Il Tirreno

Pisa

Perri, il ragazzo di Calabria «Che gioia per la Pisanina»

Perri, il ragazzo di Calabria «Che gioia per la Pisanina»

Il vincitore della mezza maratona racconta la sua storia e le sue emozioni Ingegnere civile, è stato addetto in un campeggio e ha fatto lavori stagionali 

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Correre sempre più forte, sulle orme di “Un ragazzo di Calabria” . Come nel famoso film con Diego Abatantuono e Gian Maria Volontè ispirato a Francesco Panetta, il maratoneta Francesco Perri è partito dalla Calabria, in provincia di Catanzaro, e a Pisa ha realizzato il suo sogno di bambino: diventare un maratoneta e vincere una corsa importante. Un sogno che è diventato realtà domenica scorsa a 30 anni con il successo nella Pisanina, la mezza maratona competitiva di 21 chilometri nell’ambito della PisaMarathon, dove Perri ha stabilito il personale sulla distanza in 1h’09”57.

Un percorso diverso, e anche più accidentato, rispetto al protagonista del film, visto che Francesco ha ritrovato quasi per caso la voglia di correre: «Mi ispiro molto a quella storia, ho letto anche il libro uscito di recente, perché Panetta come me si allenava sempre da solo».

La storia di Francesco non è un film: «Mi sono trasferito qui a Tirrenia nel settembre 2014 con mia moglie e mio figlio per motivi personali – ci racconta Perri con un po’ di stupore e di emozione –. Dopo aver tagliato il traguardo non pensavo di avere tanta attenzione su di me dopo la vittoria. Tante foto, tanti messaggi di persone che conosco da poco e tutti i compagni della Pisa Road Runners a festeggiarmi. Una corsa iniziata a ritmi lenti, poi ho capito già sul ponte di Solferino che potevo accelerare e sono andato in fuga».

Perri riavvolge il nastro del suo percorso sportivo e di vita: «A Catanzaro ho fatto un po’ di corsa campestre ai tempi delle medie. Andavo forte, ma poi ho iniziato ad appassionarmi all’automobilismo, soprattutto le corse minori. Seguivo sempre le cronoscalate e sognavo di fare il pilota nelle corse in salita. In Calabria lavoravo assieme a mio padre, poi però dopo il diploma mi sono concentrato sullo studio».

Una laurea triennale in ingegneria civile a Catanzaro, poi l’inizio della specialistica e infine il trasferimento in Toscana. «Inizialmente la corsa era un’arma per familiarizzare con una città nuova e per inserirmi tra persone che non conoscevo, cercando di impegnare un po’ il tempo. In questi tre anni ho lavorato in un campeggio come addetto alla reception e poi ho fatto qualche lavoro stagionale in giro per Tirrenia».

La svolta è arrivata un anno fa, quando Francesco conosce Luigi Principato che da quel momento diventa il suo allenatore: «Luigi è calabrese come me ed abbiamo legato in breve tempo. Con lui è cambiata tutta la mia tipologia di allenamento. Inizialmente correvo per vincere ma rischiavo subito di fermarmi, partendo troppo forte. Luigi mi ha indirizzato con gli allenamenti quotidiani, cercando di mirare più alla qualità che al tempo o al chilometraggio».

E i risultati sono arrivati. Francesco anche qui ha fatto un percorso inverso: «Sono partito con la maratona, poi sono passato alla mezza arrivando quinto a Pisa lo scorso anno. Qui Luigi ha capito che si poteva lavorare e abbassare i tempi. In meno di due anni sono passato da 1h24’ fino a scendere sotto l’ora e dieci minuti».

Superare i propri limiti e capire dove puoi arrivare. La vita, la corsa in fondo insegnano questo, ma Francesco adesso non vuol porsi limiti. Intanto, cambierà squadra, ma non allenatore, visto il passaggio alla società “La Galla”: «Il 2018 sarà un anno fondamentale per capire quanto valgo. Un atleta di solito si forma da bambino e io invece sto imparando tutto in età matura. Proverò a fare corse più competitive e alzare l’asticella. Inizierò la stagione con il cross, poi mi concentrerò sulla mezza maratona». Un sogno difficile ma non impossibile se pensiamo che tanti maratoneti hanno “sfondato” dopo i trent’anni. In Italia abbiamo l’esempio di Valeria Straneo, che alla soglia dei 40 anni ha conquistato medaglie ai Mondiali e agli Europei, partecipando a due Olimpiadi: «È difficile, ma io ho voglia di crederci e adesso so di essere veloce. Con pazienza e costanza certi obiettivi si possono raggiungere».

Andrea Chiavacci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore