Sicurezza
Senza Andrea Lisuzzo una media reti subìte da ultimo posto secco
PISA. Il Pisa si conferma la miglior retroguardia del girone, anche dopo le tre sberle inferte dall’Arezzo. In totale assenza di Andrea Lisuzzo avrebbe la peggiore difesa. Almeno questo dato emerge...
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PISA. Il Pisa si conferma la miglior retroguardia del girone, anche dopo le tre sberle inferte dall’Arezzo. In totale assenza di Andrea Lisuzzo avrebbe la peggiore difesa. Almeno questo dato emerge da un semplice calcolo aritmetico.
Sei sono le reti al passivo nelle tre partite da cui il Sindaco è stato completamente escluso, fra la trasferta di Carrara (saltata dall’ex novarese per squalifica), il derby di Pontedera e la sconfitta interna con l’Arezzo. Due i gol al passivo allo stadio dei Marmi, uno al Mannucci e tre realizzati domenica scorsa dall’Arezzo all’Arena Garibaldi.
Proiettando su 18 incontri (quelli giocati finora dal Pisa) si arriverebbe a 36 reti, 4 in più rispetto ai palloni sinora raccolti in fondo al sacco dal fanalino di coda Prato.
Le altre squadre hanno disputato solo 17 partite, ma difficilmente potranno cadere così in basso.
Si potrebbe obiettare che Lisuzzo ha disputato solo 12’ sul campo del Pro Piacenza e appena metà secondo tempo nel successivo match con il Livorno, in due casi nei quali il Pisa ha chiuso con la porta inviolata. In realtà il numero 4 in entrambe le gare è subentrato nei momenti di maggior pressione sulla retroguardia, che soprattutto nel confronto con la capolista ha resistito grazie alla solidità del veterano.
Se comunque, per essere più equi, decidessimo di includere una di queste sfide nel calcolo (considerando 6 gol in 4 giornate, non in 3), la proiezione scenderebbe a quota 27 e varrebbe la terzultima retroguardia, davanti al Prato (32 gol) e alla Carrarese (31 gol).
L’ALTALENA DEL SINDACO
L’assenza di Lisuzzo dall’undici titolare in 5 delle ultime 6 gare rappresenta solo l’ultimo degli ostacoli incontrati dal difensore siciliano nella sua esperienza nerazzurra, che gli ha riservato momenti di grande esaltazione, ma anche più di un periodo buio.
Già il primo anno, nel 2014-15 con Piero Braglia, lo stopper si sedette in panchina per 4 gare consecutive (da Pisa – Gubbio a Pro Piacenza – Pisa) racimolando la miseria di 5’. Con Gattuso partì fra le riserve e vi rimase nei primi 4 incontri di campionato e di seguito per altre 2 partite, ricevendo il via libera solo dopo il primo infortunio capitato a Polverini.
Altri periodi fuori squadra fra dicembre 2015 e gennaio 2016 (soprattutto per infortunio) e poi a marzo, prima di diventare il perno del Pisa nei playoff e anche nella scorsa stagione in B, salvo un lungo infortunio muscolare rimediato nella trasferta di Cittadella.
Da subentrato, dopo una poco comprensibile esclusione, l’unico gol del 2016-17 nella trasferta di Perugia.
Massimo Berutto
Sei sono le reti al passivo nelle tre partite da cui il Sindaco è stato completamente escluso, fra la trasferta di Carrara (saltata dall’ex novarese per squalifica), il derby di Pontedera e la sconfitta interna con l’Arezzo. Due i gol al passivo allo stadio dei Marmi, uno al Mannucci e tre realizzati domenica scorsa dall’Arezzo all’Arena Garibaldi.
Proiettando su 18 incontri (quelli giocati finora dal Pisa) si arriverebbe a 36 reti, 4 in più rispetto ai palloni sinora raccolti in fondo al sacco dal fanalino di coda Prato.
Le altre squadre hanno disputato solo 17 partite, ma difficilmente potranno cadere così in basso.
Si potrebbe obiettare che Lisuzzo ha disputato solo 12’ sul campo del Pro Piacenza e appena metà secondo tempo nel successivo match con il Livorno, in due casi nei quali il Pisa ha chiuso con la porta inviolata. In realtà il numero 4 in entrambe le gare è subentrato nei momenti di maggior pressione sulla retroguardia, che soprattutto nel confronto con la capolista ha resistito grazie alla solidità del veterano.
Se comunque, per essere più equi, decidessimo di includere una di queste sfide nel calcolo (considerando 6 gol in 4 giornate, non in 3), la proiezione scenderebbe a quota 27 e varrebbe la terzultima retroguardia, davanti al Prato (32 gol) e alla Carrarese (31 gol).
L’ALTALENA DEL SINDACO
L’assenza di Lisuzzo dall’undici titolare in 5 delle ultime 6 gare rappresenta solo l’ultimo degli ostacoli incontrati dal difensore siciliano nella sua esperienza nerazzurra, che gli ha riservato momenti di grande esaltazione, ma anche più di un periodo buio.
Già il primo anno, nel 2014-15 con Piero Braglia, lo stopper si sedette in panchina per 4 gare consecutive (da Pisa – Gubbio a Pro Piacenza – Pisa) racimolando la miseria di 5’. Con Gattuso partì fra le riserve e vi rimase nei primi 4 incontri di campionato e di seguito per altre 2 partite, ricevendo il via libera solo dopo il primo infortunio capitato a Polverini.
Altri periodi fuori squadra fra dicembre 2015 e gennaio 2016 (soprattutto per infortunio) e poi a marzo, prima di diventare il perno del Pisa nei playoff e anche nella scorsa stagione in B, salvo un lungo infortunio muscolare rimediato nella trasferta di Cittadella.
Da subentrato, dopo una poco comprensibile esclusione, l’unico gol del 2016-17 nella trasferta di Perugia.
Massimo Berutto
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