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Baldoni, “senese” di Monticiano «Temo di più la Viterbese...»

PISA. Uno dei più grandi capitani della storia nerazzurra è nato in provincia di Siena. Antonio Baldoni, leader della squadra negli anni’70, è originario di Monticiano – lo stesso comune in cui è...

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PISA. Uno dei più grandi capitani della storia nerazzurra è nato in provincia di Siena. Antonio Baldoni, leader della squadra negli anni’70, è originario di Monticiano – lo stesso comune in cui è venuto alla luce Luciano Moggi – ma sa per chi tifare nel derby dello stadio Franchi.

Baldoni, dica la verità: quanto si sente senese?

«Poco o nulla. Io non ho niente a che vedere con il capoluogo: sono del comune di Monticiano, nella frazione di Petriolo, località Il Santo. A 5 anni mi sono trasferito a Pontedera. Mia moglie invece, pur essendo pisana, ha i genitori senesi. Come famiglia siamo quindi legati a Siena, ma solo per le questioni del Palio. Siamo della contrada della Tartuca e partecipiamo a tutte le tradizioni. Là sono stati battezzati i miei nipotini».

Quindi nessun occhio di favore verso la squadra bianconera...

«Ricordo dalla gara d’andata con il Pisa una squadra quadrata, che sta bene in campo. Comunque non mi sembra una formazione che possa competere con quella nerazzurra, perché vive sulle individualità di Marotta e Guberti. La rosa del Pisa è più ampia».

Il Siena arriva da un ko infrasettimanale a Cuneo seguita alla larga vittoria di Lucca...

«Era partito bene, poi è calato in 3-4 partite. In generale non realizza molto, a parte i 4 gol segnati a Lucca. All’Arena non mi sembrò avere grandi alternative di gioco».

Il team di Pazienza è tornato alla vittoria con il 4-4-2: è il modulo più adatto?

«Soprattutto per la prima volta è riuscito a gestire serenamente il punteggio. Secondo me Di Quinzio non ha le caratteristiche per fare l’esterno, avendo il passo del centrocampista. Mannini ha giocato alto a destra, ma lo vedo più decisivo a sinistra. Se si vuole adottare il 4-4-2, serve quindi un esterno destro, perché Giannone e Peralta non possono ricoprire questo ruolo, se non negli ultimi minuti quando c’è da recuperare il risultato. Ammesso che questo sia il modulo più opportuno, perché Gucher non sempre ha giocato bene in un centrocampo a due».

Un’accusa rivolta al 4-3-3 è però di isolare eccessivamente Eusepi: cosa ne pensa?

«Gli attaccanti esterni non possono prendere sempre palla e scartare, ma dovrebbero tagliare per ricevere la sfera in profondità, come insegna Zeman. Purtroppo le ali del Pisa non lo fanno. Il 4-3-3 deve essere arricchito con schemi di gioco».

Con il rientro di Masucci cosa accadrà?

«Masucci non può fare l’esterno come Mannini, che riesce a partire da più lontano».

Con quale atteggiamento il Pisa deve scendere all’Artemio Franchi: giocare per sorpassare subito il Siena o badare soprattutto a non mandare in fuga anche la compagine bianconera?

«Il Pisa non deve fare la corsa né sul Siena, né sul Livorno, ma lavorare su se stesso. Io più del Siena temo la Viterbese, conoscendo il presidente Camilli, che potrebbe investire sulla squadra, anche solo per fare un dispetto al Pisa».

Massimo Berutto

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