Sicurezza
calcio giovanile
«Genitori, più calma in tribuna!»
Al via la campagna del Gs Oltrera: «Più sportività alle partite»
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PISA. Calcio giovanile e genitori. Due mondi che, purtroppo, e sempre più spesso, non riescono a convivere, soprattutto a causa dei secondi. Gli episodi, spiacevoli, sono innumerevoli: nel febbraio scorso a Ugnano, in provincia di Firenze, mentre dei ragazzi di 16 anni giocavano a pallone, la loro passione, i genitori sugli spalti erano impegnati a picchiarsi. Episodio, questo, che estremizza l’approccio sbagliato di molti genitori: mentre i figli giocano e si divertono, questi non riescono a godersi la loro felicità.
Le aspettative sempre altissime, il voler prevalere in ogni circostanza e l’incapacità di distinguere i propri figli da se stessi, vedendo in essi un proprio prolungamento.
Questi sono i tipici atteggiamenti di un contesto dove il genitore perde il suo valore di punto di riferimento, di cui i giovani hanno un grande bisogno.
Proprio per questo una società della Figc provinciale pisana, il Gs Oltrera, ha voluto mettersi in prima linea per combattere questo fenomeno, dannoso per i giovani calciatori e diseducativo nella loro formazione.
La locandina che campeggia al Nuovo Marconcini parla chiaro: in un finto dialogo tra un genitore e un direttore sportivo, questi non fa altro che invitare il padre in questione a godersi la partita del figlio, senza preoccuparsi di tattiche, cambi e quant’altro.«Il nostro obiettivo - racconta Paolo Pastacaldi, direttore generale dell’Oltrera - è quello di ispirare una riflessione da parte dei genitori sul rapporto da mantenere con allenatore, società e ragazzi stessi».
Nessun evento specifico, dunque, ma la volontà di schierarsi dalla parte dei ragazzi. «Le alte aspettative danneggiano i giovani, che non riescono così a esprimersi da soli», conclude Pastacaldi.
Se il calcio è un gioco, ancor di più lo è a livello giovanile: lasciamo giocare questi ragazzi, allora. (p.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Le aspettative sempre altissime, il voler prevalere in ogni circostanza e l’incapacità di distinguere i propri figli da se stessi, vedendo in essi un proprio prolungamento.
Questi sono i tipici atteggiamenti di un contesto dove il genitore perde il suo valore di punto di riferimento, di cui i giovani hanno un grande bisogno.
Proprio per questo una società della Figc provinciale pisana, il Gs Oltrera, ha voluto mettersi in prima linea per combattere questo fenomeno, dannoso per i giovani calciatori e diseducativo nella loro formazione.
La locandina che campeggia al Nuovo Marconcini parla chiaro: in un finto dialogo tra un genitore e un direttore sportivo, questi non fa altro che invitare il padre in questione a godersi la partita del figlio, senza preoccuparsi di tattiche, cambi e quant’altro.«Il nostro obiettivo - racconta Paolo Pastacaldi, direttore generale dell’Oltrera - è quello di ispirare una riflessione da parte dei genitori sul rapporto da mantenere con allenatore, società e ragazzi stessi».
Nessun evento specifico, dunque, ma la volontà di schierarsi dalla parte dei ragazzi. «Le alte aspettative danneggiano i giovani, che non riescono così a esprimersi da soli», conclude Pastacaldi.
Se il calcio è un gioco, ancor di più lo è a livello giovanile: lasciamo giocare questi ragazzi, allora. (p.m.)
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