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Un gioco più rapido per far segnare Negro

Un gioco più rapido per far segnare Negro

Ecco come l’attaccante ha siglato le sue 18 reti nella stagione scorsa (oltre a sfornare 11 assist)

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PISA . Il gioco palla a terra e magari anche il 3-4-3 potrebbero rappresentare l’opportuna ricetta per riportare al gol Maikol Negro, che, subentrando ad Alessandria e a Piacenza, si è prodotto in qualche preziosismo, ma non si è sbloccato in fase realizzativa.

Cosa serve per mandare in rete la punta leccese? Abbiamo cercato di dare una risposta, analizzando le 18 gioie personali della scorsa stagione. L’anno di grazia per l’attaccante salentino, che ha collezionato il primato personale di segnature fra campionato e playoff, giocando da ala sinistra e spesso da “falso nove” nel 3-4-3 proposto da Gaetano Auteri a Matera. Due sono le principali modalità di innesco: il cross rasoterra dal fondo del campo e l’uno-due stretto con un compagno, dentro l’area o al limite, lateralmente o in profondità. Stesso discorso per Eusepi, molto diverso al primo sguardo, ma in realtà bisognoso dei medesimi rifornimenti.

CROSS BASSI. Per ispirare il numero 29 nerazzurro bisogna guadagnare il fondo del campo. Negro sarà in agguato in area piccola, basterà servirlo senza alzare eccessivamente la sfera. Cinque gol del 2016-17 sono arrivati in questo modo. Per due volte (la rete della vittoria sul Cosenza e la firma personale sul 4-2 assestato alla Casertana), la punta ha saputo trasformare palloni vaganti concessi dalle difese rivali.

FRUTTUOSI DIALOGHI. Ben 4 reti dello scorso anno sono state ispirate da un assist orizzontale o verticale, nello stretto, non solo dei compagni di reparto, ma anche in corridoio da parte di un centrocampista. Una specialità di cui Negro si è giovato, ma che a sua volta ha messo a disposizione degli altri. Ben 11 infatti gli assist dell’attaccante, che quindi complessivamente ha partecipato a 29 delle 73 reti collezionate dal team lucano fra campionato e playoff, miglior attacco dell’intera Lega Pro 2016-17.

RIGORI. Ad un’annata d’oro hanno contribuito anche i tiri dal dischetto, ben 8 calciati nel 2016-17 (6 segnati e 2 sbagliati), due dei quali sono stati procurati dallo stesso attaccante, pescato in entrambi i casi da suggerimenti bassi dei compagni.

PERSINO DI TESTA. Negro, ovviamente, non avendo la stazza del classico centravanti, non può sfruttare a pieno i traversoni alti, né addomesticare i lanci dalle retrovie. Nello scorso campionato solo una volta si è concesso lo sfizio di incornare ad incrociare, nel 6-0 rifilato al Melfi, punito anche dal dischetto.

Massimo Berutto

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