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Mannini terzino? Piace agli allenatori ma rende meno

Mannini terzino? Piace agli allenatori ma rende meno

La scelta tattica di arretrare il capitano non paga: solo contro il Livorno ha portato benefici reali

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PISA. È ormai il tormentone di questa stagione. Mannini terzino sì, Mannini terzino no. Le polemiche vanno avanti da mesi, già dai tempi della B quando Gattuso lo schierò spesso in fase difensiva nella stagione conclusa all’ultimo posto.

I numeri non ci dicono dove sta la ragione ma servono sicuramente ad analizzare meglio la situazione.

Con Gautieri ad inizio stagione Mannini ha giocato un tempo in Coppa Italia con il Varese da terzino destro, subentrando a Birindelli, e il Pisa nella ripresa ha completato la rimonta battendo però una squadra di D.

Mannini ha giocato in quella posizione anche nella gara persa contro il Frosinone al secondo turno di Coppa e nelle prime tre di campionato, dove il Pisa ha conquistato due punti in tre partite senza segnare neppure un gol. Pungolato dalla critica e alla ricerca di nuove soluzioni Gautieri, sposta Mannini nel tridente contro la Viterbese che arrivava all’Arena a punteggio pieno.

La squadra ingrana, finalmente crea occasioni e segna i primi due gol stagionali grazie anche al contributo del capitano. Gautieri non lo toglie più da quella posizione e Daniele è decisivo contro il Prato, assist per Giannone e gol su rigore, e a Lucca quando dalla distanza firma il gol del pari. In sei partite giocate con Mannini davanti il Pisa conquista 14 punti, ma il deludente pari con il Gavorrano e la sconfitta in coppa Italia di C contro il Pontedera porta all’esonero di Gautieri.

Pazienza cambia volto al Pisa fin dall’esordio ad Alessandria accantonando inizialmente il 4-3-3 della discordia. Mannini scala a centrocampo, dove comunque può agire più vicino alla porta e spingere con maggiore libertà e minor raggio d’azione rispetto a quando gioca in difesa. Soprattutto nel 4-4-2, mentre nel 3-5-2 o nel 3-4-3 a tutta fascia va maggiormente in difficoltà.

In 6 gare con Mannini a centrocampo, salvo rari ripiegamenti in difesa quando esce Birindelli, il Pisa conquista 12 punti. Segna altri due gol con la Pistoiese e in casa della Pro Piacenza dove ha trasformato e dato il via all’azione che ha portato al rigore conquistato da Di Quinzio. Anche se va detto che nella gara interna con la Giana Erminio Mannini, impiegato a sinistra, viene sostituito a fine primo tempo per scelta tecnica.

Lui stesso qualche giorno dopo dirà che non era stato in grado di dare qualcosa in più. Nella partita più attesa Pazienza torna a schierarlo terzino destro. Contro il Livorno però Mannini gioca bene, secondo Giovanni Corrado: «Una delle sue migliori partite». Nel primo tempo annulla Doumbia, che poi Sottil sposterà dal versante opposto nella ripresa.

In questo caso la mossa di Pazienza è stata vincente. Contro Pontedera e Arezzo però le cose sono andate male. Al Mannucci, Mannini ha sofferto la pressione alta dei granata e contro l’Arezzo è stato spostato a sinistra. «Nel primo tempo non ci ho capito nulla – spiegherà a fine partita. – Non riuscivo a capire quando dovevo accorciare e quando stringere». Nel secondo tempo è rimasto in quella posizione ma ha provato a spingere di più, sfiorando anche il pari di testa su cross di Peralta. La discussione resta aperta e una squadra non diventa d’incanto più forte per la posizione di un singolo giocatore. I numeri però ci dicono che giocando qualche metro più avanti Mannini incide decisamente di più. (a.c.)

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