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Pisa

Pisa-Livorno: sulla capienza si attende l'ultimo verdetto

di Antonio Scuglia
Pisa-Livorno: sulla capienza si attende l'ultimo verdetto

Intanto, i nerazzurri domani sera in campo al Garilli mentre la Robur osserva il suo turno di riposo

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PISA. I nerazzurri hanno continuato a prepararsi a porte chiuse e da San Piero a Grado filtra poco. De Vitis torna sicuramente fra i convocabili, ma è difficile dire se Pazienza lo rischierà, visto che l’impegno successivo contro il Livorno richiederà una condizione ottimale da parte dei titolari più importanti.

Un altro paio di condizioni andranno verificate: Negro non sarebbe al meglio, Cernigoi è alle prese con un problemino muscolare. Quale formazione vedremo in campo al Garilli? È probabile che si insista con una difesa a tre, che potendo contare sui titolari Lisuzzo, Ingrosso e carillo dà solidissime garanzie. L’altra faccia della medaglia è il sacrificio tattico di Mannini che, se deve farsi tutta la fascia, non può sicuramente incidere in attacco come sarebbe auspicabile . Può darsi che stamani Michele Pazienza in conferenza stampa sciolga qualche dubbio in merito.

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GLI AVVERSARI. La gara con gli emiliani sarà meno facile di quanto suggerisca la classifica. Il Pro Piacenza è terzultimo e non dispone di una rosa di grandi nomi, ma dopo un avvio molto stentato sta trovando nelle ultime giornate la quadratura del cerchio. E la spiegazione è semplice: stanco di ricevere applausi “gratis” per le prestazioni , l’allenatore Fulvio Pea ha cambiato registro restituendo, come ricorda il portale piacenza24.eu, «solidità e compattezza alla sua formazione a discapito del bel gioco, che però non portava risultati. La costante delle gare contro Monza e Arezzo è la difesa a tre, che ha consentito a Gori (ottimo il rendimento del portiere rossonero in questa fase di campionato) di raccogliere solo una volta il pallone in fondo al sacco negli ultimi 180’. Il “nuovo” Pro è meno spettacolare, ma decisamente più concreto. Subisce poco e concretizza».

IL DERBY. Domani si riunirà la Commissione provinciale di vigilanza per decidere sulla capienza dello stadio in occasione del derby di domenica prossima. Le indicazioni giunte sinora (Osservatorio del Viminale e Gos) parlano di una situazione bloccata: niente deroghe, 8600 posti totali dei quali 400 nel settore ospiti. E i gruppi organizzati delle due tifoserie hanno deciso di disertare l’Arena per protesta.

Mentre in curva Nord l’agibilità è ridottissima per via della normativa antisismica, in curva Sud “fisicamente” ci sarebbe posto per molti altri spettatori, ma a quanto pare la questura non ha mai ottenuto le telecamere ad alta definizione richieste per la videosorveglianza. Tornando alla Nord, la capienza di 2500 posti è assolutamente insufficiente - addirittura offensiva per la città - e non solo per il derby: una deroga “miracolosa” spazzerebbe via le polemiche, ma chi la firmerebbe? Difficile dirlo. In effetti sotto la vecchia gestione Petroni era in predicato l’idea di fare subito i lavori al “curvino” per riaprirlo, a cura della Ngm il cui patron Stefano Nesi anticipava le spese dello stadio in quanto titolare del marketing, mentre i titolari del club mandavano un avvocato o un amministratore unico diverso ad ogni riunione con il Comune per la nuova convenzione. L’unico problema è che con la vecchia proprietà avremmo avuto probabilmente i lavori alla curva, ma il derby Pisa-Livorno sarebbe stato fra i nerazzurri e il Carli Salviano o l’Antignano (società rispettabilissime e militanti in Seconda categoria): proprio un anno fa di questi tempi Abodi scopriva che il vecchio Pisa aveva già un debito di 4,5 milioni di euro e si cercava disperatamente un compratore che evitasse il fallimento.
 

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