Sicurezza
Tentativo di intesa in corso con Ingv
Quello della Sesta Porta di via Battisti, dove ha trovato sede il Pisa Sc, è un complesso frutto di un’operazione da 30 milioni di euro «e di una visione della città che cambia: mettere insieme treno,...
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Quello della Sesta Porta di via Battisti, dove ha trovato sede il Pisa Sc, è un complesso frutto di un’operazione da 30 milioni di euro «e di una visione della città che cambia: mettere insieme treno, bus, auto, bicicletta, mantenere la polizia municipale nell’area della stazione», parole del sindaco Marco Filippeschi. L’operazione Sesta Porta però si trascina ancora un contenzioso in sede giudiziaria che pesa sui conti della Sviluppo Pisa, la società (partecipata al 100% da Pisamo e ora in fase di liquidazione) costituita per gestire il nuovo complesso. Sta infatti andando avanti tra sentenze e ricorsi il braccio di ferro con l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che nel maggio 2009 aveva stipulato un contratto preliminare per l’acquisto di una porzione di circa 3.000 mq della Sesta Porta per 9 milioni di euro più iva. Tra fine 2012 ed inizio 2013 però Ingv, soggetto pubblico vigilato dal ministero dell’Istruzione, comunicò la sua marcia indietro. Motivo? L’opera non sarebbe stata più collimante con i programmi dell’ente e le risorse disponibili. Di conseguenza sono scattate alcune azioni giudiziali contro l’istituto. Con sentenza del luglio 2014 il Tribunale ha già condannato Ingv al pagamento di 900mila euro. Ma altri ricorsi sono pendenti. A metà gennaio il Tribunale di Roma si pronuncerà di nuovo. Intanto i vertici nazionali di Ingv sono cambiati e questo sembra favorire il tentativo, in corso, di una composizione bonaria. «Stiamo cercando di arrivare ad un’intesa», ha confermato ieri il sindaco durante la presentazione della nuova sede del Pisa Sc. L’ipotesi più gradita da Pisamo sarebbe infatti l’acquisto da parte di Ingv di una porzione ridotta dell’edificio pagando poco più di 5 milioni anziché 9.
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