Attenzione
Negro-Eusepi, il Pisa fa il pieno
di Antonio Scuglia
Bastano 49 secondi per sbloccare il risultato, e all’intervallo la pratica è già chiusa
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PISA. Maikol Negro mette in ginocchio l’Olbia prima ancora che la lancetta dei secondi abbia fatto un giro completo, poi al 25’ Umberto Eusepi mette a segno il colpo del ko. Dopo il nubifragio-naufragio con l’Arezzo, all’Arena tornano il sole e la vittoria, che ha permesso di mantenere la terza posizione in classifica e, sebbene solo per qualche ora, di superare il Siena che poi in serata ha asfaltato la Lucchese al Porta Elisa (4-1 in rimonta).
Per l’Arena, che presenta un bel colpo d’occhio (oltre 6mila paganti nonostante la feroce concorrenza dello shopping natalizio e della serie A in tv) per l’anniversario del salvataggio del club da parte dei Corrado che lo comprarono la notte fra il 22 e il 23 dicembre 2016, la festa inizia subito. Infatti nella prima incursione offensiva, sugli sviluppi di una rimessa laterale di Mannini, Samuele Birindelli dalla trequarti destra pennella uno spiovente al centro dell’area “bucato” dai centrali sardi preoccupati di marcare Eusepi: Negro controlla nello spazio di un centimetro e calcia a rete con il destro dalla corta distanza, dopo soli 49 secondi dal fischio d’inizio.
L’undici nerazzurro prova a controllare e a ripartire in contropiede soprattutto con Mannini, mentre l’Olbia si fa vedere per la prima volta al 17’ con un tiro da lontano di Biancu respinto da Petkovic.
Ma il Pisa è più in palla, il raddoppio è nell’aria e arriva grazie alla tenacia di Mannini che sfonda sulla destra ed entra in area, cerca e trova il fondo per poi pennellare un gran pallone che Eusepi insacca indisturbato al volo con un preciso piatto destro (sesta rete in campionato). In teoria ci sono da giocare ancora 65 minuti più il recupero, ma in pratica la gara è già in archivio perché il Pisa, pur senza brillare, la controllerà agevolmente sino in fondo.
Dovendo sopperire all’assenza di Masucci squalificato, Pazienza è stato bravo a cambiare modulo e tornare al 4-4-2 visto ad Alessandria dando una buona chance al talentuoso Di Quinzio (finora poco utilizzato) ma soprattutto avanzando Mannini nel suo ruolo naturale. Il capitano del Pisa è in assoluto uno dei migliori esterni offensivi della C: farlo giocare terzino (se si hanno già i terzini) è semplicemente un controsenso che ripugna alla logica.
L’Olbia dall’altra parte confermava il suo 4-3-1-2 col rientro di Feola, reduce da un infortunio. La squadra era messa bene in campo, ma nella fase offensiva solo Ogunseye si è reso pericoloso, con il bomber Ragatzu spesso sacrificato a cercarsi i palloni a centrocampo per avviare l’azione. E obiettivamente l’1-0 preso a freddo è stato un brutto colpo per i bianchi.
La reazione dei sardi dopo il 2-0 si è ridotta a due sole incursioni: un bel pallone di Ogunseye al 39’ per Ragatzu anticipato molto bene da Ingrosso e una mischia in area al 45’ con colpo di testa di Ogunseye rinviato quasi dalla linea di porta, poi Leverbe spara alto dal limite.
Sul finale di tempo i tifosi nerazzurri espongono uno striscione per protestare contro i mancati lavori per il settore popolare dello stadio: “La capienza della curva Nord è una vergogna” . Uno striscione anche per Teo, tifoso del Viareggio in coma dopo un incidente stradale: “Forza Teo tieni duro” .
Nella ripresa le occasioni vere ammontano a zero da entrambe le parti, anche se al 14’ l’arbitro non vede un rigore per un’uscita alta al vertice dell’area di Aresti che viene anticipato di testa da Di Quinzio e prende netto l’avversario. Nel Pisa si rivede anche Lisuzzo, molto applaudito dal pubblico, al posto di Mannini e la squadra passa al 3-5-2.
Prima della fine c’è posto anche per un’annotazione “storica”: Di Quinzio viene rilevato dal classe 2000 Christian Langella, il primo “millennial” a esordire in campionato con la maglia nerazzurra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per l’Arena, che presenta un bel colpo d’occhio (oltre 6mila paganti nonostante la feroce concorrenza dello shopping natalizio e della serie A in tv) per l’anniversario del salvataggio del club da parte dei Corrado che lo comprarono la notte fra il 22 e il 23 dicembre 2016, la festa inizia subito. Infatti nella prima incursione offensiva, sugli sviluppi di una rimessa laterale di Mannini, Samuele Birindelli dalla trequarti destra pennella uno spiovente al centro dell’area “bucato” dai centrali sardi preoccupati di marcare Eusepi: Negro controlla nello spazio di un centimetro e calcia a rete con il destro dalla corta distanza, dopo soli 49 secondi dal fischio d’inizio.
L’undici nerazzurro prova a controllare e a ripartire in contropiede soprattutto con Mannini, mentre l’Olbia si fa vedere per la prima volta al 17’ con un tiro da lontano di Biancu respinto da Petkovic.
Ma il Pisa è più in palla, il raddoppio è nell’aria e arriva grazie alla tenacia di Mannini che sfonda sulla destra ed entra in area, cerca e trova il fondo per poi pennellare un gran pallone che Eusepi insacca indisturbato al volo con un preciso piatto destro (sesta rete in campionato). In teoria ci sono da giocare ancora 65 minuti più il recupero, ma in pratica la gara è già in archivio perché il Pisa, pur senza brillare, la controllerà agevolmente sino in fondo.
Dovendo sopperire all’assenza di Masucci squalificato, Pazienza è stato bravo a cambiare modulo e tornare al 4-4-2 visto ad Alessandria dando una buona chance al talentuoso Di Quinzio (finora poco utilizzato) ma soprattutto avanzando Mannini nel suo ruolo naturale. Il capitano del Pisa è in assoluto uno dei migliori esterni offensivi della C: farlo giocare terzino (se si hanno già i terzini) è semplicemente un controsenso che ripugna alla logica.
L’Olbia dall’altra parte confermava il suo 4-3-1-2 col rientro di Feola, reduce da un infortunio. La squadra era messa bene in campo, ma nella fase offensiva solo Ogunseye si è reso pericoloso, con il bomber Ragatzu spesso sacrificato a cercarsi i palloni a centrocampo per avviare l’azione. E obiettivamente l’1-0 preso a freddo è stato un brutto colpo per i bianchi.
La reazione dei sardi dopo il 2-0 si è ridotta a due sole incursioni: un bel pallone di Ogunseye al 39’ per Ragatzu anticipato molto bene da Ingrosso e una mischia in area al 45’ con colpo di testa di Ogunseye rinviato quasi dalla linea di porta, poi Leverbe spara alto dal limite.
Sul finale di tempo i tifosi nerazzurri espongono uno striscione per protestare contro i mancati lavori per il settore popolare dello stadio: “La capienza della curva Nord è una vergogna” . Uno striscione anche per Teo, tifoso del Viareggio in coma dopo un incidente stradale: “Forza Teo tieni duro” .
Nella ripresa le occasioni vere ammontano a zero da entrambe le parti, anche se al 14’ l’arbitro non vede un rigore per un’uscita alta al vertice dell’area di Aresti che viene anticipato di testa da Di Quinzio e prende netto l’avversario. Nel Pisa si rivede anche Lisuzzo, molto applaudito dal pubblico, al posto di Mannini e la squadra passa al 3-5-2.
Prima della fine c’è posto anche per un’annotazione “storica”: Di Quinzio viene rilevato dal classe 2000 Christian Langella, il primo “millennial” a esordire in campionato con la maglia nerazzurra.
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