il 4-4-2 dove subisce meno ed è concreto come nell’esordio ad Alessandria o con l’Olbia. Nel girone d’andata ha fatto gli stessi punti del predecessore a parità d’incontri.
Andrea Chiavacci
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