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Pisa

Nuova Arena: ecco gli snodi dell’iter burocratico

Francesco Loi
Nuova Arena: ecco gli snodi dell’iter burocratico

Il primo passo sarà la stima del valore dell’impianto sportivo: il Comune affiderà l’incarico all’Agenzia delle Entrate o ad una società specializzata

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PISA. Quanto vale oggi l’Arena Garibaldi? Stimare l’impianto sportivo di Porta a Lucca è lo snodo essenziale per far partire davvero l’iter che ha come approdo l’apertura dei cantieri per il restyling dello stadio. Durante il consiglio comunale di giovedì scorso l’assessora all’urbanistica Ylenia Zambito ha rivelato che il fondo interessato all’operazione di valorizzazione dello stadio (definizione tecnica, ovvero ristrutturarlo per ricavarne fonti di guadagno) è la Dea Capital Real Estate, una società di gestione del risparmio.

Il fondo, nel depositare lo studio di fattibilità in Comune, ha chiesto di utilizzare una nuova procedura, basata non più sulla legge Nardella, ma sulla legge di valorizzazione del patrimonio pubblico. Una procedura diversa, che richiede più passaggi, compreso un bando di gara. Ma il primo passaggio è avere una stima del bene.

A Palazzo Gambacorti, come spiega l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli, si sta lavorando alla definizione della procedura. Il primo nodo da sciogliere è quale sarà il soggetto incaricato della stima: potrebbe essere l’Agenzia delle Entrate oppure una società specializzata. Solo dopo questo primo passaggio, da stabilire entro la prossima settimana, potrà essere approvata la delibera per inserire il bene nel piano delle alienazioni/valorizzazioni.

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A questo punto il fondo di investimento dovrà presentare una manifestazione di interesse allegando anche un piano economico finanziario: in sostanza, l’investimento (il riferimento per ora sono 30 milioni di euro) ed i lavori previsti, per quanto tempo si richiederà la gestione dello stadio, le entrate attese. Peraltro su questa base il fondo dovrà stipulare l’intesa con il Pisa Sporting Club che dovrà utilizzare lo stadio, generando dagli eventi organizzati e dagli spazi commerciali ricavi che andranno a coprire quanto sostenuto dal fondo. Dentro il quale, secondo quanto noto a Palazzo Gambacorti, dovrebbe entrare anche il Pisa Sc sottoscrivendo un tot di quote.

Una volta ricevuta la manifestazione di interesse il Comune dovrà fare una gara, annunciata con bando pubblico, per capire se sul mercato ci sono altri operatori interessati (sembra improbabile che Dea Capital trovi dei concorrenti). A quel punto potrà essere avviata la procedura per la variante urbanistica che può richiedere fino ad un massimo di 180 giorni.

Il punto di partenza è dunque la stima e poi il passaggio in consiglio comunale della delibera per l’approvazione. A Palazzo Gambacorti si pensa di poter mettere l’atto all’ordine del giorno delle prime sedute del nuovo anno. Dagli assessori l’impegno a seguire con attenzione ogni passaggio. Ma nessun pronostico sui tempi che si renderanno necessari.
 

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