Sicurezza
«Che goduria segnare contro il Pisa»
di Fabrizio Pucci
Diamanti è l’uomo gol amaranto degli ultimi derby. «Punto su Vantaggiato»
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LIVORNO. Quiz del giorno. Chi ha segnato gli ultimi due gol del Livorno ai cugini nerazzurri? Risposta facile facile, da accendere senza chiedere l'aiuto da casa: Alessandro Diamanti. Lui, otto anni e mezzo dopo ripensa a quei due calci di punizione magici: «Sì. Ho segnato due reti al Pisa. Con grande goduria, ma anche con un bel po' di dispiacere in fondo al cuore».
Dispiacere perché il derby di ritorno fu vinto dai nerazzurri?
«Quelle sono cose che succedono. Il disappunto – allora come oggi – era dovuto al fatto che ai pisani fu vietata la trasferta all'Ardenza e stesso trattamento fu riservato ai nostri tifosi cui fui impedito di venire all'Arena Garibaldi. Quelle due partite furono riservate ai soli abbonati. Oggi più o meno si ripete la stessa situazione. Quattrocento biglietti o poco più concessi ai livornesi sono una miseria. Così si ammazza il calcio. Si vuole ammazzare la passione».
Originale la sua esultanza dopo il gol segnato a Pisa che fu significativa. La vuole ricordare?
«Feci cento metri di corsa per andare a festeggiare sotto la curva dei nostri tifosi che era vuota. Fu un gesto che mi vene spontaneo. Dal cuore. Per la nostra gente».
Che ricordi ha dei giorni precedenti il derby?
«Quello di andata, in casa nostra fu più tranquillo. Anche l'attesa fu serena. Ricordo che segnai su punizione nel finale. Poi pareggiò Genevier su rigore battuto due volte. Molto diverso fu il derby di ritorno».
Perché?
«Durante la settimana i ragazzi della curva vennero al Centro Coni a darci sostegno nostri tifosi. Poi il giorno della partita a bordo degli scooter scortarono il pullman fino alle porte di Pisa. Quel gesto d'amore mi dette una carica mostruosa. Avrei portato il pullman a spinta fino all'Arena Garibaldi. Qualche mio compagno di squadra invece se la fece sotto».
Ma come è possibile?
«Non tutti hanno gli attributi per sopportare la pressione di un derby. Per farlo serve personalità, ma tanti non ce l'hanno e si sgonfiano come palloncini. In questi casi sarebbe meglio appendere gli scarpini al chiodo».
Diamanti invece...
«Io il derby lo avrei voluto giocare il lunedì, il martedì e tutti i giorni della settimana perché quelle sono partite bellissime. Quel giorno a Pisa a me non mancò nulla: fui anche espulso e il compianto Farina non arbitrò benissimo».
Che rapporto ha lei con i derby?
«Buonissimo. Ne ho giocati tanti e diversi. In Prato-Pistoiese vinsi e segnai nella partita di andata e in quella di ritorno. Con il Pisa due gol. West Ham-Arsenal, gol. West Ham-Chelsea, gol. Bologna-Cesena, gol. L'unico che mi è andato male è West Ham-Tottenham. Ah trai derby ci metto anche Italia-Germania 2-0 degli Europei del 2012».
Insomma: è uno specialista. Quindi saprebbe pure dare un consiglio alla squadra...
«Ma no. C'è Sottil che un allenatore con le palle. È un ottimo condottiero. Era un osso da giocatore e ha mantenuto la sua grinta da allenatore. E non dimentichiamoci che nello spogliatoio c'è Igor Protti che sa bene che cosa è la livornesità»
Parliamo della partita di domenica. Chi vede favorito?
«Impossibile dirlo. Nei derby la classifica non conta. Queste sono partite da uomini veri. E il Livorno di uomini veri ne ha tanti. E ha pure quel modo di giocare alla livornese che fa impazzire i tifosi perché ha ripreso tate partite nei minuti finali. Io ho visto dal vivo Livorno-Lucchese e in tv Siena-Livorno. Questi ragazzi non mollano mai».
Chi può essere decisivo ?
«Conosco bene Vantaggiato. Ci ho giocato insieme a Bologna. Se sta bene, in questa categoria fa la differenza».
Diamanti e il Livorno. Storia di un amore finito o infinito?
«Per me il Livorno è una fede. Non è mai stato un lavoro giocare con la maglia amaranto. Mi sento livornese come mentalità perché ho lo stesso approccio alla vita della gente di Livorno. Il mio futuro? Ho ricevuto tante offerte dall'estero, ma ho preso tempo perché voglio capire bene che cosa devo fare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dispiacere perché il derby di ritorno fu vinto dai nerazzurri?
«Quelle sono cose che succedono. Il disappunto – allora come oggi – era dovuto al fatto che ai pisani fu vietata la trasferta all'Ardenza e stesso trattamento fu riservato ai nostri tifosi cui fui impedito di venire all'Arena Garibaldi. Quelle due partite furono riservate ai soli abbonati. Oggi più o meno si ripete la stessa situazione. Quattrocento biglietti o poco più concessi ai livornesi sono una miseria. Così si ammazza il calcio. Si vuole ammazzare la passione».
Originale la sua esultanza dopo il gol segnato a Pisa che fu significativa. La vuole ricordare?
«Feci cento metri di corsa per andare a festeggiare sotto la curva dei nostri tifosi che era vuota. Fu un gesto che mi vene spontaneo. Dal cuore. Per la nostra gente».
Che ricordi ha dei giorni precedenti il derby?
«Quello di andata, in casa nostra fu più tranquillo. Anche l'attesa fu serena. Ricordo che segnai su punizione nel finale. Poi pareggiò Genevier su rigore battuto due volte. Molto diverso fu il derby di ritorno».
Perché?
«Durante la settimana i ragazzi della curva vennero al Centro Coni a darci sostegno nostri tifosi. Poi il giorno della partita a bordo degli scooter scortarono il pullman fino alle porte di Pisa. Quel gesto d'amore mi dette una carica mostruosa. Avrei portato il pullman a spinta fino all'Arena Garibaldi. Qualche mio compagno di squadra invece se la fece sotto».
Ma come è possibile?
«Non tutti hanno gli attributi per sopportare la pressione di un derby. Per farlo serve personalità, ma tanti non ce l'hanno e si sgonfiano come palloncini. In questi casi sarebbe meglio appendere gli scarpini al chiodo».
Diamanti invece...
«Io il derby lo avrei voluto giocare il lunedì, il martedì e tutti i giorni della settimana perché quelle sono partite bellissime. Quel giorno a Pisa a me non mancò nulla: fui anche espulso e il compianto Farina non arbitrò benissimo».
Che rapporto ha lei con i derby?
«Buonissimo. Ne ho giocati tanti e diversi. In Prato-Pistoiese vinsi e segnai nella partita di andata e in quella di ritorno. Con il Pisa due gol. West Ham-Arsenal, gol. West Ham-Chelsea, gol. Bologna-Cesena, gol. L'unico che mi è andato male è West Ham-Tottenham. Ah trai derby ci metto anche Italia-Germania 2-0 degli Europei del 2012».
Insomma: è uno specialista. Quindi saprebbe pure dare un consiglio alla squadra...
«Ma no. C'è Sottil che un allenatore con le palle. È un ottimo condottiero. Era un osso da giocatore e ha mantenuto la sua grinta da allenatore. E non dimentichiamoci che nello spogliatoio c'è Igor Protti che sa bene che cosa è la livornesità»
Parliamo della partita di domenica. Chi vede favorito?
«Impossibile dirlo. Nei derby la classifica non conta. Queste sono partite da uomini veri. E il Livorno di uomini veri ne ha tanti. E ha pure quel modo di giocare alla livornese che fa impazzire i tifosi perché ha ripreso tate partite nei minuti finali. Io ho visto dal vivo Livorno-Lucchese e in tv Siena-Livorno. Questi ragazzi non mollano mai».
Chi può essere decisivo ?
«Conosco bene Vantaggiato. Ci ho giocato insieme a Bologna. Se sta bene, in questa categoria fa la differenza».
Diamanti e il Livorno. Storia di un amore finito o infinito?
«Per me il Livorno è una fede. Non è mai stato un lavoro giocare con la maglia amaranto. Mi sento livornese come mentalità perché ho lo stesso approccio alla vita della gente di Livorno. Il mio futuro? Ho ricevuto tante offerte dall'estero, ma ho preso tempo perché voglio capire bene che cosa devo fare».
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