Gioco
nuove e... vecchie soluzioni
Con il 4-4-2 “part time” tre vittorie in tre gare con 7 gol fatti e 0 subìti
PISA. Michele Pazienza torna al punto di partenza. Dopo aver interrotto contro l’Arezzo la striscia di 16 risultati utili consecutivi, per inanellare una nuova serie, possibilmente altrettanto lunga,...
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PISA. Michele Pazienza torna al punto di partenza. Dopo aver interrotto contro l’Arezzo la striscia di 16 risultati utili consecutivi, per inanellare una nuova serie, possibilmente altrettanto lunga, il tecnico nerazzurro ha rispolverato il 4-4-2 dell’esordio vittorioso in panchina ad Alessandria, ripetendo il medesimo 2-0 anche all’Arena con l’Olbia.
Mannini a destra, Di Quinzio a sinistra, separati da due mediani e a supporto di una coppia di attaccanti, entrambi a segno. Anche a Piacenza (contro la Pro) il modulo adottato fu simile, salvo una sostanziale inversione di fascia: vittoria per 3-0.
DA 4 A 3 DIFENSORI. Verrebbe da dire che il 4-4-2 ha prodotto 7 gol all’attivo e nessuno al passivo in 3 partite, tutte vincenti. In realtà a questo bilancio perfetto ha contribuito una staffetta fra moduli: il Pisa più efficace di questa stagione tramortisce l’avversario con il 4-4-2 e lo rende inoffensivo passando alla difesa a 3, guidata dall’esperienza di Lisuzzo.
UNO “SPORCO” 4-4-2. In realtà a fare la fortuna nel citato terzetto di partite è stato un 4-4-2 rimodellato sulle caratteristiche degli interpreti. L’ala pura Mannini su una sponda e una mezzala adattata sulla fascia, come Di Quinzio, dalla parte opposta. Fondamentali nell’equilibrio di squadra le caratteristiche ibride dell’ex comasco, che può in alcuni frangenti della gara trasformare il modulo in un 4-3-3 restituendo centralità alla posizione di Gucher, che in un canonico reparto mediano a due sembra eccessivamente limitato.
LA VENDETTA DEI NUOVI. Pazienza, forse inconsapevolmente, ha riproposto contro l’Olbia quasi tutti i giocatori che più di altri dovevano vendicare la sconfitta dell’andata. Hanno tornato a giocare insieme dal primo minuto, in una chiave tattica diversa, i tre componenti del centrocampo costruito in estate da Gautieri, ovvero il trio Izzillo-Gucher-Di Quinzio, che era stato sciolto dopo la gara con il Siena, soppiantato dall’affermazione di De Vitis e Maltese. Significativo che a segnare le due reti siano stati Negro ed Eusepi, gli stessi attaccanti che si incepparono in Sardegna, a dimostrazione che un modulo a due attaccanti, con il supporto esterno di Mannini, può essere lo spartito più giusto per i bomber in rosa.
E CON MASUCCI? Il rientro di Gaetano Masucci potrebbe rimettere tutto in discussione. L’attaccante avellinese (che ha all’attivo 3 gol e 6 assist) potrebbe suscitare la tentazione di comporre un trio Masucci-Eusepi-Negro, con il conseguente abbandono del 4-4-2 e forse l’arretramento di Mannini in difesa. In fondo Pazienza non ha mai confermato il sistema di gioco caro a Sacchi e a Pagliari per due partite di seguito. Senza contare il possibile recupero di Giannone. Può darsi però che Pazienza scelga di andare avanti con il medesimo modulo (adottato anche dal Siena), sfruttando la profondità del parco attaccanti per garantirsi formidabili forze fresche a gara. (m.b.)
Mannini a destra, Di Quinzio a sinistra, separati da due mediani e a supporto di una coppia di attaccanti, entrambi a segno. Anche a Piacenza (contro la Pro) il modulo adottato fu simile, salvo una sostanziale inversione di fascia: vittoria per 3-0.
DA 4 A 3 DIFENSORI. Verrebbe da dire che il 4-4-2 ha prodotto 7 gol all’attivo e nessuno al passivo in 3 partite, tutte vincenti. In realtà a questo bilancio perfetto ha contribuito una staffetta fra moduli: il Pisa più efficace di questa stagione tramortisce l’avversario con il 4-4-2 e lo rende inoffensivo passando alla difesa a 3, guidata dall’esperienza di Lisuzzo.
UNO “SPORCO” 4-4-2. In realtà a fare la fortuna nel citato terzetto di partite è stato un 4-4-2 rimodellato sulle caratteristiche degli interpreti. L’ala pura Mannini su una sponda e una mezzala adattata sulla fascia, come Di Quinzio, dalla parte opposta. Fondamentali nell’equilibrio di squadra le caratteristiche ibride dell’ex comasco, che può in alcuni frangenti della gara trasformare il modulo in un 4-3-3 restituendo centralità alla posizione di Gucher, che in un canonico reparto mediano a due sembra eccessivamente limitato.
LA VENDETTA DEI NUOVI. Pazienza, forse inconsapevolmente, ha riproposto contro l’Olbia quasi tutti i giocatori che più di altri dovevano vendicare la sconfitta dell’andata. Hanno tornato a giocare insieme dal primo minuto, in una chiave tattica diversa, i tre componenti del centrocampo costruito in estate da Gautieri, ovvero il trio Izzillo-Gucher-Di Quinzio, che era stato sciolto dopo la gara con il Siena, soppiantato dall’affermazione di De Vitis e Maltese. Significativo che a segnare le due reti siano stati Negro ed Eusepi, gli stessi attaccanti che si incepparono in Sardegna, a dimostrazione che un modulo a due attaccanti, con il supporto esterno di Mannini, può essere lo spartito più giusto per i bomber in rosa.
E CON MASUCCI? Il rientro di Gaetano Masucci potrebbe rimettere tutto in discussione. L’attaccante avellinese (che ha all’attivo 3 gol e 6 assist) potrebbe suscitare la tentazione di comporre un trio Masucci-Eusepi-Negro, con il conseguente abbandono del 4-4-2 e forse l’arretramento di Mannini in difesa. In fondo Pazienza non ha mai confermato il sistema di gioco caro a Sacchi e a Pagliari per due partite di seguito. Senza contare il possibile recupero di Giannone. Può darsi però che Pazienza scelga di andare avanti con il medesimo modulo (adottato anche dal Siena), sfruttando la profondità del parco attaccanti per garantirsi formidabili forze fresche a gara. (m.b.)
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