Gioco
Otto punti gettati via sono l’esatta differenza fra il Pisa e la capolista
di Antonio Scuglia
Sembra incredibile ma sfruttando meglio gli episodi (ed evitando le beffe) il Livorno sarebbe già stato raggiunto
4 MINUTI DI LETTURA
PISA. D’accordo, il Livorno sta giocando meglio del Pisa, non sbaglia una partita, se viene colpito rimonta sempre e se segna per primo dilaga, eccetera eccetera. Ed ha anche una partita in più da giocare. È vero che l’arrivo è al Vigorelli, come ricordava spesso il Presidentissimo Romeo Anconetani, ma finora a livello di concretezza c’è stata una superiorità tanto smaccata sulla concorrenza che addirittura qualche tifoso pisano, con spirito goliardico, ha già organizzato su facebook l’evento “Festa promozione As Livorno Calcio” per il 6 maggio 2018.
Ma se scendiamo nei dettagli scopriamo curiosamente che se il Pisa non avesse buttato alle ortiche otto punti in altrettante partite decise da errori clamorosi in pieno recupero, nefandezze tattiche o sfortuna allo stato puro, oggi avrebbe gli stessi punti (33) della capolista. Neanche uno in meno.
STOP NORMALI. Non stiamo quindi considerando le partite in cui il Pisa ha semplicemente giocato male oppure il risultato maturato sul campo era nella logica. A Olbia (1-0, prima giornata) gli avversari correvano il doppio; in casa col Siena (0-0, terza giornata) i bianconeri hanno giostrato a proprio piacimento; a Lucca (1-1, ottava giornata) i rossoneri giocavano per loro stessa ammissione (la partita dell’anno) e sono passati in vantaggio su uno svarione difensivo; a Piacenza (0-0, undicesima giornata) il pari era un esito normalissimo. Come vedete, non cerchiamo il pelo nell’uovo. Anche perché il Pisa con lo 0-0 di domenica ha messo in cascina il tredicesimo risultato utile consecutivo. Andiamo invece a vedere i punti buttati via per davvero per episodi sfortunati (tre) o scarso amor di patria (uno).
MONZA-PISA 0-0. Seconda giornata: dopo il ko di Olbia assistiamo a un primo tempo così così su un campo molto pesante, ma nella ripresa il Pisa prende le redini del gioco e al 93’ Eusepi viene messo giù a un metro dalla porta: rigore, il Re va sul dischetto e piazza la palla a mezza altezza sulla sinistra del portiere Liverani che riesca a toccare col braccio di richiamo, la palla rimbalza come se avesse colpito il palo, attraversa tutto lo specchio della porta e si perde fuori.
PISA-GAVORRANO 0-0. Nona giornata: è il canto del cigno di Gautieri, che verrà esonerato tre giorni dopo (sconfitta del Pisa B in Coppa contro il Pontedera) ma in realtà perde il posto di lavoro pareggiando contro l’ultima in classifica, sino allora a zero punti. Non basta l’espulsione dell’uomo migliore dei maremmani, Vitiello, al 17’ del secondo tempo. Pisa in totale confusione, Mannini e Negro fatti entrare solo al 15’ st, e nel finale due parate miracolose del giovanissimo portiere ospite Salvalaggio. Indubbiamente la peggior partita stagionale dei nostri, senza nulla togliere alla determinazione degli avversari e alla bravura del loro tecnico Favarin. È mancata, da parte della squadra, la grinta necessaria e con essa la voglia di difendere con le unghie e i denti una panchina ormai traballante. Evidentemente era destino.
PISA-PISTOIESE 3-3. Dodicesima giornata: partita obiettivamente bellissima, il Pisa va subito sotto poi per 20 minuti prende a pallonate gli avversari e ribalta il risultato oltre a reclamare un giusto rigore non concesso, per fallo in area su Mannini.
Raggiunto prima dell’intervallo, l’undici che intanto era stato affidato in pianta stabila e Michele Pazienza (inizialmente allenatore “ad interim”) attacca con rabbia e segna il 3-2 all’85’. Ma nell’ultimissima azione, al 94’, su punizione da centrocampo del numero uno ospite Zaccagno, il portiere pisano Petkovic azzarda un’uscita non necessaria al limite dell’area e invece di allontanare prova a bloccare la palla, regalandola a Zullo, difensore centrale degli arancioni, che, spalle alla porta, con un colpo di biliardo piazza un pallonetto da antologia.
PISA-GIANA ERMINIO 0-0. Qui a dire il vero i due punti buttati sono quelli già frettolosamente “assegnati” dai bookmaker, ma i lombardi giocano a calcio e anche bene. Lo spreco è sotto porta dove Masucci manca per due volte l’aggancio vincente sotto porta nei primi minuti, poi il Pisa - come era successo col Gavorrano - non sfrutta l’espulsione di Pinto al 19’ st: quasi al 90’ il solito Masucci (ottimo attaccante: se è arrivato tre volte al tiro, quattro considerando una bella rovesciata nel primo tempo, vuol dire che in area di rigore è un brutto cliente per gli avversari) trova lo stacco giusto su corner di Peralta ma la palla sorvola di un soffio la traversa. E così il giovanissimo Taliento, alla sua seconda partita da titolare in serie C, si salva.
Ma se scendiamo nei dettagli scopriamo curiosamente che se il Pisa non avesse buttato alle ortiche otto punti in altrettante partite decise da errori clamorosi in pieno recupero, nefandezze tattiche o sfortuna allo stato puro, oggi avrebbe gli stessi punti (33) della capolista. Neanche uno in meno.
STOP NORMALI. Non stiamo quindi considerando le partite in cui il Pisa ha semplicemente giocato male oppure il risultato maturato sul campo era nella logica. A Olbia (1-0, prima giornata) gli avversari correvano il doppio; in casa col Siena (0-0, terza giornata) i bianconeri hanno giostrato a proprio piacimento; a Lucca (1-1, ottava giornata) i rossoneri giocavano per loro stessa ammissione (la partita dell’anno) e sono passati in vantaggio su uno svarione difensivo; a Piacenza (0-0, undicesima giornata) il pari era un esito normalissimo. Come vedete, non cerchiamo il pelo nell’uovo. Anche perché il Pisa con lo 0-0 di domenica ha messo in cascina il tredicesimo risultato utile consecutivo. Andiamo invece a vedere i punti buttati via per davvero per episodi sfortunati (tre) o scarso amor di patria (uno).
MONZA-PISA 0-0. Seconda giornata: dopo il ko di Olbia assistiamo a un primo tempo così così su un campo molto pesante, ma nella ripresa il Pisa prende le redini del gioco e al 93’ Eusepi viene messo giù a un metro dalla porta: rigore, il Re va sul dischetto e piazza la palla a mezza altezza sulla sinistra del portiere Liverani che riesca a toccare col braccio di richiamo, la palla rimbalza come se avesse colpito il palo, attraversa tutto lo specchio della porta e si perde fuori.
PISA-GAVORRANO 0-0. Nona giornata: è il canto del cigno di Gautieri, che verrà esonerato tre giorni dopo (sconfitta del Pisa B in Coppa contro il Pontedera) ma in realtà perde il posto di lavoro pareggiando contro l’ultima in classifica, sino allora a zero punti. Non basta l’espulsione dell’uomo migliore dei maremmani, Vitiello, al 17’ del secondo tempo. Pisa in totale confusione, Mannini e Negro fatti entrare solo al 15’ st, e nel finale due parate miracolose del giovanissimo portiere ospite Salvalaggio. Indubbiamente la peggior partita stagionale dei nostri, senza nulla togliere alla determinazione degli avversari e alla bravura del loro tecnico Favarin. È mancata, da parte della squadra, la grinta necessaria e con essa la voglia di difendere con le unghie e i denti una panchina ormai traballante. Evidentemente era destino.
PISA-PISTOIESE 3-3. Dodicesima giornata: partita obiettivamente bellissima, il Pisa va subito sotto poi per 20 minuti prende a pallonate gli avversari e ribalta il risultato oltre a reclamare un giusto rigore non concesso, per fallo in area su Mannini.
Raggiunto prima dell’intervallo, l’undici che intanto era stato affidato in pianta stabila e Michele Pazienza (inizialmente allenatore “ad interim”) attacca con rabbia e segna il 3-2 all’85’. Ma nell’ultimissima azione, al 94’, su punizione da centrocampo del numero uno ospite Zaccagno, il portiere pisano Petkovic azzarda un’uscita non necessaria al limite dell’area e invece di allontanare prova a bloccare la palla, regalandola a Zullo, difensore centrale degli arancioni, che, spalle alla porta, con un colpo di biliardo piazza un pallonetto da antologia.
PISA-GIANA ERMINIO 0-0. Qui a dire il vero i due punti buttati sono quelli già frettolosamente “assegnati” dai bookmaker, ma i lombardi giocano a calcio e anche bene. Lo spreco è sotto porta dove Masucci manca per due volte l’aggancio vincente sotto porta nei primi minuti, poi il Pisa - come era successo col Gavorrano - non sfrutta l’espulsione di Pinto al 19’ st: quasi al 90’ il solito Masucci (ottimo attaccante: se è arrivato tre volte al tiro, quattro considerando una bella rovesciata nel primo tempo, vuol dire che in area di rigore è un brutto cliente per gli avversari) trova lo stacco giusto su corner di Peralta ma la palla sorvola di un soffio la traversa. E così il giovanissimo Taliento, alla sua seconda partita da titolare in serie C, si salva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
