Sicurezza
Wim e quel derby che portò la serie A
Pisa-Arezzo 1984-85: il pari interno valse la promozione e un biglietto d’accesso per la Mitropa Cup, poi vinta
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PISA. La presenza di Willem Kieft all’Arena in occasione di Pisa-Arezzo, oltre ad essere graditissima e foriera di splendidi ricordi, ha anche una valenza simbolica: un pareggio interno del suo Pisa con gli amaranto sancì la promozione in A il 16 giugno 1985 e consentì la difesa della vetta, per differenza reti nei confronti del Lecce, con la conseguente qualificazione alla Mitropa Cup, che 5 mesi dopo avrebbe regalato il primo successo europeo. Quel Pisa era stato l’ultimo ad inanellare 16 risultati utili consecutivi, traguardo eguagliato quest’anno. I nerazzurri di Gigi Simoni rimasero imbattuti fino alla 17ª giornata, mentre quello attuale affronterà ora la diciottesima, avendo perso la prima ad Olbia.
AREZZO NELLA CODA. Romeo Anconetani storse la bocca, perché avrebbe voluto chiudere il torneo cadetto con un successo (i vincenti non si accontentano mai), ma quel punticino con l’Arezzo bastò per aprire le porte della storia. Anche quest’anno il Pisa finirà la stagione agonistica affrontando la medesima squadra, sebbene a campo invertito e alla penultima giornata, dato che l’undici di Corrado riposerà nel turno conclusivo.
IL RILANCIO DEL BOMBER. La doppia affermazione (promozione in A e Mitropa Cup) segnò la rinascita di Kieft, uscito scottato dal primo anno di calcio italiano. La Scarpa d’Oro 1982, ingaggiata nell’estate 1983 dall’Ajax per un miliardo di lire, siglò soltanto tre reti, di cui due su rigore, dopo un digiuno assoluto che si era protratto per due terzi di un campionato destinato, anche per questo motivo, alla retrocessione in B. L’umiltà di ripartire dalla serie cadetta fu l’arma vincente: l’olandese si rivitalizzò segnando 15 reti e 7 nel successivo torneo di A, disputando poi una buona metà di stagione nel Torino (19 presenze e 8 centri) fermandosi per un infortunio. Anno di gloria il 1988, con un doppio alloro continentale: la Coppa dei Campioni con il Psv Eindhoven e l’Europeo nella Nazionale orange.
Massimo Berutto
AREZZO NELLA CODA. Romeo Anconetani storse la bocca, perché avrebbe voluto chiudere il torneo cadetto con un successo (i vincenti non si accontentano mai), ma quel punticino con l’Arezzo bastò per aprire le porte della storia. Anche quest’anno il Pisa finirà la stagione agonistica affrontando la medesima squadra, sebbene a campo invertito e alla penultima giornata, dato che l’undici di Corrado riposerà nel turno conclusivo.
IL RILANCIO DEL BOMBER. La doppia affermazione (promozione in A e Mitropa Cup) segnò la rinascita di Kieft, uscito scottato dal primo anno di calcio italiano. La Scarpa d’Oro 1982, ingaggiata nell’estate 1983 dall’Ajax per un miliardo di lire, siglò soltanto tre reti, di cui due su rigore, dopo un digiuno assoluto che si era protratto per due terzi di un campionato destinato, anche per questo motivo, alla retrocessione in B. L’umiltà di ripartire dalla serie cadetta fu l’arma vincente: l’olandese si rivitalizzò segnando 15 reti e 7 nel successivo torneo di A, disputando poi una buona metà di stagione nel Torino (19 presenze e 8 centri) fermandosi per un infortunio. Anno di gloria il 1988, con un doppio alloro continentale: la Coppa dei Campioni con il Psv Eindhoven e l’Europeo nella Nazionale orange.
Massimo Berutto
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