Lutto
Livorno, si decide per Diamanti
I movimenti in casa amaranto e le vicende societarie a Lucca e Arezzo
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LIVORNO. Stavolta non ci saranno stravolgimenti. Non avrebbe senso. Il Livorno in questa prima parte di stagione è stato una vera e propria macchina da guerra, per cui si tratta solo di sistemare dei tasselli in modo da non far scendere i giri del motore. Anche perché comunque ci sono dei giocatori non giovanissimi (Valiani 37 anni, Luci 33, Franco 33, Vantaggiato 33) che tirano la carretta da inizio stagione e in questo campionato è importante avere sempre una condizione atletica al top.
In queste ore, in un senso o nell’altro, avremo le idee più chiare su Alessandro Diamanti. La situazione è ancora poco chiara, e può succedere di tutto. Intanto radiomercato annuncia un interesse di Brescia e Genoa per Murilo. Ipotesi reale o mossa dei procuratori? Vedremo, intanto comunque Murilo ha accettato il “testa bassa e pedalare” che gli ha imposto Sottil. La squadra si ritroverà lunedì 8 al Centro Coni.
IL NUOVO ORGANIGRAMMA. Ma che fine ha fatto Marco Arturo Romano? L’ingegnere di Frosinone che a metà novembre è entrato nel Livorno Calcio rilevando il 28% delle quote e acquisendo la carica di vicepresidente, è praticamente sparito dai radar. Nel senso che non si è mai visto al Picchi, né in trasferta al seguito del Livorno. Saltato tutto? No. Anche perché l’acquisizione del 28% delle quote è stata sancita con firma da entrambe le parti. Ma probabilmente le idee più chiare su questa storia le avremo quando ci sarà da chiudere il bilancio e dunque da ripianare le perdite (abbastanza sostanziose perché la famiglia Spinelli quest’anno ha comunque sostenuto spese importanti per allestire la squadra). A rigor di logica, Romano dovrebbe intervenire per il suo 28%.
QUI LUCCA. «Pronto, sono Pietro Belardelli». La telefonata alla redazione lucchese del Tirreno arriva dopo il ko di Pontedera e il chiacchierato imprenditore romano è pronto a rilanciare: «La mia offerta rimane sino dopo il derby con il Livorno». Allora è ancora interessato a fare calcio a Lucca? «M’interessa l’uomo Moriconi e la sua amicizia. E non m’interessa soltanto il calcio, ma anche la televisione che con me potrebbe essere potenziata assieme ad altre attività da condividere con il socio di maggioranza della Lucchese». Ma oltre a Matteo Anconetani e al dg Ceniccola quali altri personaggi del calcio farebbero parte del suo progetto? «Un caro amico a Livorno: il ds Marco Barghigiani. Lo so è squalificato, ma è una persona seria ed esperta di calcio. Lo condannano solo le circostanze. La Lucchese? Ho saputo che c’è stata la contestazione ai giocatori. La squadra debole e va rinforzata e la società non può operare. Se mi vogliono sono pronto a fare calcio a Lucca». Una cosa è certa: Belardelli non demorde.
QUI AREZZO. Il futuro presidente dell’Arezzo Marco Matteoni ha parlato ieri nella trasmissione Fattore C su TMW Radio: «Domani prendo le quote – ha annunciato – e con la Marco Matteoni Group rileverò le intere quote societarie, sarà un cambio epocale» .
Dice Matteoni: «A me a fine novembre fu chiesto di fare il presidente di facciata, accettai di buon grado, ma poi a causa delle incomprensioni fra l’allora proprietario effettivo e l’acquirente nuovo io avevo solo due scelte, andarmene e far fallire il club per la quarta volta o scendere in campo per darmi e darci una possibilità per ripartire: di farla fallire non me la sono sentita, anche se ho ribadito la mia totale incoscienza. Voglio traghettare in porto questa nave».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In queste ore, in un senso o nell’altro, avremo le idee più chiare su Alessandro Diamanti. La situazione è ancora poco chiara, e può succedere di tutto. Intanto radiomercato annuncia un interesse di Brescia e Genoa per Murilo. Ipotesi reale o mossa dei procuratori? Vedremo, intanto comunque Murilo ha accettato il “testa bassa e pedalare” che gli ha imposto Sottil. La squadra si ritroverà lunedì 8 al Centro Coni.
IL NUOVO ORGANIGRAMMA. Ma che fine ha fatto Marco Arturo Romano? L’ingegnere di Frosinone che a metà novembre è entrato nel Livorno Calcio rilevando il 28% delle quote e acquisendo la carica di vicepresidente, è praticamente sparito dai radar. Nel senso che non si è mai visto al Picchi, né in trasferta al seguito del Livorno. Saltato tutto? No. Anche perché l’acquisizione del 28% delle quote è stata sancita con firma da entrambe le parti. Ma probabilmente le idee più chiare su questa storia le avremo quando ci sarà da chiudere il bilancio e dunque da ripianare le perdite (abbastanza sostanziose perché la famiglia Spinelli quest’anno ha comunque sostenuto spese importanti per allestire la squadra). A rigor di logica, Romano dovrebbe intervenire per il suo 28%.
QUI LUCCA. «Pronto, sono Pietro Belardelli». La telefonata alla redazione lucchese del Tirreno arriva dopo il ko di Pontedera e il chiacchierato imprenditore romano è pronto a rilanciare: «La mia offerta rimane sino dopo il derby con il Livorno». Allora è ancora interessato a fare calcio a Lucca? «M’interessa l’uomo Moriconi e la sua amicizia. E non m’interessa soltanto il calcio, ma anche la televisione che con me potrebbe essere potenziata assieme ad altre attività da condividere con il socio di maggioranza della Lucchese». Ma oltre a Matteo Anconetani e al dg Ceniccola quali altri personaggi del calcio farebbero parte del suo progetto? «Un caro amico a Livorno: il ds Marco Barghigiani. Lo so è squalificato, ma è una persona seria ed esperta di calcio. Lo condannano solo le circostanze. La Lucchese? Ho saputo che c’è stata la contestazione ai giocatori. La squadra debole e va rinforzata e la società non può operare. Se mi vogliono sono pronto a fare calcio a Lucca». Una cosa è certa: Belardelli non demorde.
QUI AREZZO. Il futuro presidente dell’Arezzo Marco Matteoni ha parlato ieri nella trasmissione Fattore C su TMW Radio: «Domani prendo le quote – ha annunciato – e con la Marco Matteoni Group rileverò le intere quote societarie, sarà un cambio epocale» .
Dice Matteoni: «A me a fine novembre fu chiesto di fare il presidente di facciata, accettai di buon grado, ma poi a causa delle incomprensioni fra l’allora proprietario effettivo e l’acquirente nuovo io avevo solo due scelte, andarmene e far fallire il club per la quarta volta o scendere in campo per darmi e darci una possibilità per ripartire: di farla fallire non me la sono sentita, anche se ho ribadito la mia totale incoscienza. Voglio traghettare in porto questa nave».
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