Sicurezza
«Prima dai tifosi, poi entro»
Il presidente Corrado: contro il Livorno non posso lasciare la squadra da sola
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PISA. «Cari tifosi, la proprietà del Pisa Sporting Club è, suo malgrado, ben a conoscenza dello “stato di salute precaria” in cui versa l’Arena Garibaldi dal giorno in cui, per la prima volta, si è recata allo stadio per un sopralluogo prima della acquisizione della società».
Inizia così la lunga lettera aperta che il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado ha scritto ieri sera, raccogliendo l’invito dei gruppi della Nord per andare domenica a vedere di persona i disagi e le difficoltà ma specificando che il suo dovere, quando l’arbitro fischierà l’inizio della partita, sarà di essere accanto alla squadra: «Io, come presidente del Pisa Sporting Club, sarò orgoglioso di passare all’esterno della Curva Nord domenica alle 14 e salutare chi ha deciso di restare fuori dallo stadio per manifestare la propria insoddisfazione. Con l’anima resterò fuori con questi tifosi anche durante la partita, ma con il corpo e il cuore non potrò fare a meno di entrare e stare vicino alla squadra in una partita molto importante per il nostro cammino in campionato».
LO STILLICIDIO DI SPESE. Corrado torna quindi al tardo autunno 2016: «Quel giorno abbiamo compreso come lo stadio fosse uno degli aspetti più critici a cui porre rimedio invece di essere un asset strategico, aspetto fondamentale per una società di calcio moderna e all’avanguardia. Per di più, dopo l’immane fatica per “liberare” il Pisa Sporting Club, abbiamo anche rischiato di non avere a disposizione l’Arena per il girone di ritorno del Campionato di Serie B. Infatti, per ottenere l’agibilità decaduta il 31 dicembre 2016 abbiamo dovuto effettuare ingenti lavori, che si andavano a sommare a quelli già compiuti dal dottor Stefano Nesi di Ngm (che ringraziare sentitamente)».
Da quel momento, aggiunge il presidente del Pisa, «numerosi altri lavori si sono resi necessari per adempiere settimanalmente alle normative imposte dalle autorità di sicurezza. Purtroppo i nostri continui impegni economici potranno solamente garantire l’utilizzo dello stadio alle attuali condizioni, senza la possibilità di aumentare la capienza. A tutto ciò aggiungiamo il disagio generato nei giorni delle partite agli abitanti di Porta a Lucca, a causa di uno stadio fatiscente, senza aree di sfogo, le cui vie di accesso comprimono pesantemente le abitazioni circostanti. Tutti questi motivi ci hanno spinto a porre come primo punto del nostro programma strategico per la rinascita del Pisa Sporting Club la ristrutturazione della attuale Arena».
LA RISTRUTTURAZIONE. «Poiché - continua Corrado - la situazione dell’Arena peggiorava di giorno in giorno, non avendo nemmeno un minuto da perdere, già alla fine di gennaio 2017 abbiamo presentato al Comune di Pisa la nostra idea per la ristrutturazione dello stadio. Abbiamo avviato la nostra progettualità, come tutti sapete, con grande trasparenza, nel rispetto di tutte le indicazioni dettate dalla legge, pur avendo dovuto superare qualche intoppo burocratico e politico di troppo. Oggi per la città, per la squadra e i tifosi stiamo cercando di accelerare al massimo l’iter burocratico di approvazione e ottenere l’esecutività per l’avvio dei lavori.
Al contempo, crediamo che la nostra proprietà non possa fare di più di quanto fatto fino ad oggi. Abbiamo reso l’Arena agibile e stiamo cercando di regalare alla città di Pisa un luogo di intrattenimento unico che non penalizzi ma privilegi gli abitanti della zona, che sia degno dei nostri tifosi e della storia del Pisa Sporting Club e che risolva, per sempre, una problematica che ancora oggi crea profondi disagi. Grazie e Forza Magico Pisa!».
IL SINDACO. Sul nodo Arena e la protesta dei tifosi per l’insufficiente capienza dell’Arena Garibaldi in occasione (anche) del derby, il sindaco Marco Filippeschi ha spiegato le ragioni del Comune nella trasmissione di Punto Radio “Addosso ai fatti” condotta ieri mattina da Massimo Marini. «Il mancato ampliamento dell’Arena è fortemente condizionato da un progetto di ristrutturazione completo», dice il primo cittadino.
LA SITUAZIONE. «Dal 22 giugno - dice il sindaco - abbiamo una manifestazione di interesse mentre il progetto è stato presentato il 31 ottobre scorso. In questa situazione il Comune non può avere un dirigente che si occupa dell’ampliamento del curvino, che fra l’altro è rimasto chiuso per molto tempo e per il quale gli ultimi rilievi hanno accertato un problema antisismico nella struttura. Nel frattempo però noi non siamo stati a guardare: la nostra proposta era stata di 700.000 euro e noi ne abbiamo spesi 300.000 per migliorie e anche la società si è mossa. È una situazione sospesa. D’altro canto, se si va avanti con la ristrutturazione andremo incontro a momenti difficili. Se invece il progetto di ristrutturazione verrà interrotto, e questo non lo auspico, potremo rimettere mano ai lavori mancanti allo stadio. Anche altre città che hanno ristrutturato lo stadio sono andate incontro come noi a queste problematiche».
Il sindaco inoltre spiega: «Posso dire con certezza che è iniziato un percorso. Il 15 novembre ho incontrato personalmente la dottoressa Elisabetta Spitz, numero uno di Invimit, nei giorni scorsi sono stato con il responsabile del patrimonio a dare una quantificazione al progetto, abbiamo iniziato un percorso anche con la Regione Toscana perché nella zona di Pisa Nord ci sono anche da risolvere anche degli aspetti idraulici, infatti se ne stanno occupando anche gli assessori Zambito e Serfogli. Quello che è certo è che la convenzione ponte va firmata velocemente. Nessuno vuol mettere in difficoltà nessuno ma questa è una cosa necessaria da fare è già la prossima settimana ci sarà un incontro importante».
VIGILI DEL FUOCO ALL’ARENA. Rimosso tutto ciò che si sarebbe potuto trasformare in un oggetto da lanciare, un sasso, un sanpietrino o in una spranga. È questa la logica che ha guidato l'intervento dei vigili del fuoco all'Arena andato in scena ieri mattina intorno alle 9. La squadra della sede centrale è intervenuta su richiesta dell’amministrazione comunale presso lo stadio per un «dissesto statico», scrivono in una nota i vigili”. «Nel corso della verifica sono state rimosse alcune porzioni di intonaco e copriferro pericolanti nella zona gradinata e curva sud. L’intervento è durato circa due ore ed è stato necessario l’uso dell’autoscala» prosegue il comunicato. Si tratta proprio del settore destinato ai tifosi livornesi. Uno spicchio di stadio in gradi di ospitare non più di 430 spettatori. Anche se finora sono stati staccati appena una decina di biglietti. Il comandante Ugo D'Anna precisa: «Non c'è un problema di agibilità. Quella porzione di stadio può essere utilizzata, ma siamo intervenuti su richiesta del Comune per ragioni di sicurezza legate all'ordine pubblico. Quelle porzioni di intonaco potevano trasformarsi in oggetti da lanciare in campo».
Antonio Scuglia
Antonio Tognoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Inizia così la lunga lettera aperta che il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado ha scritto ieri sera, raccogliendo l’invito dei gruppi della Nord per andare domenica a vedere di persona i disagi e le difficoltà ma specificando che il suo dovere, quando l’arbitro fischierà l’inizio della partita, sarà di essere accanto alla squadra: «Io, come presidente del Pisa Sporting Club, sarò orgoglioso di passare all’esterno della Curva Nord domenica alle 14 e salutare chi ha deciso di restare fuori dallo stadio per manifestare la propria insoddisfazione. Con l’anima resterò fuori con questi tifosi anche durante la partita, ma con il corpo e il cuore non potrò fare a meno di entrare e stare vicino alla squadra in una partita molto importante per il nostro cammino in campionato».
LO STILLICIDIO DI SPESE. Corrado torna quindi al tardo autunno 2016: «Quel giorno abbiamo compreso come lo stadio fosse uno degli aspetti più critici a cui porre rimedio invece di essere un asset strategico, aspetto fondamentale per una società di calcio moderna e all’avanguardia. Per di più, dopo l’immane fatica per “liberare” il Pisa Sporting Club, abbiamo anche rischiato di non avere a disposizione l’Arena per il girone di ritorno del Campionato di Serie B. Infatti, per ottenere l’agibilità decaduta il 31 dicembre 2016 abbiamo dovuto effettuare ingenti lavori, che si andavano a sommare a quelli già compiuti dal dottor Stefano Nesi di Ngm (che ringraziare sentitamente)».
Da quel momento, aggiunge il presidente del Pisa, «numerosi altri lavori si sono resi necessari per adempiere settimanalmente alle normative imposte dalle autorità di sicurezza. Purtroppo i nostri continui impegni economici potranno solamente garantire l’utilizzo dello stadio alle attuali condizioni, senza la possibilità di aumentare la capienza. A tutto ciò aggiungiamo il disagio generato nei giorni delle partite agli abitanti di Porta a Lucca, a causa di uno stadio fatiscente, senza aree di sfogo, le cui vie di accesso comprimono pesantemente le abitazioni circostanti. Tutti questi motivi ci hanno spinto a porre come primo punto del nostro programma strategico per la rinascita del Pisa Sporting Club la ristrutturazione della attuale Arena».
LA RISTRUTTURAZIONE. «Poiché - continua Corrado - la situazione dell’Arena peggiorava di giorno in giorno, non avendo nemmeno un minuto da perdere, già alla fine di gennaio 2017 abbiamo presentato al Comune di Pisa la nostra idea per la ristrutturazione dello stadio. Abbiamo avviato la nostra progettualità, come tutti sapete, con grande trasparenza, nel rispetto di tutte le indicazioni dettate dalla legge, pur avendo dovuto superare qualche intoppo burocratico e politico di troppo. Oggi per la città, per la squadra e i tifosi stiamo cercando di accelerare al massimo l’iter burocratico di approvazione e ottenere l’esecutività per l’avvio dei lavori.
Al contempo, crediamo che la nostra proprietà non possa fare di più di quanto fatto fino ad oggi. Abbiamo reso l’Arena agibile e stiamo cercando di regalare alla città di Pisa un luogo di intrattenimento unico che non penalizzi ma privilegi gli abitanti della zona, che sia degno dei nostri tifosi e della storia del Pisa Sporting Club e che risolva, per sempre, una problematica che ancora oggi crea profondi disagi. Grazie e Forza Magico Pisa!».
IL SINDACO. Sul nodo Arena e la protesta dei tifosi per l’insufficiente capienza dell’Arena Garibaldi in occasione (anche) del derby, il sindaco Marco Filippeschi ha spiegato le ragioni del Comune nella trasmissione di Punto Radio “Addosso ai fatti” condotta ieri mattina da Massimo Marini. «Il mancato ampliamento dell’Arena è fortemente condizionato da un progetto di ristrutturazione completo», dice il primo cittadino.
LA SITUAZIONE. «Dal 22 giugno - dice il sindaco - abbiamo una manifestazione di interesse mentre il progetto è stato presentato il 31 ottobre scorso. In questa situazione il Comune non può avere un dirigente che si occupa dell’ampliamento del curvino, che fra l’altro è rimasto chiuso per molto tempo e per il quale gli ultimi rilievi hanno accertato un problema antisismico nella struttura. Nel frattempo però noi non siamo stati a guardare: la nostra proposta era stata di 700.000 euro e noi ne abbiamo spesi 300.000 per migliorie e anche la società si è mossa. È una situazione sospesa. D’altro canto, se si va avanti con la ristrutturazione andremo incontro a momenti difficili. Se invece il progetto di ristrutturazione verrà interrotto, e questo non lo auspico, potremo rimettere mano ai lavori mancanti allo stadio. Anche altre città che hanno ristrutturato lo stadio sono andate incontro come noi a queste problematiche».
Il sindaco inoltre spiega: «Posso dire con certezza che è iniziato un percorso. Il 15 novembre ho incontrato personalmente la dottoressa Elisabetta Spitz, numero uno di Invimit, nei giorni scorsi sono stato con il responsabile del patrimonio a dare una quantificazione al progetto, abbiamo iniziato un percorso anche con la Regione Toscana perché nella zona di Pisa Nord ci sono anche da risolvere anche degli aspetti idraulici, infatti se ne stanno occupando anche gli assessori Zambito e Serfogli. Quello che è certo è che la convenzione ponte va firmata velocemente. Nessuno vuol mettere in difficoltà nessuno ma questa è una cosa necessaria da fare è già la prossima settimana ci sarà un incontro importante».
VIGILI DEL FUOCO ALL’ARENA. Rimosso tutto ciò che si sarebbe potuto trasformare in un oggetto da lanciare, un sasso, un sanpietrino o in una spranga. È questa la logica che ha guidato l'intervento dei vigili del fuoco all'Arena andato in scena ieri mattina intorno alle 9. La squadra della sede centrale è intervenuta su richiesta dell’amministrazione comunale presso lo stadio per un «dissesto statico», scrivono in una nota i vigili”. «Nel corso della verifica sono state rimosse alcune porzioni di intonaco e copriferro pericolanti nella zona gradinata e curva sud. L’intervento è durato circa due ore ed è stato necessario l’uso dell’autoscala» prosegue il comunicato. Si tratta proprio del settore destinato ai tifosi livornesi. Uno spicchio di stadio in gradi di ospitare non più di 430 spettatori. Anche se finora sono stati staccati appena una decina di biglietti. Il comandante Ugo D'Anna precisa: «Non c'è un problema di agibilità. Quella porzione di stadio può essere utilizzata, ma siamo intervenuti su richiesta del Comune per ragioni di sicurezza legate all'ordine pubblico. Quelle porzioni di intonaco potevano trasformarsi in oggetti da lanciare in campo».
Antonio Scuglia
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©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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